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Nel WTA 1000 sul cemento canadese la polacca (n.7) asfalta l’elvetica Golubic. La statunitense supera in due set l’uzbeka Rakhimova: Kostyuk (n.10) chiede strada a Keys (n.19). La numero uno del mondo è opposta alla cinese Zhang Shuai
di Tiziana Tricarico | 06 agosto 2026
Va veloce, anzi velocissima Iga Swiatek, approdata negli ottavi di finale del “National Bank Open”, torneo WTA 1000 dotato di un montepremi di 7.433.806 dollari di scena sul cemento di Toronto (ad anni alterni con Montreal), in Canada, trasmesso in diretta su SuperTennis, SuperTennis Plus e SuperTenniX.
Nel match che ha aperto il programma sul Centrale la 25enne di Varsavia, n.8 WTA e settima testa di serie, ha liquidato al terzo turno per 62 61, in appena 67 minuti di gioco, l’elvetica Victorija Golubic, n.51 WTA.
Il match. Iga aveva battuto Victorija in due dei tre confronti precedenti, anche se le due non si incrociavano da oltre quattro anni. Nel primo set la polacca parte con un doppio fallo e con un gratuito di diritto che finiscono per costarle il break (1-0). La reazione di Swiatek si concretizza in quattro giochi di fila le permettono di allungare (4-1). La 33enne di Zurigo, che viene da due buone vittorie contro Birrel e soprattutto Vekic, 31esima testa di serie, torna a conquistare un game (4-2) ma nell’ottavo gioco, con un doppio fallo, cede per la terza volta la battuta, ed il set (6-2). Secondo set senza storia: Iga vola sul 5-0 e poi chiude il discorso (6-1) al secondo match-point, su un diritto lungo della sua avversaria.
Una Swiatek decisamente più concreta rispetto a quella vista nel match d’esordio (direttamente al secondo turno) contro la ceca Bejlek (n.38 WTA) quando, dopo essere stata letteralmente ingiocabile fino al 60 3-0, si era poi fatta prendere da timori e paure complicandosi inutilmente la vita. La polacca, ex regina del tennis mondiale, non sta sicuramente vivendo un gran 2026: per lei una sola semifinale, a Roma (fermata da Svitolina), ed una valanga di piazzamenti nei quarti (Australian Open, Doha, Indian Wells, Stoccarda). Prossima avversaria per lei la vincente di Kostyuk-Keys.
A seguire tocca a Jessica Pegula - campionessa nelle edizioni back-to-back del 2023 e del 2024 - reduce dalla finale di Washington persa lunedì contro la filippina Alessandra Eala. La 32enne di Buffalo, n.3 del ranking e del seeding, ha dovuto lottare tre set per riuscire ad avere ragione mercoledì della polacca Magdalena Frech (n.45 WTA). Ad attenderla dall’altra parte della rete c’è l’uzbeka Kamilla Rachimova, n.78 del ranking. Tra le due non ci sono precedenti.
Il passaggio da Washington a Toronto non è stato semplice per “Jess”: “Ci sono tantissime differenze. È qualcosa di cui probabilmente un tifoso normale o qualcuno che non gioca a tennis non ha idea - ha spiegato -. Una è il clima. Insomma, questo può cambiare completamente la resa delle palline. Queste palline sono piuttosto leggere. Almeno ora si usano le stesse, il che è fantastico. Quindi si gioca con la stessa pallina, ma il suo comportamento varia totalmente a seconda del clima. A Washington, sorprendentemente, la scorsa settimana non faceva così caldo, il che era piuttosto insolito. Oggi si sentiva decisamente un po’ più caldo. Le palline sembrano volare un po’ di più. Direi che forse il campo a Washington sembrava un po’ più lento o, in un certo senso, più ruvido. Qui penso che la palla scivoli un po’ di più, cosa che mi piace. Ma con solo un giorno a disposizione, ci vuole un po’ di tempo per abituarsi a questo tipo di condizioni. Ma, sì, insomma, è diverso”.
Sul Grandstand riflettori puntati sulla sfida tra Marta Kostyuk, n.11 del ranking (“best”) e 10 del seeding, e Madison Keys, n.23 WTA e 19esima testa di serie. L’ucraina, che all’esordio ha impiegato un set contro la modesta wild card canadese Sebov (n.229 WTA) per ritrovare gli automatismi, ha perso entrambe le sfide precedenti contro la 31enne di Rock Island, Illinois, sempre giocate sui prati di Wimbledon e sempre al terzo turno (2023 e 2024).
Bussa alle porte dell’élite mondiale la 24enne di Kiev, arrivata proprio sulla soglia dopo una metà di stagione da incorniciare. Ha giocato solo otto tornei ma, se si escludono l’eliminazione (sorprendente) al primo turno all’Australian Open per mano della francese Jacquemot e quelle (più comprensibili) al terzo turno di Indian Wells e Miami sempre con Rybakina, la bella Marta ha fatto finale a Brisbane (fermata da Sabalenka), ha trionfato a Rouen e a Madrid ed ha raggiunto le semifinali sia al Roland Garros che a Wimbledon, perdendo sempre con chi poi avrebbe conquistato il trofeo (Andreeva e Noskova).
Nella notte italiana sul Centrale la numero uno del mondo Aryna Sabalenka si gioca un posto negli ottavi con la cinese Zhang Shuai, n.62 WTA. La 28enne di Minsk è avanti 4-1 nel bilancio dei confronti diretti con la 37enne di Tianjin e si è imposta negli ultimi quattro, il più recente nei quarti a Cincinnati nel 2022.
La bielorussa è in serie positiva da 13 partite sul cemento ed è la prima giocatrice dai tempi di Serena Williams (2015), a vincere 24 dei primi 25 match stagionali nel circuito WTA sul duro. In questo 2026 ha iniziato vincendo Brisbane e poi ha firmato il “Sunshine Double “ (Indian Wells e Miami): la sua unica sconfitta sul cemento l'ha subita contro Elena Rybakina nella finale dell'Australian Open.