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L'italiana aveva vinto il primo set contro l'argentina Sierra per poi cedere il secondo, complice un vistoso calo. Nel terzo, a un passo dal ritiro per il riacutizzarsi del dolore alla caviglia sinistra, riesce a tenere il campo ma è infine costretta a cedere
di Ronald Giammò | 27 maggio 2026
Attesa sullo stesso campo in cui il connazionale Trungelliti aveva dato per ben quattro ore del filo da torcere a Karen Khachanov e su cui era incredibilmente caduta la n.2 del mondo Rybakina opposta all'ucraina Starodubtseva, Solana Sierra (n.68) ha provato ad assorbire e far sua quell'atmosfera da sorpresa che ne aveva animato sin lì le vicende vestendo infine i panni della guastafeste nel modo in cui forse meno avrebbe sperato di farlo: il riacutizzarsi di un infortunio alla caviglia sinistra che dopo i primi tre game del terzo set ha costretto la sua rivale, Jasmine Paolini, a chiamare un medical time-out nella speranza di trovare un po' di ristoro in un antinfiammatorio. Rientrata in campo sorretta dall'orgoglio, la toscana ha provato a darsi una chance per rientrare in partita ma è stata infine costretta a cedere il passo all'argentina, impostasi col punteggio di 36 64 63 e qualificatasi così per la prima volta al terzo turno del torneo dove affronterà la rumena Sorana Cistea.
Nulla, nel corso del primo set, aveva lasciato intuire un epilogo simile. La toscana era apparsa ben dentro il match, decisa a scardinare le difese della sua rivale. Una Sierra fin troppo fallosa, capace di mettersi in difficoltà da sé, come nell'occasione del doppio fallo con cui ha concesso il break del 5-3 all'azzurra bissato dal suo undicesimo gratuito coinciso con il set point e scagliato ben oltre la linea di fondo.
Nel secondo Sierra ha continuato a recitare il suo copione volitivo e approssimativo, un piano che col passar dei minuti ha iniziato infine a darle soddisfazione: non tanto per la qualità del gioco espresso, quanto invece per un evidente calo di energie della toscana. Meno mobile, meno sicura e di conseguenza più imprecisa. Concesso il parziale e tornata a sedersi dopo i primi incerti game del terzo set, ecco infine svelato l'arcano, con Jas a richiedere l'intervento dei sanitari per cercar di dar sollievo a quella caviglia sinistra ancora malconcia i cui scricchiolii le avevano (a ragione) già suggerito di rinunciare al torneo di doppio.
Con orgoglio la numero uno azzurra ha tenuto il campo in attesa che il farmaco producesse i suoi effetti, e per un attimo è anche sembrato che la miscela potesse dar vita a un'impresa insperata, con Sierra ancora a regalar gratuiti e i paraocchi sulla racchetta. Ma è stato un attimo. E alla fine a gioire è stata l'argentina. A Jas invece restano gli applausi del Lenglen, per ricaricarsi e lenire il dolore in attesa che scompaia del tutto.