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Cobolli super contro De Minaur: torna ai quarti a Wimbledon 

Il tennista romano strapazza De Minaur, lo batte in tre set e conferma il risultato dello scorso anno a Church Road. Nel prossimo turno affronterà il britannico Fery

di | 06 luglio 2026

Tutta la soddisfazione di Flavio Cobolli (foto Getty Images)

Tutta la soddisfazione di Flavio Cobolli (foto Getty Images)

“Queste vittorie mi fanno… ‘sentire pronto’”. Pronto per qualcosa di importante, come Parigi, magari anche meglio di Parigi. Per la seconda volta consecutiva Flavio Cobolli stacca il pass per i quarti di finale di Wimbledon; risultato straordinario, reso ancor più importante dal modo in cui il successo su Alex De Minaur è arrivato oggi su un campo difficile e prestigioso come il Court n° 1 dell’All England Club.

“È stata una partita incredibile – dice convinto ai numerosi cronisti di tutto il mondo presenti a Londra in questi giorni - ; credo di aver giocato una delle migliori partite della mia carriera, soprattutto su questa superficie, che è sempre difficile. Oggi ho trovato il modo di mantenere un livello alto per tutta la partita: è stato impressionante anche per me e per il mio team. Sono davvero orgoglioso e felice di essere arrivato al secondo quarto di finale consecutivo qui a Wimbledon; è molto significativo ed è sempre speciale avere la possibilità di giocare un’altra partita qui. Oggi, per la prima volta, ho giocato sul Court 1: la sensazione con il campo è stata incredibile, amo giocare lì. Il suono era fantastico, una sensazione pazzesca con la palla”.

Flavio analizza nel dettaglio le ottime sensazioni avvertite in questo match: “Oggi ho trovato il modo di far valere il mio tennis contro il suo – la sua analisi della vittoria in tre set sull’australiano - , ed è il motivo per cui penso di aver vinto. L’ho battuto anche sulla strategia della partita: non era facile, perché non mi era mai successo prima, non l’avevo mai battuto. Credo di aver giocato ad un livello straordinario e una partita tatticamente perfetta, e ne sono davvero felice. Nel complesso, con tutti i colpi sono molto soddisfatto. Il servizio, per me, può sempre essere migliore, ma anche oggi ho trovato il modo di metterlo in difficoltà sulla risposta”.

Flavio Cobolli colpisce di diritto (foto Getty Images)

Flavio Cobolli colpisce di diritto (foto Getty Images)

“Alex è un giocatore stratosferico – aggiunge - . Batterlo oggi, e rispondere in modo semplice, mi fa sentire pronto. Vincere 3-0 mi ha dato molte risposte e ne ha date anche ai miei avversari. Probabilmente nessuno si aspettava la mia vittoria, e questo, quando devo giocare, mi dà tanta forza e grinta. Vedere che sono così sfavorito mi carica moltissimo, e oggi credo che si siano pentiti un po’ tutti”.

E qualcuno inizia anche a pentirsi di averlo sottovalutato in passato: “Il sentirsi sottovalutato? Magari un po’ sì. Il fatto che molta attenzione sia su Jannik mi dà anche molta energia. Io sono quello dietro, e questo mi ha fatto stare molto tranquillo in alcune occasioni… penso a me, non vengo giudicato molto, o comunque poco. C’è tanta pressione su Jannik e questo toglie pressione a me, ed è un bene. Ma è anche un male, perché dall’altra parte mi piacerebbe, a volte, essere apprezzato un po’ di più e ricevere qualche merito in più per quello che sto facendo”.

La rimonta nel secondo set ha certificato la superiorità di oggi dell’azzurro sull’australiano: “Sul 2-5 ho provato a spingere e, per fortuna, è andata bene e ho fatto 13 punti a 1. Ho tirato fuori tutte le cartucce, le ho proprio finite. Ho giocato davvero bene quei game e questo mi ha dato fiducia per il tiebreak, che secondo me ho giocato al meglio”.

Due anni fa dichiarava il suo ‘odio’ per l’erba… ma con il secondo quarto di finale in tasca, è tempo di rivedere questo giudizio: “Devo essere contento e fiero di come sto giocando e di come sto affrontando le partite su questa superficie – spiega Flavio - . Come tutti gli italiani, prima dei tornei juniores, non giochiamo mai su questa superficie, non l’abbiamo praticamente mai provata, quindi siamo impreparati. È difficile che a un italiano piaccia l’erba nei primi anni. Poi devi essere bravo a migliorarti: ci sono giocatori che vengono qui e quasi non si allenano sull’erba. Io ho provato ad andare a Halle proprio per questo, per arrivare qui con un buon livello, e credo che mi sia servito. Se non ci fossi andato forse avrei giocato in modo diverso e magari ti avrei detto che odiavo ancora di più l’erba; invece, per quanto sia lenta, ora mi piace. Sono davvero contento di quello che sto facendo su questa superficie: non era scontato, proprio perché non siamo abituati. Anno dopo anno si migliora, si gioca sempre di più e se uno vuole migliorare, la possibilità di giocare bene su questa superficie c’è, anche io che non ho un grande servizio. Ho tanta voglia di migliorarmi e di non sprecare settimane nel calendario: alla fine si gioca un mese sull’erba ed è importante farlo bene”.

Flavio Cobolli a Wimbledon (Getty Images)

Flavio Cobolli a Wimbledon (Getty Images)

Nell’intervista post match a caldo, Flavio ha divertito il pubblico e ha lanciato un appello… per il ‘problema casa’: “L’abbiamo trovata: è già tutto sistemato. Mio nonno ci ha aiutato e credo che abbiamo trovato una sistemazione per tutta la settimana. Una famiglia italiana ci mette a disposizione tutta la casa qui a Wimbledon, ed è davvero bello”.

Dai risultati deludenti di inizio anno alla finale del Roland Garros… fino all’importantissima conferma a Wimbledon: “In Australia ero malato, e non ero in grado di giocare – racconta - . Nelle altre partite perse, e ne ho perse tante di fila, non ho giocato mai bene. Forse anche per quello che era accaduto in Coppa Davis; sentivo molta pressione su di me, tutti parlavano della stagione, di cosa dovevo migliorare: non è stato facile trovare il modo giusto per giocare con calma e semplicemente fare tennis. Alla fine, ho aspettato un buon risultato che potesse cambiare qualcosa, e così è stato. Ad Acapulco ero molto felice del mio livello: da lì ho cercato di restare agganciato a quelle sensazioni. Da allora credo di aver giocato un buon tennis per settimane intere: a volte sono stanco, a volte forse gioco troppo. Ora devo trovare la soluzione migliore per riuscire a giocare sempre al 100%”.

La passione per il calcio e l’esultanza di Ronaldo: “Mi piace la sua esultanza, mi piace lui; mi piace anche l’esultanza di Cunha. Stasera tiferò Portogallo per Ronaldo, ma se perderanno non sarà certo per colpa mia…”.

“Non ho una squadra preferita in Premier League – aggiunge - : tifo la Roma, non faccio il tifo per nessun’altra squadra. Ho molti amici in Premier: Calafiori giocava con me, ora è all’Arsenal; guardo le sue partite perché amo il calcio. Adesso c’è Edoardo Bove al Watford: guarderò sempre le sue partite. Ma non ho una vera squadra inglese del cuore”.

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