Chiudi
Nel match serale Jannik batte Mochizuki in tre set e raggiunge i quarti a Wimbledon per il quinto anno di fila. La partita è divertente e il giapponese esce tra gli applausi. Nel prossimo turno il n.1 affronterà il tedesco Struff
di Francesca Paoletti, da Wimbledon | 05 luglio 2026
“Oggi ho avuto sensazioni migliori in campo”. Jannik Sinner ha chiuso la serata a Church Road con un sorriso, per la quinta volta consecutiva si è assicurato i quarti di finale ai Championships. Shintaro Mochizuki è uscito dal torneo a testa altissima, inchinandosi alla standing ovation del Centre Court e ai complimenti del numero 1 del mondo.
“E’ stata una partita dura – racconta Sinner nella conferenza stampa post match - Non avevo mai giocato contro di lui, ma ha fatto un torneo incredibile. È un giocatore di livello molto alto e sono molto felice della prestazione di oggi. La cosa più importante era mantenere una buona mentalità e l’atteggiamento giusto in campo. Ovviamente le fasi del torneo diventano sempre più importanti e c’è più attenzione su ogni dettaglio. È un giocatore che non avevo mai affrontato, quindi ho cercato di essere il più aggressivo possibile, andando anche un po’ di più a rete. Ieri, in allenamento, abbiamo provato a muoverci un po’ più in avanti per vedere come mi sentivo lì. Ovviamente ho cercato di studiarlo prima, curando tutti i dettagli, ma quando giochi la sensazione è sempre diversa. Ho avuto l’impressione che il suo rovescio fosse davvero molto forte; quindi, ho provato a spostarlo un po’ di più sul lato del dritto. Forse ho iniziato il tiebreak del secondo set un po’ meglio di lui, e credo sia stato un momento davvero importante: se vai sul set pari, magari oggi non finisci la partita. Ho cercato di chiuderla lì. Oggi ho avuto sensazioni migliori in campo, ed è la cosa più importante Sto cercando di essere un po’ più aggressivo, di andare più spesso a rete: a volte ci riesco, a volte meno, ma secondo me oggi abbiamo alzato di nuovo l’asticella”.
15 ace, il 71% di prime di servizio, 44 vincenti e 33 errori non forzati: i numeri di Sinner raccontano una partita con qualche sbavatura ma anche con la consueta grande incisività al servizio. “Sicuramente è stato più semplice servire con il tetto chiuso, non c’era vento, non c’era sole. Finora sto servendo abbastanza bene: è un colpo su cui stiamo lavorando molto e sono contento di come stanno andando le cose. Anche oggi, nei punti importanti, nel terzo set sullo 0-40, il servizio mi ha aiutato molto. Stiamo mettendo tanta attenzione sui piccoli dettagli che in questo momento mi aiutano. La risposta? Potevo rispondere meglio, ma anche peggio. Ha un servizio particolare, a volte è lento, altre volte la palla ti schizza via, ed è abbastanza difficile trovare un buon equilibrio. Finora non ho giocato contro grandi servitori. La prossima partita sarà molto difficile proprio per questo perché ci sarà molto meno ritmo”.
Il tennista giapponese zompetta come un grillo da una parte all’altra del campo; attacca, va a rete e diverte il pubblico, onorando al meglio il primo ottavo di finale della sua vita in uno Slam: “In passato ci sono stati giocatori con questo tipo di gioco – dice l’azzurro - ; è molto insidioso, soprattutto su questa superficie, è molto talentuoso e anche a rete si vedono ottime qualità. Ha battuto avversari incredibili per arrivare fino a questo punto. Sapevo che avrei dovuto cercare di capire, all’inizio del match, come impostare il gioco”.
Non capita spesso di affrontare tennisti dallo stile così particolare, a tratti un po’ vintage: “I tennisti devono sempre cercare una soluzione – spiega Jannik - ed è un po’ più difficile farlo contro un giocatore che non hai mai incontrato. All’inizio ho provato a studiarlo, ma nello stesso tempo ho cercato di alzare un po’ il ritmo per metterlo sotto pressione. È stato molto intelligente: ha un ottimo rovescio, anche il dritto è buono, gioca molto bene a rete e si muove bene; ha un gioco perfetto per l’erba. Posso essere contento di come ho gestito la situazione”.
L'abbraccio tra Jannik Sinner e Shintaro Mochizuki a Wimbledon (Getty Images)
Nei quarti di finale Jannik se la vedrà con il veterano tedesco Jan-Lennard Struff. Chissà se sceglierà di nuovo uno junior italiano per gli allenamenti: “Sono giocatori forti – riferendosi a Ciurnelli e Massellani, con i quali si è allenato negli ultimi giorni - . Credo che ormai tutti giochino bene a tennis, sia a livello Juniores sia al nostro livello: la differenza è talmente piccola che magari in un allenamento non si nota nemmeno. Mi sembrano due ragazzi con i piedi per terra, molto talentuosi, e piuttosto diversi tra loro. Uno ha il rovescio a una mano ed è un po’ più strutturato fisicamente; oggi invece ho giocato con un giocatore molto solido. Sono due giocatori diversi tra loro ma forti. Mi fa sempre piacere allenarmi con i ragazzi più giovani, soprattutto con quelli italiani, perché sono il nostro futuro: dopo di noi speriamo che ci siano il maggior numero possibile di italiani. Tutti hanno un potenziale molto alto e faccio loro un grande in bocca al lupo”.