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La n.3 al mondo si è imposta al tie-break decisivo, superando anche un momento complicato nel secondo set per via di un problema agli addominali
di Samuele Diodato | 20 agosto 2026
E alla fine, quando si lotta, vince (quasi) sempre Jessica Pegula. La n.3 al mondo è la prima semifinalista del Cincinnati Open grazie al successo con lo score di 64 26 76(4) ai danni di Amanda Anisimova (n.10 al mondo e n.9 del torneo). Per la tennista di Buffalo è quindi la settima semifinale del 2026 e la 44esima vittoria in assoluto (nessuno come lei).
Delle 21 partite giocate quest'anno al terzo set, ne ha vinte 16, Pegula, estremamente sollevata a fine match: "So che contro di lei ho un ottimo storico negli scontri diretti, ma so anche che sono sempre partite durissime, come oggi. Quando gioca come nel secondo set, c'è poco da fare - ha commentato -. Poi nel terzo avevo di nuovo l'inerzia dalla mia, ma non è bastato per chiudere velocemente. Lei è una delle più grandi colpitrici, e la chiave è spesso assorbire la velocità dei suoi colpi per evitare che muova le avversarie da una parte all'altra del campo: fortunatamente ci sono riuscita, e ho cercato spesso di essere aggressiva, di mettere i piedi in campo appena potevo".
Così ha vinto la sesta partita su sei contro Anisimova, battuta per quattro volte proprio al set decisivo, ed al tie-break già nella sfida sulla terra verde Charleston nel 2024. Ora, Pegula attende di conoscere il nome della propria avversaria, che verrà fuori dal quarto di finale tra Iga Swiatek (n.5 e n.7 del torneo) ed Elena Rybakina (n.2). "Non le ho ancora battute quest'anno. Sono due giocatrici fortissime e di sicuro guarderò il match questa sera". E anche il secondo quarto di finale andrà in onda su SuperTennis, gratis ed in chiaro per tutti a partire dall'1 di notte.
Contro Linda Noskova, negli ottavi di finale, Anisimova non aveva concesso neanche una palla break. Di fronte al grande tempismo in risposta di Pegula, però, l’impatto è totalmente differente. La n.3 le toglie il tempo, le risponde nei piedi e si avvicina appena può alla riga di fondo.
Con due punti consecutivi che esplicitano perfettamente la dinamica, Pegula si procura subito due palle break nel terzo game. Anisimova reagisce e annulla le due occasioni, ma è costantemente sotto pressione: alla terza chance, non a caso, cerca di spingere col servizio, ma un doppio fallo la obbliga a cedere la battuta.
Un episodio che pesa moltissimo, sulle spalle della tennista classe 2001. Il suo rendimento, d’altronde, cresce al servizio nel corso del set, tanto da portarla a concluderlo con un 86% di punti vinti sulla prima. Serve a poco, però, quando la tua avversaria fa lo stesso, se non addirittura meglio.
Dal game che la porta sul 3-1, a quello che le consegna il 6-4, Pegula perde appena due punti, chiudendo non solo con l’82% di punti vinti sulla prima, ma anche col 78% sulla seconda. Spessissimo, la tennista di Buffalo riesce a pescare fuori posizione l’avversaria, che colpendo fuori equilibrio anche più fallosa di quanto il suo gioco incentrato sulla spinta forsennata non lo sia già.
La partita è tutt’altro che decisa, e a rimescolare le carte subentrano le incognite dal punto di vista fisico. Quando Anisimova piazza infatti il break in apertura di secondo set, sul 2-0, tutto sembra frutto di un fisiologico passaggio a vuoto, ma così non è. La forbice si allarga in un momento, e Pegula sceglie di chiamare un time-out medico per un problema agli addominali.
E al rientro in campo, le cose non migliorano. Anisimova riesce quindi a prendere il sopravvento in risposta, sfruttando anche le velocità decisamente ridotte da parte di Pegula al servizio. Avanti 4-0, la finalista dell’ultimo US Open accusa una leggera flessione, ma sul 5-2 trova un altro break e incamera il parziale per 6-2.
Dall'angolo, a Pegula viene suggerito di valutare attentamente la situazione dal punto di vista fisico. La realtà dei fatti, un po' improvvisamente, sembra però migliorare, anche complici alcuni gratuiti di Anisimova. Due, in uscita dal servizio, consegnano il break alla n.3, che a quel punto sembra diventare la padrona del match. Una serie di 10 punti di fila la issa addirittura avanti di due break, sul 3-0. Ma come detto da lei stessa a fine match, non basta. Anisimova accorcia in pochissimo tempo sul 2-3, e recupera il secondo break ad un passo dal baratro, quando Pegula va al servizio per il match sul 5-4.
Si arriva dunque al tie-break, dove un passante illuminante col rovescio di Amanda sigla il 4-3 in suo favore, con due servizi a disposizione. È lì però che Pegula riesce a ribaltare nuovamente la situazione: due accelerazioni di Anisimova vanno via lunghe di un soffio e la partita è segnata, con la sesta vittoria consecutiva di Pegula negli scontri diretti.