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Slam

US Open, Tiafoe sgretola Medvedev: è ai quarti!

Gran prestazione del n.12 del mondo che piega in tre set l'ex campione di New York cogliendo per la quarta volta in carriera i quarti di finale: sarà derby con Michelsen

| 07 settembre 2026

Frances Tiafoe (getty)

Frances Tiafoe (getty)

Tiafoe b. Medvedev 76(1) 64 76(6)

Si dia a Tiafoe quel che è di Tiafoe! Lo statunitense ha vissuto una stagione che per diversi motivi non lo ha mai visto stagliarsi sotto la luce dei riflettori. Non lo si è visto arrivare, eppure di indizi ne aveva lasciati molti, come a voler annunciare il suo avvento sulla scena che più sente lui congeniale: New York, le grandi arene, quelle con le luci più accecanti e dai boati più forti. Al confine della top30 a inizio stagione, Big Foe ha costruito lentamente e con costanza la sua scalata al ranking presentandosi a Flushing Meadows da n.12 del mondo e ottenendo contro Daniil Medvedev una vittoria che ne rilancia concretamente la candidatura al titolo.

Memore dei due precedenti Slam persi contro il russo, giocati a specchio contro il suo gioco impostato sul ritmo e l'asfissia, Tiafoe ha disputato un match impeccabile riuscendo a mantenere costante per quasi tre ore di gioco livello e tenuta mentale. Una testa che non si è limitata a restare nel match, ma che punto dopo punto andava elaborando quella che si sarebbe poi rivelata la tattica vincente: dimostrarsi all'altezza dei quesiti posti dal russo da fondo campo, e al tempo stesso lesto nell'inviarne lui di nuovi e inattesi. Su tutti, la discesa a rete.

Alla fine sono stati solo nove i punti in più complessivi messi a segno dall'americano: ma sono stati punti pesanti, e non i soli, quelli che hanno decretato il suo successo. Perché Medvedev ha continuato a spingere, ad affondare col rovescio - unica arma per buona parte del match rivelatasi efficace - trovando lo strappo ma non l'allungo, cogliendo il vincente ma non trovando costanza, mettendo pressione ma a costo di uno sforzo mai totalmente ricompensato.

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Il gioco a rete. L'imprevisto con cui Tiafoe è riuscito sovente a sottrarsi alla ragnatela di colpi tessuta dal suo rivale, reiterato per ben 47 volte nell'arco del match con risultati sorprendenti sia nel tocco che nel timing. Un ingrediente in più di cui Medvedev non aveva evidentemente tenuto conto nella preparazione del match e via via sempre più declinato dall'americano. Cinico, reattivo col dritto e sempre minaccioso, mobile e agile nella copertura del campo, un servizio sempre in suo sostegno (14 ace), il tutto a vidimare una prestazione dallo spessore non indifferente contro un rivale che sin qui aveva risparmiato fatica ed energie. Le stesse che Tiafoe va assorbendo dal suo pubblico e che oggi fanno di lui uno dei favoriti alla vittoria finale.

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