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Quarto titolo WTA 1000 per la tennista classe 2004, che ha controllato la partita dall'inizio alla fine
di Samuele Diodato | 24 agosto 2026
Tre anni dopo è ancora lei la regina del Cincinnati Open. Coco Gauff ha sconfitto Jessica Pegula col punteggio 62 64 (74 minuti di gioco) nella finale giocatasi nella notte italiana, conquistando così il suo quarto titolo in un WTA 1000. Per la numero 4 al mondo è anche il 12° sigillo in carriera, 10 di questi sul cemento. Nell'Era Open, la statunitense è soltanto la terza tennista a vincere due titoli a Cincinnati dopo Victoria Azarenka e Serena Williams, il cui secondo successo era arrivato però per entrambe dopo aver compiuto 31 anni.
La nativa di Delray Beach era sotto 4-5 negli scontri diretti, ma aveva vinto l'unico disputatosi quest'anno, ai quarti di finale di Wimbledon. Se allora erano serviti tre set, oggi invece la contesa è stata quasi a senso unico, con Gauff che ha fatto testa di corsa fino al 6-2 5-3. Pegula ha messo a segno il controbreak proprio ad un game dal baratro, ma alla fine - sul 5-4 - ha mancato l'aggancio che forse allungato almeno un po' la partita.
"Voglio congratularmi con Jessica, per la persona che sei ancor prima per la tennista. Sei sempre stata carina nei miei confronti e ti stimo moltissimo", ha detto Gauff durante la premiazione. "Ringrazio tutto il mio team perché mi rende una persona migliore, e lavorando insieme a me mi permette di godermi questo sport. Ringrazio anche Dio per avermi permesso di superare i momenti difficili dell'ultimo anno, e tutti i tifosi per avermi trascinata". In classifica, resterà al n.4 WTA dietro Pegula, ma nella Race per le Finals di Indian Wells il trofeo le permette di salire dal settimo al sesto posto.
Il torneo di Gauff è cambiato dopo il primo set perso all'esordio contro Luidmila Samsonova. Da allora, ha vinto i successivi 10 set giocati. E già dall'inizio si intravede la differenza tra le due. Non uno, ma ben due i break consecutivi sono quelli subiti da Pegula, reduce al contrario da tre successi consecutivi in tre set tra gli ottavi e la semifinale, quest'ultima durata due ore e 51 minuti contro Iga Swiatek.
La tennista di Buffalo prova ad accorciare le distanze portandosi sul 5-2, ma nell'ottavo game perde per la terza volta il servizio in quattro turni e così cede il parziale. La musica non cambia nel secondo, con Gauff che vola immediatamente sul 3-0, e dopo poco più di un'ora va al servizio per il match sul 5-3. Con un sussulto d'orgogio, la n.3 del mondo riesce a prolungare la sua permanenza in campo, issandosi sul 5-4, dove un nuovo break a zero manda però in frantumi ogni speranza di rientro.
"Dopo ogni match, ho acquisito sempre più fiducia grazie a ciò su cui stavo lavorando in allenamento", ha detto Gauff. "Ho preso consapevolezza di poter uscire da quei match, di potercela fare anche non giocando al meglio. E poi - ha aggiunto - so anche di poter giocare un gran tennis". "È come il giorno e la notte, se penso alla giocatrice che ero qui un anno fa. Non dico che farò necessariamente bene allo US Open, ma l'esperienza vissuta qui mi aiuterà". E per quanto lei voglia adottare un profilo basso, non sapendo effettivamente come andrà l'ultimo Slam della stagione, è inevitabile che la mente corra a tre anni, quando - proprio dopo il primo WTA 1000 vinto a Cincinnati - si impose anche a Flushing Meadows.