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Musetti vince il derby: battuto Sonego in tre set

Lorenzo Musetti batte l'amico Sonego e raggiunge il terzo turno dell'Australian Open 2026 dove lo attende il ceco Tomas Machac o il greco Stefanos Tsitsipas

di | 22 gennaio 2026

Australian Open 2026, un'esultanza di Lorenzo Musetti (Getty Images)

Australian Open 2026, un'esultanza di Lorenzo Musetti (Getty Images)

Sonny ha provato a fare la partita, Muso l’ha vinta di autorità. Nel terzo derby italiano d’Australia degli ultimi 5 anni è mancato il pathos, non lo spettacolo. Anzi. Musetti e Sonego si conoscono talmente bene che era inevitabile che uno dei due dovesse pescare dal mazzo qualche carta a sorpresa, ed era inevitabile che quel qualcuno fosse Sonny. Sin dal primo punto, con un chip and charge seguito da una volee alta di rovescio, Lorenzo il Piemontese ha illustrato il suo piano tattico: variare gli schemi, anche a costo di farli saltare. Come confermato dal secondo e dal terzo punto dell'incontro, altrettante risposte aggressive fuori misura. La partenza era così, hot and cold: da una parte serve and volley e attacchi in controtempo di Sonny, autore di 6 discese a rete nei primi due game. Dall’altra, la compostezza di Muso, che lasciava sfogare il compagno di doppio in attesa di punirlo alla prima occasione.

Il tennis del torinese valeva il prezzo del biglietto in termini di spettacolarità, ma era tremendamente poco redditizio: pur senza strafare, il carrarino si guadagnava quattro palle break nel primo turno di battuta di Sonny, due nel secondo, altre due nel terzo. Dopo 40 minuti, il tabellone della Margaret Court arena diceva che eravamo ancora sul 3-3 e che Sonny aveva dovuto annullare 8 palle break, senza peraltro procurarsene alcuna. Quel che non diceva era che l’allievo di Santopadre aveva camminato sul filo del precipizio e consumato il triplo delle energie nervose del 23enne toscano in versione gatto sornione.

“È un braccio di ferro, trova un equillibrio”, gli chiedeva Vincenzo. Puntualmente accadeva il contrario. Alla decima opportunità, infatti, il dritto di Sonny finiva lungo e Muso dava il primo segno di vita urlando a coronamento del primo break del match, salendo 5-3. Il nono game, il più brillante della sfida, vedeva Sonny procurarsi grazie al dritto le prime due opportunità per il controbreak e Muso annullarle a colpi di seconde solide, di slice infidi e di volée alte, portando così a casa dopo 55 minuti un set nel quale Sonny aveva messo a segno più del doppio dei suoi vincenti (15 a 7) ed entrambi avevano corso un chilometro abbondante. Con la differenza che i game di servizio di Sonny erano durati in media 7 minuti e mezzo, quelli di Muso 3.

Il secondo set partiva sulla falsariga del primo, ma stavolta il numero 5 del mondo impiegava meno tempo a piazzare il break e meno fatica a chiudere il parziale. Ancora 6-3 e ancora in 55 minuti. Senza esultare, però, un po’ per rispetto verso l’amico e un po’ perché la settimana australiana è stata all’insegna di una serie di imprevisti che hanno decimato il suo box, nel quale sono rimasti solo José Perlas e la manager Elena Cappellaro. Simone Tartarini, infatti, è tornato in Italia per la morte della madre, e a lui Musetti ha dedicato un pensiero nel messaggio sull'obiettivo della telecamera dopo la vittoria.

“Puoi farla girare tu”, profetizzava Santopadre ad inizio del terzo set. Sonny aveva effettivamente un sussulto di orgoglio che lo portava per due volte avanti di un break (3-2 e 4-3) e a procurarsi anche una palla per il 5-3. Mancata la chance con un errore di rovescio, il trentenne quartofinalista dell’edizione scorsa si spegneva e - complice un indurimento alla coscia destra che reclamava un medical time out - alzava bandiera bianca e il terzo Lorenzo contro Lorenzo premiava il Magnifico, vincitore - dopo 2h51 - per 6-3 6-3 6-4.

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