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Sui prati dell’All England Club Elisabetta, un po’ a corto di partite, cede in tre set al primo turno alla cinese Xinyu, che affronterà Bencic (n.11) al secondo turno
di Tiziana Tricarico | 29 giugno 2026
Semaforo rosso per Elisabetta Cocciaretto al primo turno di Wimbledon, terzo Slam stagionale che scattato sui campi in erba dell’All England Lawn Tennis Club, che quest’anno mette in palio un montepremi ancora una volta da record: 64,2 milioni di sterline (circa 75,8 milioni di euro). La 25enne di Fermo, n.46 WTA - alla quarta presenza nel main draw del Major British dove ha raggiunto il secondo turno nel 2022 ed il terzo nel 2023 e nel 2025, sconfitta in tre set da Belinda Bencic - ha ceduto per 63 26 62, dopo una battaglia di quasi due ore, alla cinese Wang Xinyu, n.39 WTA, reduce dalla semifinale a Bad Homburg.
Contro la 24enne di Shenzhen - alla quinta presenza a Wimbledon dove ha raggiunto gli ottavi nel 2024 (fermata da Svitolina) - Elisabetta ha pagato caro l’aver giocato davvero pochi match nelle ultime settimane. La marchigiana sembrava essersi rimessa in carreggiata dopo aver vinto il secondo set ma nel terzo è stata poco lucida. Le statistiche dicono che ha messo meno del 50% di prime in campo (portando a casa però il 70% dei punti), che ha sfruttato solo 2 palle-break su 9 e che ha messo a segno solo 12 vincenti a fronte di 27 gratuiti (19 contro 32 il bilancio di Wang). Complessivamente l’azzurra ha vinto 74 punti contro gli 85 della cinese.
"Sicuramente è andata meglio rispetto a sette anni fa, quando avevo perso 61 63... - ha esordito Cocciaretto riferendosi al loro confronto a Wimbledon junior nel 2018 -. La conosco benissimo, da tutta la vita: abbiamo la stessa età e lo stesso preparatore atletico, quando è uscito il tabellone ho pensato: 'Porca miseria, proprio lei e proprio a Wimbledon!'. Lei è molto forte e oggi è stata brava nei momenti importanti: di solito regala un po’ di più in quelle situazioni, oggi invece è stata più solida. Si sta muovendo meglio, e non è sempre stato il suo punto di forza. Il fatto di aver giocato più partite di me l’ha messa in una condizione migliore sull’erba: io purtroppo non ho giocato tanto. L’anno scorso ero arrivata qui con un bagaglio di partite molto più grande, avevo già giocato sette match: è diverso rispetto ad averne solo uno nelle gambe. Spero l’anno prossimo di essere in forma per giocare tutti i tornei possibili sull’erba. Non voglio però dare la colpa dell’eliminazione all’infortunio, lei è stata più brava nei momenti importanti. Sono un po’ rammaricata perché avrei potuto fare qualcosa in più: forse avrei perso comunque, ma sui punti chiave, come sul 2 2 al terzo, sono stata poco lucida".
"In realtà non avevo molte aspettative, perché nell’ultimo periodo non mi sono allenata tanto e non ho giocato molti tornei - ha continuato Elisabetta -. Mi dispiace per come è andata questa parte di stagione, a cui tenevo molto, dal Roland Garros in poi. L’infortunio non mi ha permesso di allenarmi al 100% e di conseguenza non sono al 100%. La base del mio gioco è allenarmi e correre: purtroppo non ho potuto fare scatti, balzi, lavori esplosivi".
"Tutti mi hanno detto: 'O ti fermi e non giochi, oppure giochi sapendo che avrai dolore' - ha aggiunto a proposito del problema al ginocchio -. Ho deciso di giocare con il dolore: è stata una scelta consapevole, perché la situazione non peggiora ma purtroppo mi limita. Sono riuscita ad allenarmi e a muovermi bene solo per una settimana, prima ero rimasta ferma due settimane. Credo che noi atleti abbiamo due scelte: o ci fermiamo, ci curiamo e saltiamo dei tornei, oppure scegliamo di giocare col dolore, prendendo antinfiammatori e antidolorifici. Ho scelto di giocare, consapevole di tutto. Il dolore rispetto a Parigi è molto minore; ogni volta che scatto lo sento, ma sono abituata a giocare col dolore, quindi quello non è il problema".
"Il progetto a breve è fare un certo tipo di terapia che mi permetta di guarire più velocemente - ha concluso parlando degli impegni futuri -. Il prossimo torneo è tra circa un mese, a Washington, quindi ho più tempo. Farò una terapia specifica che spero mi aiuti a rigenerare tutto. Noi sportivi siamo soggetti agli infortuni, portiamo il nostro corpo al limite. Dipende da atleta ad atleta: c’è chi sopporta e chi preferisce giocare solo quando il dolore è azzerato. Se qualcuno mi dicesse: 'Se giochi rischi che il ginocchio si rompa', ovviamente non lo farei, ma nel mio caso sapevo che giocando avrei avuto dolore, ma che non sarebbe peggiorata la situazione" (dichiarazioni raccolte a Wimbledon da Francesca Paoletti).
L’azzurra si era aggiudicata l’unico precedente con la cinese, disputato al secondo turno sul cemento di Merida nel 2023. Folate di vento. Inizio di primo set un po’ teso da parte di entrambe: Elisabetta tiene il primo turno di battuta solo ai vantaggi (1-1) ma nel terzo gioco è Xinyu a dover annullare due palle-break prima di riuscire a tenere il servizio dopo 14 punti (2-1). Nel sesto game è Wang a procurarsi due opportunità di break: basta la prima, perché Cocciaretto mette in corridoio il diritto lungolinea (4-2). La cinese conferma il vantaggio (5-2) ma con una contro-smorzata di diritto la marchigiana resta in scia (5-3). Nel nono gioco Wang cancella con una prima di servizio una palla-break e poi incamera il 6-3 con Cocciaretto che con il lungolinea non prende il campo.
“Toilette break” per Elisabetta, tanto per schiarirsi le idee. E infatti inizia il secondo parziale più convinta e nel quarto gioco si procura due palle-break: Wang le annulla con la combinazione servizio-diritto vincente e con un rovescio profondissimo e velocissimo. Ne arriva però una terza, e stavolta il rovescio lungolinea della cinese è fuori (3-1). Lo schiaffo al volo di rovescio di Elisabetta costringe Xinyu all’errore e la marchigiana conferma il break (4-1). Viene a prendersi il punto a rete Wang, che prova a non farsi staccare (4-2), ma Cocciaretto mantiene le distanze (5-2). Nell’ottavo gioco la cinese annulla due set-point ma sul terzo mette lungo il diritto, e con un altro break l’azzurra pareggia il conto (6-2).
Stavolta il “toilette break” di riflessione è di Xinyu. C’è grande equilibrio nella frazione decisiva: la prima a procurarsi palle-break, tre, è la cinese nel quinto gioco ma non le sfrutta. Ne arriva una quarta, quella buona per Wang perché il rovescio in uscita dal servizio di Cocciaretto termina in corridoio (3-2). Con una demi-volée un tantino fortunata Xinyu conferma il break (4-2). Nel settimo game con un doppio fallo Elisabetta, decisamente scoraggiata, concede ancora palla-break e con un secondo doppio fallo cede ancora la battuta (5-2). Gioca a braccio sciolto ora Wang che sigla in 6-3 con un ace al centro
Sarà dunque Wang ad affrontare mercoledì al secondo turno la svizzera Belinda Bencic, 11esima testa di serie e semifinalista dodici mesi fa (eguagliando il suo miglior risultato in un Major).
Peccato per Elisabetta: per lei lo swing sull’erba non c’è praticamente stato. Prima di Wimbledon aveva giocato solo ad Eastbourne, perdendo all’esordio in tre set con Alja Tomljanovic. Per Cocciaretto in stagione un bilancio di 20 vittorie (compresa quella nei Qualifiers di BJK Cup) e 12 sconfitte (compresa quella odierna), con il titolo nel WTA 250 di Hobart (partendo dalle qualificazioni) e i quarti nel “1000” di Doha (sempre partendo dalle “quali”) come migliori risultati.