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L'italiano piega in tre set Fery dopo un match condotto dall'inizio alla fine e si prenota per un secondo turno contro l'australiano n.123 del mondo
Ronald Giammò | 02 settembre 2026
Un exploit può esser figlio del caso, due possono assomigliare a una coincidenza, il terzo coincide quasi sempre con un indizio. E di questo era in cerca Arthur Fery contro Lorenzo Musetti, al suo primo match in carriera agli US Open dove vi è arrivato da n.33 del mondo, sfondando quel muro della top100 a lungo accarezzato in passato. Un ranking, il suo, frutto di due mesi in cui il britannico era riuscito a cogliere prima la semifinale a Wimbledon per poi concedere il bis disputando la finale di Winston-Salem e che a New York era intenzionato a giustificare sotto un cielo di nuvole incerte e al cospetto di Leon Smith, capitano della Gran Bretagna in Coppa Davis.
A vincere è stato Musetti, 63 63 75, al termine di una prestazione che se nel punteggio ne riflette in pieno la superiorità, nella costruzione è stata blindata con pazienza, lucidità e talento. Seppur dotato di maggior cilindrata e colpi, il toscano n.13 del seeding ha dovuto infatti mettere in campo un tennis tanto efficace quanto intelligente prima di render docile il suo rivale, e solo dopo averne mappato limiti e gioco ha potuto infine affondare i suoi colpi attingendo alla sua classe.
Due set fotocopia archiviati con la collaborazione del britannico al servizio - falloso, leggero, nervoso - in poco più di un'ora avevano già contribuito a smorzarne le intenzioni. Restava infine l'orgoglio a sostenere Fery, puntuale nel giocarsi tutte le sue carte in avvio di terzo set e a centrare il tanto agognato break vuoi per ostinazione vuoi anche per un lieve calo di Musetti subito bilanciato dal controbreak con cui ha subito rimesso il set sui binari lui più congeniali.
Abbandonato dalla battuta, e con lei dalle variazioni che già a Wimbledon aveva dimostrato di saper orchestrare, Fery ha finito con lo sfarinarsi senza colpo ferire concedendo gratuiti su gratuiti, ultimi colpi di coda alle provocazioni lui inviate da un Musetti già traguardato al prossimo match che l'avrebbe atteso contro l'australiano Dane Sweeny, n.123 del mondo e per questo colto alla sprovvista quando recatosi alla battuta per chiudere i conti.
Sul 5-3 manca un match point in risposta, con un passante di rovescio sul nastro. Nel game successivo perde il servizio sbagliando tre "diritti abbastanza facili", come ha ammesso dopo la partita. Ma si riprende subito il break e chiude.
Dunque, il finale di partita è più simile a un caso che a un campanello d'allarme. Importante è che resti tale. Tempo per trovar altre coincidenze e seminare altri indizi ce ne sarà.
MUSETTISSIMO ??????
— SuperTennis TV (@SuperTennisTv) September 1, 2026
?? Una prestazione d'autorità e gran tennis proietta Musetti al secondo turno contro Dane Sweeny.#USOpen | @BMWItalia pic.twitter.com/kuFkA3QqFl