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Le parole di Coco Gauff alla vigilia dell'esordio al WTA 1000 di Indian Wells. La numero 4 del mondo rivela che il suo coach Gavin McMillan è tra le persone bloccate a Dubai dopo la chiusura dello spazio aereo
di Alessandro Mastroluca | 04 marzo 2026
“C'è tanta inutile violenza. I miei pensieri e le mie preghiere vanno a tutte le persone colpite, alle vite innocenti che vengono spezzate" ha detto Coco Gauff in conferenza stampa a Indian Wells, dove prenderà parte al terzo WTA 1000 della stagione trasmesso in diretta e in chiaro su SuperTennis. La statunitense, numero 4 del mondo, ha parlato così del conflitto in Iran e ha rivelato che le conseguenze degli attacchi l'hanno toccata personalmente.
"Il mio allenatore, Gavin McCann, in realtà si trova a Dubai in questo momento, è bloccato e non so se riuscirà a tornare. Voglio solo che sia al sicuro. Non so quando potrà partire e cose del genere. Stiamo affrontando la situazione giorno per giorno con lui” ha rivelato. I finalisti dell'ATP 500 di Dubai con famiglie e team, e una quarantina di persone dello staff dell'ATP sono rimasti bloccati per la chiusura dello spazio aereo. Ieri l'ATP ha anche cancellato il Challenger di Fujairah, che pure era iniziato, dopo un incendio nel porto della città conseguenza dell'abbattimento di un drone da parte delle difese anti-aeree degli Emirati Arabi Uniti: parti del drone abbattuto, infatti, sono nell'area di stoccaggio del petrolio. Daniil Medvedev e Andrey Rublev sarebbero riusciti a lasciare gli Emirati, ma la situazione è ancora lontana dall'essere risolta.
La numero 1 USA, che prima del WTA di Dubai aveva criticato le scelte politiche del presidente Donald Trump, ha detto di non essersi comunque mai sentita in pericolo in Medio Oriente. In quest'area del mondo la WTA disputa due WTA 1000 (a Doha e a Dubai) e un WTA 500 (ad Abu Dhabi) a febbraio e dal 2024 ha spostato le WTA Finals, in programma a Riad, in Arabia Saudita.
“In realtà non mi sono mai sentita in pericolo in molte parti del mondo. Sì, possono succedere episodi violenti, ma possono accadere in forme diverse. Per esempio, negli Stati Uniti abbiamo molti episodi di sparatorie di massa - ha detto - Non penso che ci sia molto odio rivolto verso il Medio Oriente, credo piuttosto che si tratti di una serie di circostanze sfortunate che si stanno verificando proprio ora. Sono grata di essere riuscita ad andare via prima che la situazione degenerasse fino al punto in cui ci troviamo adesso”.
Nei prossimi anni, ha spiegato, potrebbe comunque cambiare la sua programmazione e sacrificare uno dei tornei della stagione in Medio Oriente. Ma per ragioni interamente sportive. "In futuro probabilmente salterò Doha. Amo Doha, ma lì costantemente non ho giocato bene. Penso che la stagione sia così fitta di impegni e credo che avere uno Slam e poi, una settimana dopo, due 1000 consecutivi… Voglio dire, so che alcune persone vivono a Dubai, ma soprattutto per le giocatrici statunitensi è un viaggio lungo. Non me ne pento, perché ormai è successo. L’ho già fatto in passato e poi ho avuto successo più avanti nella stagione".
La stagione è fitta di impegni, ed è questo uno dei motivi per cui la WTA ha chiamato Jessica Pegula come presidente del nuovo gruppo istituito per studiare la riforma del calendario. Eppure si discute allo stesso tempo di estendere i match femminili negli Slam al meglio dei cinque set. "Probabilmente mi favorirebbe, perché fisicamente sono tra le migliori, ma non credo che vorrei vederlo accadere. E se dovesse succedere, preferirei che fosse per tutto il torneo, non solo dai quarti in poi. Penso che cambiare il formato a metà torneo vanifichi l’equità della competizione - ha detto - Credo che sarebbe molto pesante per le giocatrici e anche per i tifosi e la TV. Voglio dire, immaginate: a volte un match al meglio dei cinque set dura fino alla sessione delle 19:00. Se tutte noi giocassimo al meglio dei cinque, non credo nemmeno che riusciremmo a finire il torneo in due settimane, a dire il vero".
