Il team della numero uno del mondo svela il segreto dei successi di Sabalenka, appena premiata dalla WTA come giocatrice dell’anno per la seconda volta di fila
di Tiziana Tricarico | 18 dicembre 2025
Nonostante i video allegri e divertenti, gli scatti glam per riviste di moda e non, le ospitate in trasmissioni famose, Aryna Sabalenka è una che ha lavorato - e lavora - sodo per essere là dov’è ora, per guardare tutte dall’alto in basso. Con quasi 2.500 punti di vantaggio nel ranking sulla sua più diretta inseguitrice, Iga Swiatek.
Archiviate da un pezzo le vacanze alle Maldive con il boy-friend brasiliano - di origini greche -Georgios Frangulis, la 27enne di Minsk è già tornata in palestra, a sollevare pesi e sudare durante estenuanti esercizi di agilità. Perché per quanto a volte possa sembrare facile sul campo, mantenere la posizione di numero uno del mondo per oltre 60 settimane consecutive è più una questione di ciò che non si vede: il duro lavoro, gli sforzi quotidiani.
Secondo il suo team, è questo l’X factor di Sabalenka, per la seconda volta di fila premiata dalla WTA come giocatrice dell’anno. Jason Stacy, il suo preparatore atletico, dice che la sua etica del lavoro è pazzesca.
Anche nei giorni in cui non si sente al meglio, anche quando il suo team le suggerisce di prendersi un giorno o due di riposo, Aryna va avanti: “Lei dice: ‘No, no, mi alleno’ - ha rivelato Stacy alle WTA Finals, dove nella sfida per il titolo la bielorussa ha ceduto a Rybakina -. A volte può lamentarsi, può non averne voglia, ma lo fa sempre comunque. Ha questa spinta dentro di sé, quindi dobbiamo intervenire e gestirla un po'”.
Etica del lavoro, forza, fiducia sono profondamente connesse. Sabalenka ha perso le prime due finali Slam del 2025, battuta da Madison Keys a Melbourne e da Coco Gauff a Parigi. Due sconfitte che avrebbero potuto abbattere moralmente tante giocatrici: lei invece si è ripresa vincendo il suo secondo US Open, conquistando il suo quarti trofeo Slam, ed ha raggiunto la finale delle WTA Finals.
Nel mare magnum di statistiche di fine stagione questa potrebbe essere la migliore: Sabalenka ha raggiunto la finale in quattro dei cinque tornei più importanti (mancando solo Wimbledon, stoppata in semifinale da Anisimova).
E anche se in un primo momento Aryna era rimasta delusa dal risultato a Ryadh, va sottolineato che ha chiuso il 2025 con il maggior numero di titoli (4), finali (9), punti in classifica (10.870) e il maggior montepremi nella storia del tennis femminile (15.008.519 dollari).
Il team di Sabalenka con il coach Anton Dubrov ed il preparatore atletico Jason Stacy, rispettivamente primo e terzo da sinistra (foto Getty Images)
A 27 anni, Sabalenka ha in gran parte risolto il problema che a volte ha compromesso i suoi risultati, ovvero il controllo delle proprie emozioni, che ogni tanto, però, si ripresenta. Le finali dell'Australian Open e del Roland Garros sono stati esempi lampanti di come Aryna abbia perso la calma nei momenti decisivi.
Il suo coach, Anton Dubrov, ha rivelato che dopo non ci sono state conversazioni difficili e dirette: “Solo discussioni oneste - ha raccontato -. Quello che vuoi è qui [mostrando la mano destra]: quello che hai vissuto in questo momento è qui [mano sinistra]. C'è un divario tra le due e stiamo cercando di lavorarci sopra. Lei sta cercando di lavorarci sopra. È più onesta al riguardo. Mi piace questo suo atteggiamento. Anche dopo Parigi era disposta a parlarne, dicendo: ‘Sì, ho sbagliato, è stato un mio errore. Siamo tutti esseri umani. E adesso?’. Non tutti sono come Roger Federer, sempre perfetti in ogni momento”.
Sabalenka è salita per la prima volta in vetta al ranking l’11 settembre del 2023 ma otto settimane più tardi, il 5 novembre, Swiatek si è ripresa lo scettro mondiale vincendo le WTA Finals a Cancún. E’ tornata regina il 21ottobre del 2024 e non ha più mollato il trono. “La prima volta che è diventata numero uno non sapeva cosa aspettarsi - ha detto Dubrov -. La seconda, invece, ha pensato: ‘Ok, ci sono già passata. Voglio mantenere questo risultato ed essere costante’. Era più umile e motivata non solo a rimanerci più a lungo, ma anche a dimostrare perché è la numero uno”.