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US Open: Zverev, dal digiuno all'abbuffata in cinque mesi

Dopo il successo al Roland Garros, il tedesco è a due partite dal suo secondo successo Slam. Condizione, che se realizzata, lo porrebbe in rampa di lancio per una finale di stagione in cui puntare al colpo grosso della vetta del ranking

| 10 settembre 2026

Alexander Zverev (getty)

Alexander Zverev (getty)

Quei fantasmi che cominciavano ad affacciarsi nella mente di Alexander Zverev ogniqualvolta il tedesco era solito approcciarsi agli ultimi capitoli di uno Slam, sono oggi mutati in dolci pensieri gravidi di opportunità e di una nuova consapevolezza. Quella di esser riuscito a rompere il ghiaccio di poterlo fare ancora. Quanto sono distanti oggi quei due punti che sei anni fa, proprio qui a New York, lo separavano dal suo primo trionfo Slam, un urlo strozzatogli in gola da Dominic Thiem e lì' ricacciato nelle due successive occasioni ricapitategli a Parigi e a Melbourne (2024-2025) per poter infine sciogliersi in lacrime di gioia la scorsa primavera, ancora al Roland Garros, quando il tedesco riuscì infine ad aggiungere alla sua bacheca quel titolo che così tanto gli mancava. 

Con la vittoria in tre set ottenuta contro Van De Zandschulp, il n.2 del mondo ha mandato agli archivi il suo ventitreesimo successo Slam del suo 2026 superando Boris Becker e diventando così il tedesco ad averne giocati di più in una sola stagione. Non solo. La semifinale che ora lo attende contro Karen Khachanov (6-3 il bilancio dei precedenti in suo favore) fa di lui il nono giocatore dell'era Open ad aver raggiunto almeno le semifinali di tutti e quattro i Grand Slam nella stessa stagione, aggiungendo il suo nome a una lista in cui compaiono quelli dei Big3, di Roche, Laver, Lendl, Murray e Jannik Sinner. Come se non bastasse, in un eterogenesi dei fini impronosticabile solo tre mesi fa, al tedesco ora si offre anche la possibilità, in caso di successo finale, di mettersi in scia al leader del ranking Jannik Sinner e dare il via a un testa a testa che al termine dell'anno potrebbe vederlo intestarsi il titolo di numero uno del mondo di fine stagione. Non male per un giocatore giunto alla soglia dei trent'anni e che fino alla scorsa primavera veniva etichettato come il più sfortunato tra quelli della generazione di mezzo, ancora troppo acerbi per inserirsi nel triumvirato dei Big3 e ritrovatisi troppo maturi per contrastare le scorribande delle nuove leve guidate dall'azzurro e da Carlos Alcaraz.

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"Più si giocano questi ultimi turni e più la cosa diventa normale, anche se non so dovrebbe mai darla per scontata", ha commentato a caldo Zverev dopo il successo in tre set contro l'olandese. "Quando senti che è diventata così, è una sensazione speciale. Sono felice di come stanno andando le cose, ma guardo avanti e spero di giocare altre due belle partite qui a New York". Unico giocatore ad aver sin qui disputato tutti e cinque i suoi match nella sessione serale, quella contro Khachanov sarà per lui la prima partita fissata con inizio non prima delle 15 locali. Un nuovo scenario con cui fare i conti, ma che al netto delle fatiche da lui affrontate in avvio di torneo - due maratone in cinque set contro Sonego e Halys - non dovrebbe presentarsi così insidioso per chi come lui più volte si è dichiarato amante delle alte temperature.

Tra i pretendenti rimasti in lizza, tutti a caccia del primo acuto Slam, il tedesco è quello che per gioco, costanza, risultati e maturità sembra possedere i requisiti migliori per puntare alla vittoria finale. Due numeri su tutti: i 72 ace messi a segno nel corso del torneo e una percentuale di punti estratti dalla sua prima che di media rasenta l'80%. Un biglietto da visita intimidatorio per qualsiasi rivale, cui si aggiunge oggi un nuovo sollievo che Zverev è riuscito ad aggiungere al suo gioco e che gli ha permesso, superati i primi due ostacoli, di veleggiare al ritmo di tre vittorie in altrettanti set nei successivi turni con due coli break lasciati al solo Tabilo, anche lui alla fine dismesso in poco più di due ore di gioco. 

Nessuno ha vinto più partite di lui in stagione (51) e contro Khachanov giocherà la sua tredicesima semifinale Slam in carriera: solo Novak Djokovic, tra i giocatori in attività ne ha disputate di più (55). Non dovesse trovare conforto da questa lunga lista di statistiche, ci sarà anche la memoria a venire lui in soccorso: contro il russo Zverev giocò e vinse la finale dell'oro olimpico di Tokyo 2021. Difficile intravedere quindi cosa possa frapporsi tra lui e la vittoria del torneo, se non l'Arthur Ashe gremito e tutto in sostegno di uno tra Ben Shelton e Frances Tiafoe. Una missione che suona anche come una rivalsa: dopo aver visto a lungo spezzati i suoi sogni di gloria, per accarezzarla ancora Zverev dovrà stavolta mandare in frantumi quelli di una nazione intera. 

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