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Rybakina torna in finale a Melbourne: ritroverà Sabalenka

La kazaka supera Pegula in due set e si regala il rematch della finale persa nel 2023: "Sabalenka aveva giocato meglio, ma io voglio godermi la partita sperando di servire meglio di oggi", ha detto la n.5 al mondo

di | 29 gennaio 2026

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Elena Rybakina stringe il pugnetto (foto Getty Images)

A distanza di tre anni dall’ultima volta, Elena Rybakina tornerà a giocare la finale all’Australian Open, la sua terza in carriera in un major considerando anche il titolo vinto a Wimbledon nel 2022. La kazaka (n.5 al mondo) ha sconfitto col punteggio finale di 63 76(7) la n.6 Jessica Pegula. Sabato, in finale, potrà giocarsi il rematch di tre anni fa sfidando nuovamente Aryna Sabalenka, che nel 2023 vinse col punteggio di 46 63 64. Complessivamente, la bielorussa - vittoriosa in semifinale su Elina Svitolina (n.12) - è avanti 8-6 nel testa a testa.

È stato molto stressante, ma sono felice di avercela fatta, ha detto Rybakina a fine match, dopo un secondo set in cui ha sprecato le prime tre occasioni per chiudere, e ha dovuto anche annullare due set point nel tiebreak. “Mi sono irrigidita dopo un ottimo inizio – ha raccontato – ma sono felicissima di aver gestito la tensione nel finale. Nel 2023 Sabalenka aveva meritato la vittoria: io voglio godermi la finale sperando di poter servire ancora meglio di quanto fatto oggi. Non vedo l’ora di giocare”.

Oltre ad un 55% di prime in campo non soddisfacente per lei, la partita si è riaperta nel secondo con un rendimento in netto calo sulla seconda, dal 79% di punti vinti nel primo set al 26%. Alla fine, ha impedito che la partita si allungasse, e proprio come la sua prossima avversaria arriverà in finale senza aver perso alcun set: l'ultima volta, in uno Slam, era accaduto nel derby tra le sorelle Williams a Wimbledon 2008.

Prima di oggi, Rybakina e Pegula si erano affrontate sei volte, col bilancio perfettamente in parità sul 3-3. Nel 2025, alla Billie Jean King Cup e nella semifinale delle WTA Finals, si è imposta entrambe le volte Rybakina. Quella odierna è per lei la nona vittoria consecutiva contro una giocatrice tra le Top 10. In assoluto è la 23esima vittoria consecutiva dopo aver vinto il primo set.

IL MATCH

Reduce da una grandiosa prestazione al servizio nei quarti di finale contro Iga Swiatek (n.2), con 11 ace in 10 turni di battuta, Rybakina apre proprio con un turno tenuto a zero il suo match. Pegula, invece, è più tesa, infila tre gratuiti nel secondo game e gli ultimi due gli costano già il break che la kazaka conferma sul 3-0 con un game ai vantaggi.

Cresce il numero degli errori della statunitense, che sotto 1-4 concede anche due palle del doppio break sul 15-40. È la prima di servizio, però, ad arrivare in suo soccorso, con Rybakina che manca due risposte e poi sbaglia un dritto. Di impensierire Rybakina quando è al servizio, in ogni caso, non se ne parla: il primo parziale si chiude quindi dopo 32 minuti in favore della nativa di Mosca (6-3), che sul set point piazza un dritto in campo aperto, l’ottavo vincente a fronte di sette gratuiti.

Il destino di Pegula dipende moltissimo dal rendimento al servizio. Purtroppo, però, Rybakina non si fa intimorire continua a rispondere da vicino e con grande profondità, per aprirsi il campo. Nel terzo game, sul proprio servizio, l’americana scende a rete, ma sbaglia l’angolo della volée e non riesce a difendersi sul passante, concedendo una palla break sul 30-40. Qui non manca la prima di servizio, ma è troppo morbida per la n.5 del mondo, che impatta perfettamente il rovescio e lascia ferma la ragazza di Chicago.

Inizialmente, il break non si concretizza a causa di alcuni frettolosi errori. Il rientro di Pegula, col contro-break firmato grazie ad un rovescio fuori misura della kazaka, dura però poco. Sul 2-2, Rybakina riprende il suo forcing, strappa ancora la battuta all’avversaria e allunga poi sul 4-2, in un sesto game condito da due ace.

Ad un passo dalla prima finale major dopo tre anni, tuttavia, la tensione è troppa per l’allieva di Stefano Vukov, che si ritrova intrappolata nelle sabbie mobili della paura. Sciupa tre match point in risposta sul 5-3 e poi perde il servizio sul 5-4 e sul 6-5, costretta al tiebreak da un’orgogliosa Pegula.

Il tie-break segue i ribaltamenti di fronte dei game ad esso precedenti, con la statunitense che addirittura si procura un set point sul 6-5 e sul 7-6. È in questo momento però che la kazaka mette in campo la sua personalità, e dal 7-7 rincara la dose con un ace ed una risposta vincente che la spediscono di nuovo in finale.

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