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Slam

Stoico Tiafoe in rimonta su Michelsen: terza semi in carriera allo US Open

Il tennista classe 1998 rimonta due set di svantaggio e si salva a due punti dalla sconfitta nel quinto. Lo statunitense giocherà la terza semifinale a New York dopo quelle perse nel 2022 e nel 2024

| 08 settembre 2026

L'esultanza di Frances Tiafoe (Getty Images)

L'esultanza di Frances Tiafoe (Getty Images)

Dopo una splendida maratona di 4 ore e 38 minuti sull’Arthur Ashe Stadium contro Alex Michelsen, Frances Tiafoe si è guadagnato una storica terza semifinale allo US Open, tutte dal 2022 ad oggi. Il numero 12 al mondo ed 11 del seeding ha rimontato due set di svantaggio chiudendo col punteggio finale di 57 36 75 63 76(6). Michelsen (numero 46 ATP) al suo primo quarto di finale in un major non ha sfruttato la possibilità di chiudere al servizio sul 5-4 nel terzo parziale, e anche nel decimo game del set decisivo, seppur in risposta, si è trovato a due punti dal trionfo.

È la terza rimonta del genere per Tiafoe in carriera, la seconda stagionale dopo quella completata al Roland Garros contro Jaime Faria. In termini di match vinti, rafforza così il suo primato personale conquistando il 42esimo successo. Per andare oltre, dovrà battere curiosamente uno tra Carlos Alcaraz (n.3 e n.2 del torneo) e Ben Shelton (n.9 e n.8). Lo spagnolo fu suo giustiziere in semifinale quattro anni fa, mentre contro Shelton si ricreerebbe un derby già fatale a Tiafoe due anni fa, quella volta contro Taylor Fritz.

"È stato un match durissimo. Sicuramente quei due doppi falli mi hanno aiutato - ha detto a fine match, riferendosi ai due punti con cui il suo avversario aveva aperto il game in cui serviva per chiudere l'incontro -. Voglio comunque fare i complimenti a Michelsen, un grande giocatore. Devo ringrazie anche il pubblico per lo straordinario supporto", ha concluso.

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IL MATCH

La paura attanaglia entrambi nella prima mezz’ora di match. Dopo sei game, è tutto in parità, ma nella maniera più rocambolesca possibile. Tiafoe apre con un break (1-0), ma poi ne subisce due di fila (1-3). Michelsen manca l’allungo (3-2) e poi manca anche una chance per riportarsi sul 4-2 con un gratuito di dritto.

Resta solido però al servizio, e sul 5-4 si procura anche un set point sulla volée sbagliata dal n.11 del seeding. Il verdetto che condanna quest’ultimo, tuttavia, è solo rimandato. Più penetrante da fondo e coraggioso tatticamente, Michelsen si butta a rete e forza l’errore di dritto dell’avversario in difesa per issarsi sul 15-40. Qui riesce finalmente ad aggredire la seconda di Tiafoe, che non si organizza in tempo e va fuori giri col dritto.

Il divario nei vincenti è già lampante (15 a 4) e le cose non sembrano poter cambiare per il 28enne di Hyattsville, che dal 42% di prime in campo del primo parziale non riesce ad innestare una marcia superiore. Michelsen è padrone del suo destino, anche se l’inesperienza gli gioca qualche scherzetto poco gradito. Il break arriva sul 3-1 con un rovescio lungolinea, ma un paio di errori riportano subito Tiafoe in carreggiata.

L'esultanza di Alex Michelsen (Getty Images)

L'esultanza di Alex Michelsen (Getty Images)

La sua intermittenza odierna, in ogni caso, non basta per fare partita pari contro questa versione del tennista nato 22 anni fa nel centro abitato di Laguna Hills, in California. Sul 30-30, uno scambio lungo 24 colpi si chiude con lo “strettino” dritto che – seguito a rete – dà il punto al più giovane dei duellanti e piega sulle ginocchia il più “anziano”. Poche dopo, il punteggio infierisce su Tiafoe, che subisce un altro assalto a rete e cede un altro break per il 4-2.

Dall’angolo, coach Kristof Vliegen si lecca i baffi quando vede dominare anche il game sul 5-3, con due ace, una prima vincente e un super dritto in cross che dopo 94 minuti di gioco ferma lo score sul 75 63. È il 24esimo vincente della sua partita, che va ancor più in discesa col 25esimo: una rasoiata di rovescio lungolinea su cui Tiafoe non muove un muscolo e concede un altro break.

La temperatura si surriscalda ancor di più però quando il n.12 al mondo riesce ad evitare il doppio break nel terzo game, scatenando la grande fetta di pubblico che voleva una partita più viva e combattuta. Michelsen non è dello stesso avviso e nell’otto game salva tre palle break consecutive con pieno merito.

Frances Tiafoe in azione col dritto (Getty Images)

Frances Tiafoe in azione col dritto (Getty Images)

Si regala anche la possibilità di servire per andare in semifinale sul 5-4, ma qui la tensione è troppa anche per lui. Due doppi falli in apertura di game ed un totale di cinque seconde consecutive riportano il parziale in bilico, e per la prima volta Tiafoe riesce a mettere “il naso avanti” sul 6-5. Pochi istanti dopo sale anche a quota sette, chiudendo il set su grazie alla collaborazione dell’avversario, che si “spegne” su un approccio a rete tanto confusionario quanto impreciso, difatti respinto dal nastro.

Quello che accade nei nove giochi del quarto set è difficile da incanalare in un racconto lineare. In cinque giochi differenti, a turno, ognuno dei due concede palle break. Tiafoe si salva in avvio e scatta sul 2-0, ma Michelsen si guadagna ben cinque chance nel quinto gioco e accorcia sul 3-2.

Il dritto, però, è l’anello debole del suo gioco nei momenti chiave, e Tiafoe lo sa. Sull’ennesima chance di break, il rovescio tagliato è una trappola per il tennista classe 2004, che spinge dal lato sinistro ma sbaglia nettamente. Il dritto, poi, lo tradisce anche sul 30-40 dell’ottavo game, per l’ennesima occasione di rientro. È anche l’ultima, stavolta, con il già due volte semifinalista di Flushing Meadows (nel 2022 e nel 2024), che vola prima sul 5-2 e poi impatta definitivamente sul 6-3.

Il commovente abbraccio tra Alex Michelsen e Frances Tiafoe (Getty Images)

Il commovente abbraccio tra Alex Michelsen e Frances Tiafoe (Getty Images)

Sembra la fine per lui quando si trova sotto 0-3 nella frazione decisiva, ma la fine non è, neanche dopo un parziale di 12-2 nei punti in favore del suo avversario. Uno schema ricorrente fa la differenza, con il contro-break che arriva ancora con un back giocato verso il dritto di Michelsen, ancora fuori giri. L'equilibrio si restaura definitivamente, e per la prima volta tiene botta fino al tie-break, dove lo spunto decisivo è proprio di Tiafoe col minibreak sul 5-4 (risposta incrociata vincente) conservato fino al passante chirurgico, col dritto, sul 9-6. Una ferita profonda, per il suo connazionale, abbracciato lungamente a fine partita, ma inconsolabile tra le lacrime.

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