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Osaka a Washington: “Non ho mai desiderato diventare famosa”

La giapponese, terza favorita del seeding del “Mubadala Citi DC Open”, alla vigila dell’esordio con la statunitense Krueger, ha raccontato del suo rapporto con la popolarità e la moda

di | 29 luglio 2026

Un bel primo piano di Naomi Osaka (foto Getty Images)

Un bel primo piano di Naomi Osaka (foto Getty Images)

Di lei si parla quasi più per le mise assolutamente iconiche che sfoggia soprattutto negli Slam che non per i risultati, peraltro di tutto rispetto nonostante l’ex regina del tennis mondiale fatichi a riconquistare una poltrona in top ten (attualmente è n.13 del ranking). "Ormai la gente mi conosce più per la moda che per il tennis, cioè a seguirmi sono più gli appassionati di moda che i tifosi di tennis”, ha scherzato Naomi Osaka alla vigilia dell’esordio nel “Mubadala Citi DC Open”, il WTA 500 di Washington trasmesso in diretta da SuperTennis, SuperTennis Plus e SuperTennix.

La 28enne nipponica, n.13 WTA e terza testa di serie, entra in gara direttamente al secondo turno affrontando nella notte italiana la statunitense Ashlyn Krueger, 22enne di Springfield, n.67 WTA, in gara grazie ad una wild card, contro la quale ha perso in tre set al turno di qualificazione di Cincinnati 2024.

“Non ho mai desiderato diventare famosa”, ha aggiunto Naomi. Quando è esplosa a vent’anni trionfando nel “BNP Paribas Open” credeva che nulla potesse superare quel momento: del resto era il suo primo trofeo WTA. “Quando ho vinto a Indian Wells, ho sicuramente pensato: ‘Wow, la vita non può diventare più folle di così’, perché mia madre lavorava sempre e la vedevo raramente, e proprio grazie a quella vittoria è riuscita ad andare in pensione. Mi sembrava che quello fosse il massimo - ha detto durante il media day a Washington. “Poi è arrivato lo US Open con il primo titolo Slam e tutto quello che è successo dopo….”.

Naomi Osaka a Wimbledon 2026 (foto Getty Images)

Naomi Osaka a Wimbledon 2026 (foto Getty Images)

Otto anni e mezzo dopo i trofei WTA di Osaka sono diventati 7, tra cui ben 4 Slam, e vanta anche 25 settimane in vetta a ranking (suddivise in due periodi: 28 gennaio-23 giugno 2019 e 12 agosto-8 settembre sempre nel 2019). Anche se la sua carriera si è evoluta grazie a quei successi e alla maggiore attenzione, per lei nulla è cambiato. Osaka continua a non ritenersi famosa ed il suo modo di vedere le cose le garantisce il giusto atteggiamento mentale in questa fase della sua carriera: “Mi sembra che ogni momento abbia i suoi alti e bassi, ed è un po’ come se andassi sempre in costante ascesa. Ogni volta che penso che le cose si siano stabilizzate, succede sempre qualcos’altro. Per quanto riguarda i cambiamenti nella mia vita, non saprei. È strano. Non mi sono mai considerata famosa, quindi ho sempre continuato a fare le stesse cose”.

Naomi Osaka, gli Slam come una passerella

Naomi Osaka, gli Slam come una passerella

Carattere introverso, a Naomi piace condividere con il pubblico la sua passione per la moda, e quest’anno o ha fatto con look assolutamente pazzeschi negli Slam (non esattamente apprezzati da tutte le “colleghe”…): “Ironia della sorte, indossare questi abiti mi ha in un certo senso costretta a parlare molto di più, soprattutto di argomenti di cui non sono necessariamente un’esperta. Essendo una tennista, probabilmente potrei stare seduta davanti a questo microfono e parlare di tennis per tantissimo tempo, perché è un mondo a cui sono abituata. Espandere i miei orizzonti e dedicarmi alla moda mi ha portato a parlare con persone che non avevo mai incontrato prima e cose del genere”. Naomi ha poi sottolineato che, quando cerca stilisti, le piace spesso affidarsi a “piccoli stilisti indipendenti, non sono necessariamente famosissimi”.

Tornando al tennis, Osaka disputerà il suo primo torneo dopo i quarti raggiunti a Wimbledon per la prima volta in carriera. Un risultato che ha fatto venire voglia alla giapponese di fare ancora di più all’All England Club, e questo riflette i suoi standard elevati: “Forse per un paio di giorni o giù di lì sono stata davvero delusa da me stessa. Forse è solo il mio modo di pensare, perché sono molto esigente. Ovviamente, se qualcuno arriva così lontano a Wimbledon, è qualcosa di cui essere felici, ma per me sentivo davvero che fosse il mio momento di fare qualcosa di ancora più grande…. Comunque la vita va avanti, ed ora sono qui. È la superficie su cui ottengo i risultati migliori, quindi non posso che essere davvero ottimista e sperare semplicemente di giocare molto bene”.

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