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Jas ha battuto in due set Lucrezia Stefanini e nel prossimo turno troverà Sorana Cirstea: “Sta facendo una stagione clamorosa”
F.P. da New York | 02 settembre 2026
Il volto, e il body language, tradiscono una grande soddisfazione. La sfida tutta toscana con la Stefanini ha presentato difficoltà enormi - a cominciare dal fatto che i derby non sono mai match normali e con Lucrezia si conoscono da una vita - ma i piedi di Jasmine Paolini hanno ripreso a girare come nelle giornate migliori, e può tornare un po’ di serenità.
“Sono contenta di come sia andata la partita, perché non era facile – spiega nella conferenza stampa post match - . Lei ha giocato una buona estate sui campi in cemento, io invece avevo pochissime partite sulle gambe e, come evidenziato nel primo match, mi manca un po’ il ritmo partita. Posso considerarla davvero una buonissima partita”. “Sono partita meglio, sicuramente mi sentivo meglio anche nei colpi – ha aggiunto, evidenziando i passi avanti fatti rispetto al primo turno -. Ho sbagliato meno, e ho avuto tante occasioni. A volte faccio degli errori, ma credo sia normale ed è giusto accettarlo, senza criticarsi troppo. Sono contenta di come ho reagito negli ultimi game del primo set e poi, sinceramente, nel secondo mi sono sentita molto meglio, sia dal punto di vista fisico sia nei colpi”.
Gli ultimi game del primo set; lì Jas ha avvertito un ‘clic’: “Ero più tranquilla, anche se sapevo che il match sarebbe potuto cambiare, perché lei è una che non molla mai. Nel secondo set ho diminuito gli errori, ero un po’ più lucida, mi muovevo meglio e quindi sono riuscita ad alzare il livello”.Jasmine e Lucrezia si conoscono da sempre: “Io giocavo con Jacopo, suo fratello – ricorda - ; la prima volta che l’ho vista avrà avuto sei anni, forse, e io otto. È incredibile. Conosco la famiglia da tantissimo tempo perché suo fratello è della mia età e giocavamo i tornei insieme. Le ricordo sempre che da piccola non aveva tantissima voglia di giocare e allenarsi, la dovevano sempre spronare i genitori e invece… alla fine, cavolo se è diventata forte!”.
La scelta dei tempi, fare tanti vincenti ma capire quando scegliere di farli. Il Marc Lopez-pensiero nella preparazione di questo match: “Lei sta sempre vicino e ti fa giocare tante palle, non dovevo avere fretta – spiega Jas - . Nei primi due game, specialmente, ho fatto tantissimi errori. Poi mi sono detta, ‘cerchiamo di essere un po’ più solidi e, al momento giusto, cercare di fare gioco’. Sono d’accordissimo con Marc: bisogna capire meglio, a volte, quando spingere, quando difendere e difendere meglio”.
La stagione è stata costellata di start&stop, e la classifica di conseguenza non è più la stessa delle scorse stagioni. Ma l’azzurra non fa drammi: “Credo sia normale, ho giocato pochi tornei e da Roma siamo solo rimasti a galla fisicamente. Forse Wimbledon è stato l’unico torneo in cui mi sono sentita davvero bene. Ora è fondamentale concentrarsi su due cose: stare bene fisicamente e stare bene in campo, giocare nel modo giusto, giocare e allenarsi bene. Se riuscirò a fare queste cose, credo che il livello possa salire di nuovo, e di conseguenza la classifica”.
Nel terzo turno troverà la romena Sorana Cirstea che, dal momento in cui ha annunciato il ritiro dal tennis, ha iniziato a giocare il miglior tennis della sua carriera: “Un anno incredibile – conferma la Paolini - ; ha raggiunto la miglior classifica della sua carriera e, di certo, in questo momento sta giocando meglio di me. Sarà dura, perché credo abbia davvero molta fiducia in questo momento; so che potrebbe essere il suo ultimo US Open, ma non voglio pensarci. Devo concentrarmi su ciò che devo fare in campo, non sul fatto che sia o meno il suo ultimo US Open”.
A breve Sara Errani inizierà il suo torneo di doppio, Jasmine non nasconde il dispiacere per il suo forfait, ma non esclude di tornare a calcare i campi della specialità: “Mi dispiace, sinceramente un po’ sì – conclude -. Abbiamo giocato bene per due anni, vincendo tante partite, ed è normale che il pensiero ci sia. In questo momento bisogna scegliere i tornei in cui farlo e quelli in cui non farlo, qui non sapevamo come avrebbe reagito il mio fisico; quindi, la decisione è stata quella giusta. Però mi diverto, mi piacerebbe continuare a giocarlo, scegliendo bene i tornei in cui farlo”.