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E' il più anziano a raggiungere per la prima volta i quarti in un major. "Mi piacerebbe essere ricordato come una brava persona, un grande combattente e un buon giocatore" raccontava nel 2020 in un'intervista pubblicata sul sito dell'ATP.
di Alessandro Mastroluca | 07 luglio 2026
Non c'è limite di età per i sogni. Lo sa anche Jan-Lennard Struff, 36 anni compiuti lo scorso 25 aprile, che giocherà contro Jannik Sinner il suo primo quarto di finale in uno Slam. E' il più anziano a raggiungere per la prima volta i quarti in un major. "Mi piacerebbe essere ricordato come una brava persona, un grande combattente e un buon giocatore" raccontava ad ATP nel 2020.
Oggi è il dodicesimo tennista tedesco dell'Era Open a scendere in campo per i quarti di finale a Wimbledon, dopo Boris Becker (11), Michael Stich (4), Florian Mayer e Alexander Popp (2 ciascuno), e Jürgen Fassbender, Tommy Haas, Nicolas Kiefer, Philipp Kohlschreiber, Patrick Kuhnen, Alex Radulescu e Rainer Schüttler (uno ciascuno).
Nato a Warstein, nel nord della regione del Sauerland, conosciuta soprattutto in quanto sede di uno dei birrifici più grandi di Germania, creata nel 1753, ha iniziato il suo percorso nel tennis all'età di sei anni sotto la guida dei suoi genitori, entrambi allenatori di tennis. "Quando ripenso al ragazzo che ero, appena uscito da scuola e agli inizi della mia carriera nel tennis, oggi gli direi: 'Continua a lavorare, perché alla fine ne varrà la pena.' È un viaggio straordinario", raccontava Struff ad ATPTour.com nel 2020.
"Ho iniziato più tardi rispetto alla maggior parte degli altri e all'inizio non ero abbastanza forte. Per questo ho lavorato passo dopo passo e ho lottato duramente per conquistare ogni risultato. Sono felice di aver costruito il mio gioco e di aver accumulato esperienza anno dopo anno" ha aggiunto.
Anche se considera la terra battuta la sua superficie preferita, è sull'erba che ha messo a segno risultati destinati a scandire per sempre la sua carriera. A Wimbledon nel 2013 ha vinto la prima partita in uno Slam in singolare, contro lo sloveno Blaz Kavcic. Ci vollero altri sei anni prima che "Struffi" raggiungesse un nuovo traguardo. Cinque anni dopo, nel 2018, si spinge per la prima volta al terzo turno in un major battendo Leonardo Mayer e Ivo Karlovic, sempre recuperando due set di svantaggio. Nessuno ci era mai riuscito nei primi due turni a Wimbledon nell'era Open.
Jan-Lennard Struff a Wimbledon (Getty Images)
Il 2019 è il suo primo anno speciale. In campo, perché gioca al Roland Garros il suo primo ottavo Slam e chiude la stagione con 35 vittorie nel circuito maggiore, il suo primato. Fuori dal campo, perché diventa padre di Henri.
Nel 2020 ha festeggiato il primo quarto di finale in un Masters 1000, a Cincinnati, battendo lungo il percorso l'allora numero 10 del mondo, il belga David Goffin. Un anno dopo, ha raggiunto la sua prima finale ATP in singolare a Monaco di Baviera e ottenuto la vittoria più prestigiosa della carriera contro l'allora numero 2 del mondo Daniil Medvedev al primo turno dell'ATP 500 di Halle..
Dopo uno stop per infortunio nel 2022, Jan-Lennard Struff è tornato ai massimi livelli nel 2023, quando ha centrato il secondo quarto di finale in un Masters 1000, a Monte-Carlo, e firmato il sorprendente exploit alla Caja Magica di Madrid.
Ripescato in tabellone dopo aver perso all'ultimo turno delle qualificazioni contro Aslan Karatsev, si vendica in semifinale dopo aver eliminato nei quarti Stefanos Tsitsipas, in quel momento numero 5 del mondo. Diventa così il primo lucky loser a raggiungere la finale di un Masters 1000, da quando sono stati introdotti in calendario, nel 1990. Non c'è lieto fine, in finale lo ferma Carlos Alcaraz. Un mese dopo, a giugno 2023, raggiunge il best ranking alla posizione numero 21 dopo aver disputato la terza finale ATP della carriera a Stoccarda.

Madrid: Carlos Alcaraz spegne il sogno di Struff
Il 2024 è l'anno del primo titolo ATP, a Monaco di Baviera, ottenuto battendo in due set Taylor Fritz. Segue però un lungo periodo di infortuni e risultati altalenanti, interrotti solo dall'ottavo di finale allo US Open 2025, perso contro Novak Djokovic. Quest'anno, prima di Wimbledon, nel circuito maggiore non aveva mai vinto due partite di fila. Ma non ha perso fiducia e il suo sguardo lanciato al futuro.
Ogni volta che gioca un torneo, spiegava ad ATP nel 2020, "mi pongo obiettivi precisi. Credo che una vita senza obiettivi sia molto noiosa: bisogna sempre mettersi alla prova e cercare di migliorare. Magari non riuscirai sempre a raggiungere ciò che ti sei prefissato, ma puoi comunque lavorare per arrivarci. Se punti troppo in basso, non sei sincero con te stesso. So quello che voglio ottenere e, a volte, sono proprio io a mettermi pressione".
Convivere con la pressione è normale in uno sport individuale, ancor di più in uno come il tennis in cui perdi ogni settimana, ha spiegato. "È molto difficile mantenere fiducia e concentrazione. Dobbiamo essere soddisfatti di ciò che abbiamo ottenuto, ma continuare sempre a puntare a qualcosa di più. La cosa peggiore è porsi traguardi troppo facili, raggiungerli e pensare che sia abbastanza".
Ha già vissuto una carriera in diversi tempi, ma si è sempre mantenuto fedele a quel che diceva nel 2020, offrendo una visione compiutamente decoubertiniana dello sport. "Fin da quando ero bambino, per me è sempre stato fondamentale lottare su ogni punto, dare il massimo in ogni partita e divertirmi. La cosa più importante è restare sempre fedeli a se stessi e sapere di aver dato tutto".