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Zverev-Khachanov da Tokyo a New York: una sfida che vale un sogno (alle 21 live in tv)

Cinque anni fa, la loro sfida fu la finale olimpica di Tokyo 2021, a New York invece c'è in palio la sesta finale Slam per il tedesco e la prima in assoluto per il russo

| 11 settembre 2026

Alexander Zverev e Karen Khachanov (Getty Images)

Alexander Zverev e Karen Khachanov (Getty Images)

Si sono affacciati al grande tennis quasi insieme Alexander Zverev (classe 1997) e Karen Khachanov (classe 1996). Il tedesco vinse il suo primo Masters 1000 a Roma nel 2017, e l’anno dopo il russo vinse il suo primo ed unico a Parigi. Cinque anni fa, i due si sono trovati l’uno contro l’altro anche nella finale per la medaglia d’oro ai Giochi Olimpici di Tokyo, con vittoria in due set di Zverev.

Zverev e Khachanov, oro e argento ai Giochi Olimpici di Tokyo 2021, con loro Carreno Busta, medaglia di bronzo (Getty Images)

Zverev e Khachanov, oro e argento ai Giochi Olimpici di Tokyo 2021, con loro Carreno Busta, medaglia di bronzo (Getty Images)

Questa sera, i due si affronteranno per la decima volta in carriera, in un palcoscenico pesante tanto quello olimpico. La sfida, in onda dalle 21 su SuperTennis e SuperTennis+, mette in palio un posto per la finale dello US Open, che sarebbe anche la prima in un major per Khachanov (oggi n.50 ATP) dopo due semifinali perse. Su 13 semifinali, sarebbe la sesta finale invece per “Sascha” (n.2, ma anche n.1 del seeding), a caccia anche della terza consecutiva dopo quelle al Roland Garros (la prima e l’unica vinta) e a Wimbledon.

Zverev è anche avanti 6-3 nei precedenti, e oltre a quello celebre già citato, è avanti 5-3 sul cemento, avendo vinto anche l’ultimo, a Cincinnati nel 2025, per ritiro dell’avversario. Il tennista di Amburgo ha vinto anche l’unico scontro diretto a livello major, una battaglia di cinque set al Roland Garros del 2018.

Una semifinale tra due giocatori entrambi nati negli anni Novanta non si vedeva da quando Zverev sfruttò il ritiro di Novak Djokovic all’Australian Open 2025, mentre una semifinale con entrambi i tennisti oltre i 28 anni non si vedeva da quando lo stesso Djokovic piegò Rafael Nadal al Roland Garros 2021.

Zverev-Khachanov da Tokyo a New York: una sfida che vale un sogno (alle 21 live in tv)

La vicinanza di età tra i due, il loro storico, contribuisce a creare un contesto particolare. “Conosco Karen dai tempi del circuito juniores, e rispetto molto anche il fatto che da anni lavori con lo stesso coach (Vedran Martic, ndr) – ha commentato Zverev in conferenza stampa dopo i quarti di finale -. Da fuori non si vede, ma Khachanov è uno di quelli che trascorre quasi più tempo di tutti in allenamento, alla ricerca di nuove soluzioni. È un bravissimo ragazzo e abbiamo anche un gioco piuttosto simile, credo che vincerà chi riuscirà a dominare gli scambi da fondo campo”.

L'anno scorso sono riuscito a batterlo in Canada ed è stata una vittoria molto importante”, ha ricordato Khachanov, tornando con la mente al successo in semifinale nel Masters 1000 di Toronto (poi perso in finale da Ben Shelton). Devo prendere il controllo dello scambio e, quando vedo e sento che c'è un'opportunità, cambiare ritmo. Perché se giochiamo sempre allo stesso ritmo e a una buona velocità, probabilmente dovremo giocare per parecchio tempo. Lui ha una prima di servizio molto potente e risponde benissimo, quindi dovrò essere molto concentrato anche su questi aspetti".

Zverev-Khachanov da Tokyo a New York: una sfida che vale un sogno (alle 21 live in tv)

Nel 2019 raggiunse il suo best ranking di n.8, mentre prima di arrivare a Flushing Meadows era quasi fuori dai primi 50 proprio per la mancata “difesa” dei punti della finale in Canada. Nel 2022, a New York, perse la sua primissima semifinale contro Casper Ruud, ma ora “è cambiato molto il mio modo di vivere sia le vittorie sia le sconfitte”, ha confessato. Intanto, questo risultato lo proietta nuovamente tra i primi 30 al mondo da lunedì prossimo.

Zverev, dal canto suo, riconduce tutto al campo: “Sono stato in questa situazione diverse volte, e quando non riuscivo a vincere il mio primo Slam, credo di aver fatto ogni pensiero possibile. Alla fine, però, conta chi giocherà meglio, sia venerdì che eventualmente domenica”. Un punto di vista più concreto, il suo, in uno scenario che stampa su di lui l’etichetta di “uomo da battere” tra gli ultimi quattro, proprio come (dolcemente, dal suo punto di vista) già accaduto a giugno in quel di Parigi.

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