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Nella finale del WTA 1000 sul cemento canadese la polacca (n.7) affronta la kazaka (n.2), che approfittando del passo falso di Sabalenka può arrivare a soli quattro punti dalla vetta del ranking
di Tiziana Tricarico | 13 agosto 2026
Iga Swiatek ed Elena Rybakina sono le protagoniste dell’ultimo atto del “National Bank Open”, torneo WTA 1000 dotato di un montepremi di 7.433.806 dollari di scena sul cemento di Toronto (ad anni alterni con Montreal), in Canada, trasmesso in diretta su SuperTennis, SuperTennis Plus e SuperTenniX. Alla mezzanotte italiana la 25enne di Varsavia, n.8 WTA e settima testa di serie, che in semifinale ha battuto per 63 16 63 l’ucraina Elina Svitolina, n.9 del ranking e del seeding, troverà dall’altra parte della rete la 27enne kazaka di origini moscovite, n.2 del ranking e del seeding, ha superato in rimonta per 57 62 62, la statunitense Coco Gauff, n.4 del ranking e del seeding, firmando il 38esimo successo in carriera contro una top ten.
In parità, 6-6, il bilancio dei confronti diretti ma Rybakina di è imposta negli ultimi due: nei round robin delle WTA Finals di Riyadh lo scorso novembre e nei quarti all’Australian Open a gennaio nella sua corsa verso il trofeo.
Per Iga si tratta della 14esima finale da “1000” - la prima in assoluto del 2026 e la prima in assoluto in Canada - categoria di tornei nella quale si è aggiudicata 11 trofei, il più recente a Cincinnati nel 2025 (battendo Jasmine Paolini in finale). Solo Serena Williams (84,1%, 148-28) ha una percentuale di vittorie superiore a quella di Iga (79,9%, 140-35) negli incontri WTA 1000 dall’introduzione di questo format (2009). Swiatek è anche l’unica giocatrice a raggiungere l’ultimo atto di un “1000” in ognuna delle ultime sei stagioni (dal 2021). Sul duro ha conquistato 14 dei suoi 25 titoli WTA, l’ultimo dei quali a Seul 2025 (battendo Alexandrova in finale).
Prima di arrivare al Sobeys Stadium Iga non era riuscita a vincere una partita di tre set contro una giocatrice tra le prime 20 in classifica per tutta la stagione: a Toronto ne ha vinte due per raggiungere la sua prima finale in Canada (aveva infatti impiegato tre set anche per battere Kortyuk negli ottavi).
A Toronto Swiatek, ex regina del tennis mondiale, può dare una svolta ad un 2026 fin qui abbastanza deludente: per lei, prima di Toronto, solo una semifinale, a Roma (fermata da Svitolina), ed una valanga di piazzamenti nei quarti (Australian Open, Doha, Indian Wells, Stoccarda), con la classifica penalizzata soprattutto dalla mancata conferma del titolo a Wimbledon (fuori al terzo turno per mano di Eala). Grazie alla vittoria in “semi” contro Svitolina - la 54esima in carriera contro una top ten - la polacca è già sicura di risalire al n.6 WTA (sarà n.5 in caso di conquista del titolo).
“Di sicuro mi sono sentita a mio agio - ha detto a proposito del suo arrivo a Toronto con qualche giorno d’anticipo -. Fin dall’inizio ci sembrava di avere ancora molto tempo prima del torneo, quindi gli allenamenti non erano incentrati sul torneo, ma servivano solo a sviluppare il mio gioco. In seguito, ovviamente, ci siamo concentrati maggiormente sulla preparazione per le singole avversarie”.
“Quello era l’obiettivo fin dall’inizio, quando ho iniziato a lavorare con Francissco [Roig] - ha sottolineato a proposito del suo tennis ritrovato -. Giocare sulla terra battuta, con tutto il trambusto che di solito mi circonda in quel contesto, a volte non mi aiuta. Non avevo abbastanza lucidità mentale per continuare a fare sempre quello che lui voleva che facessi. Qui sento che è già diventato più un’abitudine, ed è diventato più naturale. È sicuramente così che voglio giocare, con questa pazienza. Sento che l’anno scorso a volte giocavo in modo un po’ troppo piatto e troppo veloce, prendendo decisioni rischiose. Quello che sto cercando di fare ora è più il mio gioco”.
Anche per la kazaka - alla quinta partecipazione - si tratta della prima finale nel “1000” in Canada: era stata semifinalista nel 2023 (sconfitta da Samsonova) e nel 2025 (battuta da Mboko nella sua cavalcata verso il trofeo). E’ la sua sesta finale da “1000” in carriera, la seconda in stagione dopo quella ad Indian Wells. In questa tipologia di tornei vanta due trofei, Indian Wells 2023 (battendo Sabalenka) e Roma 2023 (superando Kalinina, costretta al ritiro).
In questa stagione Rybakina ha collezionato 26 vittorie sul cemento, prima in questa speciale classifica davanti a Sabalenka e Svitolina (25). Proprio sul cemento Elena ha conquistato sette titoli, il più recente all’Australian Open di quest’anno (battendo Sabalenka in finale). Nel 2026 ha vinto finora 39 partite ed ha servito il maggior numero di ace nel Tour (337). Attualmente è al secondo posto nella classifica mondiale, il miglior piazzamento in carriera (raggiunto per la prima volta il 16 marzo di quest’anno): dodici mesi fa, in questo stesso periodo, occupava il 12° posto. In caso di vittoria del titolo arriverebbe a soli 4 punti dalla regina del tennis mondiale Aryna Sabalenka.
Indipendentemente dal risultato, Rybakina balzerà al primo posto nella Race to the WTA Finals di Indian Wells. Per quanto riguarda Swiatek, sarà decima a prescindere dal risultato.
“Iga sta giocando bene. Sarà di nuovo una partita molto difficile perché ci conosciamo alla perfezione - ha detto a proposito della finale -. Abbiamo giocato tantissime volte. Quindi, nel mio caso, penso che si tratti ancora una volta soprattutto di recuperare dopo così tante ore in campo e di metterci quanta più energia possibile”.
“Credo che l’adrenalina e tutte quelle ore passate in campo mi abbiano aiutata un po’. Anche nel terzo set, in alcuni momenti mi sembrava di colpire a caso, e poi c’è stata una risposta pazzesca sul 30 pari, che ha dato la svolta - ha raccontato parlando della semifinale vinta contro Gauff -. Insomma, ho avuto le mie occasioni e le ho sfruttate. Cercavo di non pensare al punteggio, concentrandomi solo su un ‘quindici’ alla volta. Anche al servizio, puntavo semplicemente agli obiettivi. Anche se lei sapeva dove stavo servendo, ci provavo lo stesso, e oggi ha funzionato”.