Chiudi
La sfida per il titolo è stata interrotta sul punteggio di 6-4 1-2 in favore della statunitense, numero 3 del mondo.
di Samuele Diodato | 02 agosto 2026
La finale del Mubadala DC Open, il WTA 500 sul cemento di Washington, tra la statunitense Jessica Pegula, n. 3 WTA, e la filippina Alexandra Eala, numero 28, si concluderà oggi. La pioggia ha costretto gli organizzatori a interrompere ieri l'incontro sul punteggio di 6-4 1-2 in favore dell'attuale numero 1 USA. Il match sarà trasmesso su SuperTennis, SuperTennis Plus e SuperTenniX.
Eala punta a diventare la prima filippina a vincere un titolo WTA: in caso di successo, sarebbe proiettata verso la Top 20. Pegula, che a Washington ha conquistato il suo primo trofeo nel circuito maggiore nel 2019, gioca la sua 24ma finale WTA con l'obiettivo di raggiungere il dodicesimo titolo, il terzo in stagione dopo i successi a Dubai e Berlino.
Alex Eala esegue un rovescio (Getty Images)
È la risposta il fondamentale in cui più volte le due finaliste hanno fatto la differenza, e la partita odierna non fa eccezione. Dopo tre game abbastanza rapidi, infatti, inizia una sequela di giochi con diverse chance da una parte e dall’altra. La prima arriva per Eala, che però non può nulla contro la prima vincente della statunitense, che così pareggia i conti sul 2-2
Pochi istanti dopo, anzi, un gran dritto lungolinea le consegna il break, anche se non basta per piegare la resistenza della numero 28. Sotto 2-3, la tennista classe 2005 ne vince due di punti alla risposta, sigla il controbreak e torna in partita sul 3-3. Avrebbe anche due chance per volare sul 5-3, ma è qui che la numero 1 del tabellone fa valere la sua esperienza, risalendo da 15-40 con un dritto penetrante seguito da un ace.
Un momento chiave, per il primo set, che al contrario sfugge di mano ad Eala. Sul 4-4, la filippina sbaglia nettamente un dritto sull’ennesima palla break, e questa volta Pegula non perdona: il set, chiuso dopo 41 minuti, termina per 6-4 con un turno di servizio a zero, mentre la giovane sfidante mostra anche qualche segno di frustrazione.
Nei tre game disputati nel secondo set nessuna delle due giocatrici ha concesso palle break.