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Sinner, quinta volta di fila nei quarti di Wimbledon: “Oggi abbiamo alzato l’asticella”   

Nel match serale Jannik batte Mochizuki in tre set e raggiunge i quarti a Wimbledon per il quinto anno di fila. La partita è divertente e il giapponese esce tra gli applausi. Nel prossimo turno il n.1 affronterà il tedesco Struff

di | 05 luglio 2026

L'esultanza di Jannik Sinner a Wimbledon (Getty Images)

L'esultanza di Jannik Sinner a Wimbledon (Getty Images)

“Oggi ho avuto sensazioni migliori in campo”. Jannik Sinner ha chiuso la serata a Church Road con un sorriso, per la quinta volta consecutiva si è assicurato i quarti di finale ai Championships. Shintaro Mochizuki è uscito dal torneo a testa altissima, inchinandosi alla standing ovation del Centre Court e ai complimenti del numero 1 del mondo.

E’ stata una partita dura – racconta Sinner nella conferenza stampa post match - Non avevo mai giocato contro di lui, ma ha fatto un torneo incredibile. È un giocatore di livello molto alto e sono molto felice della prestazione di oggi. La cosa più importante era mantenere una buona mentalità e l’atteggiamento giusto in campo. Ovviamente le fasi del torneo diventano sempre più importanti e c’è più attenzione su ogni dettaglio. È un giocatore che non avevo mai affrontato, quindi ho cercato di essere il più aggressivo possibile, andando anche un po’ di più a rete. Ieri, in allenamento, abbiamo provato a muoverci un po’ più in avanti per vedere come mi sentivo lì. Ovviamente ho cercato di studiarlo prima, curando tutti i dettagli, ma quando giochi la sensazione è sempre diversa. Ho avuto l’impressione che il suo rovescio fosse davvero molto forte; quindi, ho provato a spostarlo un po’ di più sul lato del dritto. Forse ho iniziato il tiebreak del secondo set un po’ meglio di lui, e credo sia stato un momento davvero importante: se vai sul set pari, magari oggi non finisci la partita. Ho cercato di chiuderla lì. Oggi ho avuto sensazioni migliori in campo, ed è la cosa più importante Sto cercando di essere un po’ più aggressivo, di andare più spesso a rete: a volte ci riesco, a volte meno, ma secondo me oggi abbiamo alzato di nuovo l’asticella”.

15 ace, il 71% di prime di servizio, 44 vincenti e 33 errori non forzati: i numeri di Sinner raccontano una partita con qualche sbavatura ma anche con la consueta grande incisività al servizio. “Sicuramente è stato più semplice servire con il tetto chiuso, non c’era vento, non c’era sole. Finora sto servendo abbastanza bene: è un colpo su cui stiamo lavorando molto e sono contento di come stanno andando le cose. Anche oggi, nei punti importanti, nel terzo set sullo 0-40, il servizio mi ha aiutato molto. Stiamo mettendo tanta attenzione sui piccoli dettagli che in questo momento mi aiutano. La risposta? Potevo rispondere meglio, ma anche peggio. Ha un servizio particolare, a volte è lento, altre volte la palla ti schizza via, ed è abbastanza difficile trovare un buon equilibrio. Finora non ho giocato contro grandi servitori. La prossima partita sarà molto difficile proprio per questo perché ci sarà molto meno ritmo”.

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Il tennista giapponese zompetta come un grillo da una parte all’altra del campo; attacca, va a rete e diverte il pubblico, onorando al meglio il primo ottavo di finale della sua vita in uno Slam: “In passato ci sono stati giocatori con questo tipo di gioco – dice l’azzurro - ; è molto insidioso, soprattutto su questa superficie, è molto talentuoso e anche a rete si vedono ottime qualità. Ha battuto avversari incredibili per arrivare fino a questo punto. Sapevo che avrei dovuto cercare di capire, all’inizio del match, come impostare il gioco”.

Non capita spesso di affrontare tennisti dallo stile così particolare, a tratti un po’ vintage: “I tennisti devono sempre cercare una soluzione – spiega Jannik - ed è un po’ più difficile farlo contro un giocatore che non hai mai incontrato. All’inizio ho provato a studiarlo, ma nello stesso tempo ho cercato di alzare un po’ il ritmo per metterlo sotto pressione. È stato molto intelligente: ha un ottimo rovescio, anche il dritto è buono, gioca molto bene a rete e si muove bene; ha un gioco perfetto per l’erba. Posso essere contento di come ho gestito la situazione”.

L'abbraccio tra Jannik Sinner e Shintaro Mochizuki a Wimbledon (Getty Images)

L'abbraccio tra Jannik Sinner e Shintaro Mochizuki a Wimbledon (Getty Images)

Nei quarti di finale Jannik se la vedrà con il veterano tedesco Jan-Lennard Struff. Chissà se sceglierà di nuovo uno junior italiano per gli allenamenti: “Sono giocatori forti – riferendosi a Ciurnelli e Massellani, con i quali si è allenato negli ultimi giorni - . Credo che ormai tutti giochino bene a tennis, sia a livello Juniores sia al nostro livello: la differenza è talmente piccola che magari in un allenamento non si nota nemmeno. Mi sembrano due ragazzi con i piedi per terra, molto talentuosi, e piuttosto diversi tra loro. Uno ha il rovescio a una mano ed è un po’ più strutturato fisicamente; oggi invece ho giocato con un giocatore molto solido. Sono due giocatori diversi tra loro ma forti. Mi fa sempre piacere allenarmi con i ragazzi più giovani, soprattutto con quelli italiani, perché sono il nostro futuro: dopo di noi speriamo che ci siano il maggior numero possibile di italiani. Tutti hanno un potenziale molto alto e faccio loro un grande in bocca al lupo”.

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