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E' finito in tre set il terzo derby tricolore Down Under da cinque anni a questa parte ma lo spettacolo non è mancato: "Lui è stato più forte in determinati momenti della partita"
di Francesca Paoletti, da Melbourne | 22 gennaio 2026
Si è deciso in tre set il derby tra Musetti e Sonego al secondo turno dell'Australian Open, ma lo spettacolo non è mancato. “È sempre difficile giocare contro un amico, inoltre lui oggi si è espresso in maniera incredibile - ha raccontato 'Sonny' -: non ha commesso errori ed è stato difficile fargli punto ed essere aggressivo senza sbagliare. Il risultato non rispecchia il livello che c'è stato in campo: è stato un livello molto alto e lui è stato più forte in determinati momenti della partita. E’ per questo motivo che è numero cinque al mondo".
Il piemontese ha provato a mischiare le carte ma non ha funzionato: "Lui è molto regolare, ha tante variazioni e ti porta ad esagerare nel gioco, ti porta al limite. Oggi, inoltre, ha risposto molto bene, meglio rispetto ad altre volte, e questo ha fatto la differenza perché, non riuscendo a fare tanti punti con il servizio, mi ha tolto un'arma per me molto importante - ha aggiunto Sonego -. Io di sicuro posso esprimere un livello superiore e posso fare meno errori, soprattutto col dritto, ma il livello è stato davvero molto alto. Arrivavo da una settimana difficile perché ho avuto un problema al polso: mi sono allenato poco e sul dritto sentivo un po’ di fastidio. Per fortuna la situazione è migliorata negli ultimi giorni e sono riuscito a giocare a pieno queste partite, però sicuramente mi può aver condizionato un po’ nei giorni precedenti”.
Per Sonego è già tempo di guardare avanti: "È stato un buon inizio di stagione per me: l'importante è star bene fisicamente, mentalmente e lavorare. Adesso ho intrapreso un percorso di cui ho piena fiducia: sto lavorando duramente su tutti gli aspetti del mio gioco e sui miei colpi per provare a diventare un giocatore sempre migliore. Penso di poter fare meglio già nei prossimi tornei: sarò a Rio, Buenos Aires e Santiago. E’ tempo di terra battuta, e lì voglio fare qualcosa di speciale. Penso di poter rendere bene un po' ovunque, alla fine il mio gioco si è sempre adattato bene a tutte le superfici".