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La 25enne di Fermo, al rientro dall'infortunio, aveva vinto il primo set prima di subire il rientro dell'ex n.1 al mondo. Il programma si è aperto con il successo di Pegula su Kalinskaya
di Samuele Diodato | 31 luglio 2026
Si ferma ai quarti di finale il cammino di Elisabetta Cocciaretto al "Mubadala DC Open", WTA 500 sul cemento di Washington, capitale degli Stati Uniti. La marchigiana (n.71 WTA) ha ceduto col punteggio di 46 64 63 a Naomi Osaka, n.13 al mondo e terza testa di serie del main draw. Per l'azzurra, alla prima partecipazione nel torneo, era il primo quarto di finale in un "500", iniziato anche nel migliore dei modi di fronte all'ex n.1 al mondo e quattro volte campionessa Slam.
Mentre Cocciaretto può consolarsi con un percorso che la rilancia tra le prime 60 del mondo, Osaka completa una rimonta che le regala la seconda semifinale stagionale. Da Bad Homburg (dove si era ritirata in finale) a Washington, passando per Wimbledon, ha sempre raggiunto almeno i quarti di finale. Nel torneo a stelle strisce, dopo le partecipazioni del 2018 e del 2025, giocherà per la prima volta tra le ultime quattro rimaste.
Dopo quattro game, tutto è in parità sul 2-2, con un paio di errori da una parte e dall’altra, ma una tendenza chiara. La giapponese sbaglia di più da fondo campo, forza i colpi per allontanare la marchigiana dalla riga, ma senza successo. Cocciaretto non riesce a conservare l’iniziale due anche per via di due doppi falli nel terzo game.
Eppure il suo tennis risulta efficace, e questo crea frustrazione nella giapponese. L’azzurra annulla con coraggio una palla del 2-4, e sul 3-3 è lei a firmare l’ultimo break del parziale, complice un altro passaggio a vuoto della testa di serie n.3, con quattro gratuiti consecutivi dal 3-0.
Dal 4-3, peraltro, Cocciaretto difende in maniera magistrale i propri turni di servizio, chiudendo con un parziale di 8-1 nei punti. Sono 18 invece gli errori non forzati a fine set dell’ex n.1 del mondo. Perché di fronte ad un avversaria che non arretra (e non sbaglia), è difficilissimo trovare il tempo per liberare al meglio la propria potenza.
Ci riesce, la tennista nata proprio ad Osaka nel 1997, solo quando l’italiana trova meno intensità e profondità, in avvio di secondo set. Si accorciano anche gli scambi, e quando non ha bisogno di muoversi, colpendo in perfetto equilibrio, Osaka fa malissimo. Dall’altro lato, però, c’è chi ha nella solidità la sua migliore caratteristica.
Dopo il break subito, e uno svantaggio di 0-3, la situazione sembra quasi compromessa, ma la n.71 WTA è bravissima ad annullare la palla del doppio break, per portarsi sull’1-3. È solo un game, ma vale molto di più. È il colpo da KO scampato, che insinua nuove incertezze nel braccio di Osaka. Due doppi falli nel quinto gioco aiutano Cocciaretto a rientrare nel set, e la firma arriva con una grande risposta sulla palla break.
Naomi Osaka in azione col dritto (Getty Images)
La tensione è palpabile, e a quel punto è l’azzurra a mostrarsi più pimpante, sfruttando ancora qualche imprecisione della nipponica. La cui risposta emotiva non manca: sul 4-4, in risposta Cocciaretto riesce l’avversaria ai vantaggi, ma senza potersi spingere oltre. In una dinamica speculare a quanto successo poco prima, anzi, la 25enne di Fermo non riesce a ritrovare la necessaria lucidità, e sul 4-5 un doppio fallo apre ad Osaka le porte del terzo set.
Un set nel quale la differenza è marcata soprattutto dalle energie dal punto di vista fisico. Osaka apre il parziale con un break col suo rovescio lungolinea, ma poi smarrisce nuovamente il proprio dritto di fronte all’acume tattico di Cocciaretto, che per tutto il match cerca di offrirle palle centrali, e di aprirsi il campo solo quando è cerca di obbligare alla fase difensiva la n.13 al mondo.
Il rientro, sul 2-2, dura però poco. Osaka vede di nuovo i fantasmi sullo 0-30, ma una volta superati non si volta più indietro. Cocciaretto lotta orgogliosamente, ma nel sesto game subisce il break che permette all’avversaria di prendere definitivamente il sopravvento.
Il programma si è aperto con il ritorno in campo della numero 1 del seeding, Jessica Pegula, opposta ad Anna Kalinskaya, n.20 del mondo e finalista nel 2025. Pegula, che negli ottavi aveva vinto in rimonta su Magdalena Frech, si è imposta con lo score di 63 75.
La statunitense sfiderà Diana Shnaider, n.4 del torneo, che si è aggiudicata per 64 63 il derby russo con Liudmilla Samsonova, prendendosi la rivincita per la sconfitta subita sull'erba di Wimbledon poche settimane fa.