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Avanti di un set e un break nel secondo, Jasmine ha accusato lo stesso problema che l’aveva bloccata a Roma e ha subito la rimonta della Sierra. "Farò altri accertamenti"
di Francesca Paoletti, da Parigi | 27 maggio 2026
Sono da poco passate le ore 21:00 quando una mesta Jasmine Paolini si siede al tavolo della sala conferenze numero 3 del Roland Garros. Ha gli occhi lucidi, il match di secondo turno, andato in scena sul campo intitolato a Suzanne Lenglen, è stato fortemente condizionato dal solito problema al piede… lo stesso problema che le aveva già impedito di concludere il suo torneo a Roma. Jasmine non riesce neanche a finire la prima risposta e scoppia in lacrime. Dopo una breve pausa, torna davanti ai giornalisti e racconta: “È da Roma che sto faticando con questo piede – spiega - . Sicuramente non sono al 100% e il piede mi dà un po’ fastidio, altrimenti non avrei preso la decisione che ho preso anche per il doppio. Ho fatto del mio meglio, ma è difficile da accettare, fa male. Onestamente è difficile anche parlare di tennis: sicuramente potevo fare meglio ma in questo momento è un po’ difficile”.
La numero 1 azzurra ricostruisce la storia di questo problema: “A Roma stavo bene – racconta - ; ho giocato il match con la Mertens stando bene, non avevo alcun tipo di fastidio. Appena uscita dal campo ho chiesto al fisioterapista se poteva sbloccarmi la caviglia, perché la sentivo bloccata. Ma non c’è riuscito perché non era quello il problema. Durante il match nulla ma dopo il match ho iniziato a sentire il fastidio, non sappiamo cosa sia successo. Il primo turno di doppio a Roma è stato tosto fisicamente perché non stavo bene e ho deciso di ritirarmi cercando di recuperare per essere qui”.
Con Wimbledon a poche settimane, la priorità per la toscana adesso è recuperare la miglior forma possibile: “Il riposo è sicuramente l’opzione migliore – conclude - , ma purtroppo di tempo non ce n’era. Ho preso il maggior tempo possibile per essere qui un minimo competitiva: ovviamente non ho fatto dieci giorni di allenamento ‘a fuoco’, altrimenti sarebbe stato difficile anche recuperare. Ho fatto degli accertamenti e ne farò altri per vedere com’è la situazione dopo queste due partite. Spero sia rimasta abbastanza uguale e non sia peggiorata. È difficile essere positivi in questo momento, però devo cercare di esserlo; finché non abbiamo risposte non possiamo sapere le cose”.