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Ben è avanti 3-1 nei precedenti, ma allo US Open il bilancio dice 1-1. La partita ha anche un profondo valore simbolico: il vincitore sarà il primo finalista afro-americano a New York dal 1972
Samuele Diodato | 11 settembre 2026
Dopo due anni, sarà ancora un derby tutto statunitense a decidere il secondo finalista dello US Open. Nel 2024, Frances Tiafoe si arrese al quinto set a Taylor Fritz, e questa volta ci riproverà contro Ben Shelton.
Per entrambi è la terza apparizione negli ultimi quattro di un major. La prima di Tiafoe (oggi n.11 del mondo e n.10 del seeding) arrivò nel 2022, ancora a New York, un’altra battaglia in cinque parziali persa da Carlos Alcaraz. La prima chance di Shelton (n.9 e n.8 del tabellone), invece, arrivò nel bel mezzo delle due occasioni del suo avversario: nel 2023, ad appena 21 anni, si trovò di fronte Novak Djokovic, che l’avrebbe sconfitto in tre set andando poi a vincere il suo 24° Slam contro Daniil Medvedev. La seconda semifinale invece è quella dell’Australian Open 2025, con una sconfitta patita da Jannik Sinner.
Ben Shelton e Frances Tiafoe dopo la sfida del 2025 a Washington (Getty Images)
Strano a dirsi, vista la giovane età di Shelton, ma i due connazionali si sono affrontati già due volte sul cemento di Flushing Meadows. Nel 2023 la spuntò ovviamente il più giovane dei due (in quattro set nei quarti di finale), mentre l’anno dopo arrivò la rivincita di Tiafoe (in cinque set al terzo turno). Gli altri due precedenti sono andati a Shelton (uno in finale sulla terra di Houston nel 2024 e uno ai quarti di finale di Washington nel 2025) per un bilancio complessivo di 3-1.
Per il derby, gli organizzatori hanno riservato la sessione serale sull’Arthur Ashe, considerando anche gli impegni dei due beniamini di casa. Due maratone di oltre quattro ore e chiuse al tie-break del quinto set, rispettivamente per contro Alex Michelsen (Tiafoe) e contro Carlos Alcaraz (Shelton).
QUI SOTTO GLI HIGHLIGHTS DEI DUE QUARTI DI FINALE
Acquisisce evidentemente tutt’altro peso, il secondo risultato. Non solo per storica conclusione alle 3:34 del mattino, ma perché si tratta del primo successo in carriera per Shelton (ad oggi il n.1 statunitense) contro un Top 3. E non è tutto, perché nello Slam a stelle e strisce un tennista di casa non ha mai battuto un campione in carica nei 23 anni passati dal trionfo di Andy Roddick, ultimo americano a sollevare un trofeo major. L’ultimo è stato Andre Agassi nel 2002, giustiziere di Lleyton Hewitt (campione 2001) in semifinale.
Da Roddick in poi, solo Fritz ha raggiunto l’ultimo atto a Flushing Meadows, e ora toccherà ad uno tra Shelton e Tiafoe prendersi l’onere di provare a sfatare il tabù dopo una stagione estiva di primissimo livello. Il ragazzone di Atlanta ha infatti vinto per il secondo anno consecutivo il Masters 1000 del Canada, mentre il classe 1998 di Hyattsville ha giocato la sua seconda finale in tre anni nel “1000” di Cincinnati.
Ben Shelton (Getty Images)
Risultati che, sommati alla semifinali che li vedrà protagonisti, assicura al momento ad entrambi un nuovo best ranking a partire da lunedì. Nel Live Ranking, d’altronde, Shelton risulta già n.4, mentre Tiafoe è n.8. Il tabù Slam, in casa Stati Uniti, conta però molto di più delle classifiche. E la loro semifinale ha anche un valore simbolico pesantissimo. Chiunque dei due se la aggiudichi, sarà il primo finalista Slam afroamericano da MaliVai Washington (Wimbledon 1996) ed il primo allo US Open da Arthur Ashe (1972).