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Per Paolini ci sarà Jovic, passione e lucidità: “Fin da subito il tennis ha acceso qualcosa in me!”

Statunitense di origini serbe, Iva dice di aver preso il meglio di due culture ed ha le idee chiare su dove vuole arrivare. Il 2025 è stato l’anno dell’esplosione della neo 18enne nata a Torrence,: nel 2026 punta al vertice

di | 21 gennaio 2026

Iva Jovic in azione (foto Getty Images)

Iva Jovic in azione (foto Getty Images)

Ha radici balcaniche - mamma Jelena e papà Bojan, entrambi farmacisti, erano emigrati dalla Serbia - e fin da piccola in estate torna a trovare la sua famiglia. “Il modo di pensare tipico dei Balcani è qualcosa che fa parte di me, in allenamento come in partita. Ma sono nata e cresciuta negli Stati Uniti e questo mi ha permesso di prendere il meglio da due culture e di sviluppare una visione più ampia”. Ha le idee chiare Iva Jovic, e di motivi per considerarla la grande stella del futuro, nemmeno poi così tanto lontano, ci sono tutti.

Ha iniziato l'anno nel migliore dei modi con una semifinale ad Auckland, fermata da Svitolina, ed una finale ad Hobart, battuta da Elisabetta Cocciaretto: grazie a questi risultati è entrata per la prima volta in top 30, accomodandosi sulla poltrona n.27. Ed ora è per la prima volta al terzo turno in uno Slam, dove venerdì trova un'altra azzurra sulla sua strada, Jasmine Paolini (n.7).

Il 2025 ha segnato l'esplosione della californiana di Torrence, 18 anni compiuti lo scorso 7 dicembre: ha iniziato la stagione al n.191 del ranking e l’ha chiusa al n.35, dopo essere stata anche n.33 a fine ottobre: in un anno ricco di soddisfazioni ha conquistato il suo primo titolo WTA 125, ad Ilkley, ma soprattutto ha messo in bacheca il suo primo trofeo del tour maggiore, aggiudicandosi il WTA 500 di Guadalajara, sfruttando al meglio un tabellone tutt’altro che impossibile.

Sesta tennista statunitense nel ranking mondiale, ma di gran lunga la più giovane, Iva ha iniziato a giocare a tennis a sei anni affrontando…sua sorella maggiore! “Tutto è partito da lì - ha raccontato -. Mi ha colpito subito la competitività di questo sport: ha acceso qualcosa in me! Con il tempo, ho imparato ad amare anche l’intero processo, lo sviluppo costante”.

La vincitrice di Guadalajara Iva Jovic con la finalista Emiliana Arango (foto Getty Images)

La vincitrice di Guadalajara Iva Jovic con la finalista Emiliana Arango (foto Getty Images)

Solide fondamenta su cui costruire la scalata verso la vetta. Questo è ciò che Iva è riuscita a costruire nel 2025, superando ogni aspettativa nella sua inarrestabile progressione. Nella sua prima stagione agonistica a livello professionistico, ha disputato tutti i main draw Slam, superando un turno a Melbourne e a Parigi (sempre stoppata da Rybakina) ed uno anche a New York (fermata da Paolini). E poi ha fatto centro pieno nel WTA 500 di Guadalajara. Risultati più che sufficienti per parlare della nascita di una stella, soprattutto se si considerano il suo atteggiamento in campo, il potenziale ancora da sviluppare, l’etica del lavoro e la passione per il tennis.

“Ho ancora molto da migliorare - ha detto Jovic in un’intervista a ClayTennis -. Devo muovermi meglio per essere più efficace in difesa, lavorare molto sul mio rovescio tagliato per variare il ritmo e concentrarmi soprattutto sul migliorare il servizio”. Una lucidità di pensiero non così comune in una ragazza tanto giovane che la dice lunga su quanto ami il tennis e quanto abbia la mentalità giusta per arrivare a recitare un ruolo da protagonista.

Iva non è solo potenza e ricerca continua del colpo vincente. Se è vero che ha un diritto potente e micidiale, deve però renderlo più continuo, mentre il suo rovescio è perfetto. Ma la sua dote migliore è l’intelligenza tattica, la capacità di variare altezze e consistenze dal fondo:“Quest'anno ho imparato molto su me stessa. Ho le mie routine, sono ordinata, sento di aver fatto un grande salto in avanti dal punto di vista fisico. Sono pronta a fissarmi obiettivi molto ambiziosi”.

Il rovescio di Iva Jovic (Getty Images)

Il rovescio di Iva Jovic (Getty Images)

Djokovic e Sabalenka sono i suoi idoli, ma Iva si riconosce nel tennis di Bencic. Vuole arrivare lontano e per farlo è disposta a lavorare sodo: "Non sopporto perdere, è un inferno - ha affermato -. Quando vengo sconfitta in partite importanti, chiedo al mio coach di andare ad allenarci e analizzare bene cosa è successo. Ho imparato che, se le cose vanno male, devo parlare meno e lavorare di più. La maggior parte dei miei sogni ha a che fare con il tennis. Mi vedo sollevare il trofeo dei tornei più importanti al mondo e quando mi sveglio, e mi rendo conto che non è la realtà, mi rattristo. Forse è un segno di ciò che mi aspetta in futuro". Scusate se è poco….

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