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Nel WTA 1000 sul cemento canadese la statunitense (n.4) ha beneficiato del forfait dell’elvetica Bencic (12) per un problema all’anca. La kazaka (n.2), che approfittando del passo falso di Sabalenka punta ad avvicinarsi ancora alla vetta, ha battuto in rimonta la giapponese Osaka (n.11)
di Tiziana Tricarico | 12 agosto 2026
Si è allineato alle semifinali il tabellone del “National Bank Open”, torneo WTA 1000 dotato di un montepremi di 7.433.806 dollari di scena sul cemento di Toronto (ad anni alterni con Montreal), in Canada, trasmesso in diretta su SuperTennis, SuperTennis Plus e SuperTenniX.
Nella notte italiana Coco Gauff, n.4 del ranking e del seeding, ha superato l’elvetica Belinda Bencic, n.14 WTA e 12esima testa di serie, vincitrice a Toronto nel 2015, che non è nemmeno scesa in campo per un infortunio all’anca. La kazaka Elena Rybakina, n.2 del ranking e del seeding, ha invece battuto in rimonta per 46 76(5) 64, dopo oltre due ore e mezza di lotta, la giapponese Naomi Osaka, n.13 del ranking e 11 del seeding, finalista 12 mesi fa a Montreal (stoppata da Mboko). Tra le due c’è un unico precedente, vinto dall’americana in tre set al secondo turno proprio a Toronto nel 2022 (avrebbero dovuto affrontarsi anche al terzo turno di Dubai nel 2023 ma la kazaka diede forfait).
La 22enne di Delray Beach era avanti 6-2 nei confronti diretti con la 29enne di Flawil e si è aggiudicata tutti gli ultimi quattro, il più recente negli ottavi a Wimbledon nel luglio scorso. Stavolta non è dovuta nemmeno scendere in campo.
“Mi dispiace davvero non poter giocare stasera - ha detto Bencic in un comunicato prima di rivolgersi al pubblico dello Sobeys Stadium -. Questo è un torneo straordinario e non vedevo l’ora di giocare davanti ai fantastici tifosi qui a Toronto. Ho fatto tutto il possibile per essere pronta per stasera. Non vedo l’ora di tornare a Toronto la prossima volta”.
L’elvetica, campionessa a Toronto nel 2015, aveva raggiunto i quarti battendo Sloane Stephens, Taylor Townsend ed Alexandra Eala. Già dopo la vittoria su Stephens, Belinda aveva dichiarato di non essere stata nemmeno sicura di poter giocare a Toronto, a causa di un fastidioso infortunio rimediato a Wimbledon che richiedeva particolare attenzione. “Ho avuto qualche difficoltà a causa di un piccolo infortunio persistente, quindi non ero davvero sicura di poter giocare qui: sono davvero felice di esserci riuscita e di aver vinto la prima partita. Ovviamente amo moltissimo questo torneo, quindi ho fatto tutto il possibile. Anche se non mi sentivo proprio... non so, il recupero è stato molto lento, quindi ero un po’ preoccupata di non farcela”.
Bencic ha giocato con un bendaggio piuttosto ingombrante alla gamba, che, secondo quanto da lei stessa dichiarato, si è rivelato utile durante tutte le partite. Nel terzo turno aveva sconfitto Townsend in una partita mozzafiato durata quasi tre ore e mezza ma contro Eala non aveva manifestato particolari problemi.
Gauff, si è qualificata così per la sua prima semifinale in assoluto in Canada dove in precedenza non era mai andata oltre i quarti raggiunti anche nel 2021, nel 2022 e nel 2023, perdendo sempre da chi poi avrebbe conquistato il titolo (Giorgi, Halep, Pegula). Tre dei suoi 11 titoli in singolare sono WTA 1000: Coco ha vinto a Wuhan 2025 (battendo Pegula), a Pechino 2024 (superando Muchova) e a Cincinnati 2023 (battendo di nuovo Muchova). Inoltre 9 dei suoi 11 titoli WTA sono stati conquistati su campo duro, l’ultimo dei quali a Wuhan nel 2025 (battendo la Pegula in finale).
Per la 22enne di Delray Beach, che in questo 2026 è già a quota 34 vittorie, è la 16esima semifinale da “1000”. Tra le tenniste statunitensi solo Serena Williams (148) ha ottenuto più vittorie nel tabellone principale di un torneo WTA 1000 rispetto a Coco (117) dall’introduzione di questo format nel 2009.
La kazaka ha trascorso gran parte del tempo con le spalle al muro nel suo quarto di finale contro Osaka. Ha subito un break nel game di apertura, ha perso il primo set, è andata sotto di un break non una, ma ben due volte nel secondo parziale dove poi si è trovata anche a due punti dalla sconfitta nel tie-break. Ma la n.2 del mondo ha fatto ciò che ha fatto per tutto il torneo: ha lottato.
“Cercavo solo di lottare - ha detto Rybakina nell’intervista in campo -. Il primo game dell’incontro è stato davvero difficile perché mi è costato il set, poi nel secondo ho cercato semplicemente di restare vicina nel punteggio, anche se stavo perdendo, cercando di giocare in modo aggressivo quando ne avessi avuto l’occasione. E sì, ho lottato, e sono felicissima di aver vinto questa partita”.
Il match. In contrapposizione alla straordinaria rimonta di Rybakina c’è Osaka, che non potrà fare a meno di chiedersi cosa sarebbe potuto succedere dopo aver dominato gran parte dell’incontro. La giapponese le ha strappato il servizio nel game di apertura del primo set, convertendo la sua unica palla-break di tutto il parziale. Naomi a sua volta ha salvato tre palle-break point nel game successivo prima di consolidare il vantaggio (2-0) e difenderlo fino al 6-4. Per lei il 73% dei punti vinti con la prima di servizio mentre per la kazaka ben 24 errori non forzati.
Osaka ha nuovamente ottenuto il break per prima anche nella seconda frazione, portandosi in vantaggio per 2-1 mentre Rybakina continuava a sbagliare con il dritto. Ironia della sorte, è stato proprio un dritto vincente a sbloccare la situazione sul 15-30 nel quarto game, consentendole di recuperare lo strappo (2-2). La giapponese ha provato di nuovo ad allungare (4-2) ma la kazaka ha iniziato a dare il meglio di sé. Il numero di errori non forzati continuava a salire - ha chiuso con 72, il suo record stagionale in una partita - ma aumentavano anche la percentuale di prime di servizio e il numero di colpi vincenti.
Dopo aver recuperato il break (4-4), con un altro vincente di dritto ha messo la testa avanti (5-4). Il set è andato al tie-break, apparentemente a favore di Osaka, che era arrivata a questa partita con un record stagionale di 6-2 nei tie-break rispetto al 4-6 di Rybakina. Naomi ha recuperato due volte un mini-break per pareggiare sul 5 pari, ma Elena ha conquistato gli ultimi due punti e ha chiuso a rete per forzare il match al il set decisivo.
Osaka ha convertito 3 palle-break su 7 nel corso della partita, e tutte quelle che non ha trasformato sono arrivate sul 3-2 per lei nel set decisivo. Con la possibilità di chiudere definitivamente l’incontro, ha visto la rivale salvarle una dopo l’altra: errore di dritto di Osaka, vincente di dritto di Rybakina lungolinea, vincente di rovescio di Rybakina lungolinea, errore di rovescio di Osaka. Due punti dopo, un vincente di dritto incrociato ha chiuso il game sul 3 pari. Quelle occasioni mancate sono rimaste nella testa di Osaka: ha sbagliato tre dritti di fila nel game successivo e Rybakina ha ottenuto il break (4-3). La giapponese ha provato a restare in scia ma la kazaka nel decimo gioco ha chiuso l’incontro: un ace lungo al centro, un altro esterno, un vincente di dritto e, dopo il primo match-point salvato da Osaka, un quindicesimo ace a siglare la rimonta.
“Lavoriamo sempre sul servizio. Ho iniziato questo torneo davvero male, con troppi doppi falli - ha sottolineato Rybakina in conferenza stampa -. Anche oggi ne ho commessi parecchi, direi, nel primo e nel secondo set. Nel terzo il mio servizio è davvero migliorato. A causa delle condizioni, a volte perdo la lettura della palla. È importante concentrare tutta l’energia sul servizio. Cerchiamo sempre di adattarci alle condizioni, quindi è un aspetto su cui dobbiamo continuare lavorare”.
Rybakina, semifinalista nel “1000” in Canada anche nel 2023 (sconfitta da Samsonova) e nel 2025 (battuta da Mboko nella sua cavalcata verso il trofeo), è alla sua quinta partecipazione. Ha raggiunto la sua 14esima semifinale da “1000”, la terza in stagione dopo la finale a Indian Wells e la semifinale a Miami. In questa tipologia di tornei vanta due trofei, Indian Wells 2023 (battendo Sabalenka) e Roma 2023 (superando Kalinina, costretta al ritiro).
Sul cemento Rybakina ha conquistato sette titoli, il più recente all’Australian Open di quest’anno (battendo Sabalenka in finale). Nel 2026 ha vinto finora 38 partite ed ha servito il maggior numero di ace nel Tour (332). Attualmente è al secondo posto nella classifica mondiale, il miglior piazzamento in carriera (raggiunto per la prima volta il 16 marzo di quest’anno): dodici mesi fa, in questo stesso periodo, occupava il 12° posto. In caso di vittoria del titolo arriverebbe a soli 4 punti dalla regina del tennis mondiale Aryna Sabalenka.