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Miami, Sabalenka: "Contro Rybakina sarà l'ennesima battaglia"

La bielorussa raggiante dopo la sua ventunesima vittoria del 2026. Ora in semifinale l'attende la kazaka: "Sono questi i match che mi hanno fatto crescere, e contro di lei è sempre dura"

di | 26 marzo 2026

Aryna Sabalenka (Getty)

Aryna Sabalenka (Getty)

Delle sedici sfide giocate in carriera tra Aryna Sabalenka e Elena Rybakina, le ultime tre sono coincise con altrettante finali: WTA Finals, Australian Open e Indian Wells. 2-1 il bilancio per kazaka, che da lunedì si attesterà al secondo posto del ranking, mentre è di 9-7 il computo complessivo in favore della tigre bielorussa ("Anche se nel mio team non mi chiamano così - ha dichiarato Sabalenka in conferenza stampa - diciamo che usano altri soprannomi, qui non riferibili"). A Miami andrà in scena la loro sfida n.17, valevole per l'accesso in finale del torneo dove ad attendere la vincitrice ci sarà una tra Coco Gauff e Karolina Muchova.

"Sentirsi nervosi è ok, capita a tutti, ma a me piace la nostra rivalità, mi piacciono le battaglie che abbiamo fatto - ha confidato ancora la numero uno del mondo - Ci spingiamo a vicenda. Queste sono le partite che mi rendono una giocatrice migliore e quelle che mi hanno permesso di crescere"

Intanto contro la statunitense Baptiste è arrivata la ventunesima vittoria del suo 2026, a fronte di una sola sconfitta (guarda un po', per mano di Rybakina): un doppio 6-4 consegnato in meno di novanta minuti a conferma di un livello e di una fiducia che la bielorussa continua a puntellare e che le infonde un giustificato ottimismo: "Sono felice del livello meso in campo e di come sono riuscita a reggere la pressione che mi ha messo addosso".

Fiducia che per lei fa anche rima con esperienza. Perché nonostante i titoli e la pressione crescente, Aryna oggi riesce a gestire con egual disinvoltura ogni turno dei tornei che affronta, ignara di cali di tensione o di crisi nervose. "Cerco di fare un passo alla volta, ogni avversario e forte e fastidioso - ha dichiarato Sabalenka al termine del match vinto contro Baptiste - Non sento una pressione in più rispetto all'anno scorso, cerco solo di restare concentrata sul fare ben le cose che devo fare".

Un mantra che pare aver imparato e che continua a declinare partita dopo partita, e che lei stessa non nasconde quando chiamata a rispondere su quale sia l'aspetto in cui più è migliorata in questa fase di piena maturità della sua carriera: "Nel corso degli anni sono migliorata nel riuscire a mettere a fuoco i miei obiettivi e il mio piano di gioco nonostante la sempre crescente pressione, è per questo che oggi riesco a giocare un gran tennis nei momenti chiave di un match".

Non è stato sempre così. L'anno scorso, quando giunta a un passo da alcuni dei titoli più prestigiosi, Sabalenka inciampò più volte proprio sul più bello. In Australia fu battuta da Madison Keys, a Indian Wells da Mirra Andreeva, a Parigi da Coco Gauff e a Ryadh da Rybakina. Chissà, il fatto di doverla affrontare in semifinale, senza alcun titolo in palio ma con la chance per entrambe di proseguire le loro rincorse, potrà aprire scenari nuovi in questa rivalità. O più semplicemente fornire nuove indicazioni su quale sia oggi il livello da loro raggiunto nei confronti di una concorrenza che da Swiatek in giù pare perdere colpi.

"Non sento differenze nel doverla affrontare in semifinale o in finale - ha concluso Sabalena di fronte ai microfoni - Ogni partita contro di lei è tosta e in ogni partita devo portare in campo il mio livello migliore a prescindere dal turno. La finale è il match dove si concentrano le maggiori attenzioni, ed è un circostanza più emozionate anche per me, perché è davvero l'ultimo passo da compiere". Domani la attende un penultimo passo. Ma non per questo meno importante.

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