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Nel WTA 1000 sul cemento canadese Iga è da rivedere, Elina rischia grosso mentre Marta ci mette un set a ritrovare gli automatismi
di Tiziana Tricarico | 04 agosto 2026
Vince ma non convince del tutto Iga Swiantek al suo debutto nel “National Bank Open”, torneo WTA 1000 dotato di un montepremi di 7.433.806 dollari di scena sul cemento di Toronto (ad anni alterni con Montreal), in Canada, trasmesso in diretta su SuperTennis, SuperTennis Plus e SuperTenniX.
Nel match che ha aperto il programma sul Centrale la polacca, n.8 WTA e settima testa di serie, ha sconfitto per 60 63, in poco più di un’ora e mezza di gioco, la ceca Sara Bejlek, n.38 del ranking, battuta per la seconda volta (era già successo quest’anno al secondo turno del Roland Garros). Iga ha chiuso al terzo match-point, e con l’aiuto del net, una partita dai due volti: dominata per nove game (60 3-0) e poi trasformatasi nell’ennesimo match assurdo della sua stagione. Sara ha recuperato fino al 3-2 ma poi ha finito per perdere un pazzesco, infinito sesto gioco, durato ben 32 (!) punti, in cui Swiatek ha annullato la bellezza di nove palle-break riuscendo a portarlo a casa solo alla sesta opportunità (4-2). Ha iniziato a crederci la 20enne di Znojmo - ennesimo prodotto di qualità di una scuola che, soprattutto a livello femminile, è da sempre fucina di talenti, vincitrice ad Abu Dhabi (WTA 500) del suo primo trofeo WTA, per di più partendo dalle qualificazioni - ma troppo tardi: Swiatek ha ritrovato il diritto ed ha strappato il pass per il terzo turno, dove troverà l’elvetica Victorija Golubic, n.51 WTA (57 62 63 alla croata Donna Vekic, n.35 WTA).
La 25enne di Varsavia, ex regina del tennis mondiale, non sta sicuramente vivendo un gran 2026: per lei una sola semifinale, a Roma (fermata da Svitolina), ed una valanga di piazzamenti nei quarti (Australian Open, Doha, Indian Wells, Stoccarda). Soprattutto a pagato cara in termini di classifica l’uscita di scena contro Alexandra Eala al terzo turno di Wimbledon, dove lo scorso anno aveva trionfato (anche un po’ a sorpresa).
Ha fatto decisamente più fatica del previsto Elina Svitolina nel suo match d’esordio. Sul Grandstand l’ucraina, n.9 del ranking e del seeding, e si è imposta 67(5) 76(4) 64, dopo poco più di due ore e tre quarti di lotta, su Jessica Bouzas Maneiro, n.63 WTA, recuperando uno svantaggio di un set e di un break (1-3). La spagnola ha perso così per la quarta volta in altrettanti confronti con la 31enne di Odessa, ma almeno stavolta è riuscita a strapparle finalmente un set, anche se con questa versione di Elina poteva puntare a qualcosa di più.
Svitolina, dopo una grandissima prima parte di stagione - semifinale all’Australian Open, Finale a Dubai, semifinale a Indian Wells e a Stoccarda, vittoria a Roma (ad otto anni dall’ultimo trionfo al Foro) e quarti a Parigi - e calata un po’, con uno swing sui prati non troppo esaltante. La trasferta sul cemento nordamericano e iniziata con i quarti a Washington, stoppata da quella Alexandra Eala che poi avrebbe chiuso la settimana con il suo primo trionfo WTA. Ed anche questa prima uscita a Toronto, dove è entrata in gara direttamente al secondo turno, non è stata proprio esaltante.
La 23enne di Galicia, non particolarmente brillante fin qui in questo 2026 se si esclude un terzo turno a Wimbledon (battuta da Pegula), ha messo alle corde una Svitolina particolarmente fallosa, ma ha giocato malissimo il tie-break del secondo set (sotto 5 punti a 0), con un inutile tentativo di recupero. Ed anche nel set decisivo, sotto 5-0, si è rifatta pericolosa recuperando fino al 5-4 ma poi, con il servizio a disposizione, complici ben tre doppi falli, non ha sfruttato due opportunità per riagguantare la sua avversaria e poi, sul primo match-point, ha spedito in tribuna il rovescio incrociato, perdendo la sua terza sfida su tre contro giocatrici classificate top ten.
Ha avuto bisogno di un set per ritrovare i suoi automatismi Marta Kostyuk, n.11 del ranking (“best”) e 10 del seeding, che ha superato per 76(4) 60, in un’ora e venti minuti, Katherine Sebov, n.229 WTA, in tabellone grazie ad una wild card.
L’ucraina aveva vinto in due set l’unico precedente con la 27enne canadese, disputato al primo turno di Chicago nel 2021. Sulla carta Sebov non avrebbe dovuto avere troppe chance, considerando che in stagione ha alternato tornei del circuito maggiore a tornei del World Tennis Tour, dove vanta una finale nel W75 di Calvi: la settimana scorsa nel WTA di Memphis ha superato le qualificazioni perdendo all’esordio nel main draw con Kalieva (poi arrivata in semifinale). Ed invece eccolo in poco più di venti minuti avanti 4-1 con doppio break. Marta l’ha riagguantata sul 4 pari, ma poi ha ceduto nuovamente la battuta (5-4). Nel decimo game la canadese è arrivata a due punti dal set ma a finito per concedere il contro-break. Alla fine è stato il tie-break a decidere: Sebov è rimasta in corsa fino al 4 a 3 ma poi ha perso tutti gli ultimi quattro punti (7 a 4). Ed in pratica la partita è finita lì perché nel secondo set Kstyuk ha chiuso con un “bagel” (6-0) in appena 24 minuti.
Bussa alle porte dell’élite mondiale la 24enne di Kiev, arrivata proprio sulla soglia dopo una metà di stagione da incorniciare. Ha giocato solo otto tornei ma, se si escludono l’eliminazione (sorprendente) al primo turno all’Australian Open per mano della francese Jacquemot e quelle (più comprensibili) al terzo turno di Indian Wells e Miami sempre con Rybakina, la bella Marta ha fatto finale a Brisbane (fermata da Sabalenka), ha trionfato a Rouen e a Madrid ed ha raggiunto le semifinali sia al Roland Garros che a Wimbledon, perdendo sempre con chi poi avrebbe conquistato il trofeo (Andreeva e Noskova).