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Amici, canzoni, gelato e… vittorie. Cobolli agli ottavi: “Un anno fa non l’avrei vinta”    

Il tennista romano ha piegato Khachanov in 5 set e si è assicurato la seconda settimana. Ha raccontato la sua routine e ha detto: “Ora è il momento di ‘cafuddare’, come dico io...”

di | 04 luglio 2026

Flavio Cobolli esulta (foto Getty Images)

Flavio Cobolli esulta (foto Getty Images)

Un combattente fuori dal comune che, per la seconda volta consecutiva, centra la seconda settimana a Church Road. Contro Karen Khachanov, Flavio Cobolli ha messo in mostra una volta di più, se necessario, le sue innate qualità di agonista; contro un avversario esperto, e sempre particolarmente ostico nei palcoscenici Slam, il tennista romano ha lottato, si è esaltato e ha rimontato, confermando, dopo la finale del Roland Garros, il suo straordinario andamento a livello major. “È una bella sensazione, mi sento benissimo – Flavio commenta così i cinque set contro il tennista russo - : essere nella seconda settimana di uno Slam è sempre speciale, soprattutto qui a Wimbledon. Non mi aspettavo questo risultato dopo la corsa incredibile al Roland Garros, anche perché qui sull’erba non mi sono allenato molto. Non mi aspettavo questo risultato, ma ora mi sento bene quando gioco e quando devo lottare. Oggi l’ho fatto e sono molto orgoglioso di me stesso: ho vinto una partita incredibile contro un grande avversario come Karen, e ne sono davvero felice”.

Flavio ha vissuto un primo set molto problematico: “Ho avuto qualche problema con il cibo – spiega - ;  credo di aver mangiato un po’ troppo vicino all’inizio del match e non mi sono sentito bene. Ho provato a vomitare nel primo set, poi mi hanno dato delle pillole per digerire e questo mi ha aiutato molto. Dopo cinque-sei minuti già mi sentivo meglio. Ho trovato il modo di lottare, di ritrovare un buon livello”.

Un recupero di diritto in allungo di Flavio Cobolli (foto Getty Images)

Un recupero di diritto in allungo di Flavio Cobolli (foto Getty Images)

Un game salvato da 0-40 a inizio quarto set, qui la partita è definitivamente girata in favore dell’azzurro: “Mi ha aiutato e mi ha dato molta energia – ha spiegato - . Credo che allo stesso tempo l’abbia tolta a lui, che era sull’onda dell’entusiasmo e aveva un’energia molto alta; aveva appena vinto un tie-break lottato ed era nel ‘flow’. Io ho cercato di resistere, sono stato forse un po’ fortunato in quel game, però penso che con l’aiuto del team oggi abbia vinto una grande partita. Mi sono stati vicini nei momenti difficili, mi hanno fatto capire che non stavo giocando male: anche se la partita fosse finita in modo diverso, sarei comunque stato contento della prestazione di oggi. È stata una partita positiva sotto tutti gli aspetti, e questo mi ha aiutato a trovare energie nascoste: a un certo punto mi sentivo quasi invincibile, anche fisicamente. Mi muovevo molto bene, e penso che questo gli abbia dato parecchio fastidio”.

L’atmosfera intorno al suo campo è stata straordinaria per tutta la durata del match, quasi come un match di Coppa Davis: “È accaduto qualcosa di incredibile, come ho detto in campo mi sembrava una sfida di Davis: ho sentito molti italiani, molti romani, mi urlavano ‘Forza Roma’. Queste cose mi spingono oltre il limite: a volte neanche io so qual è il mio limite, ma con un pubblico così è più facile trovare soluzioni e trovare energia da qualche parte”.

Oltre undici le ore trascorse sul campo da Cobolli: “Oggi ho detto al mio team che sono l’Arnaldi di Wimbledon – dice sorridendo - . Penso che sia un aspetto positivo, ma può anche essere un problema per i prossimi turni; al momento mi sento fresco, e questo è l’aspetto più importante: se mi sento così, posso giocare anche altre cinque ore. Credo di aver lavorato molto, ad Halle e anche prima del Roland Garros: il mio corpo è pronto”.

Flavio Cobolli a Wimbledon (Getty Images)

Flavio Cobolli a Wimbledon (Getty Images)

“Penso di aver giocato tre ottime partite contro avversari di valore – aggiunge - . Soprattutto quella di oggi mi ha dato molta fiducia e consapevolezza. Io per primo mi sento molto cambiato in campo: sono più lucido, prendo decisioni che sicuramente l’anno scorso non avrei preso. Questa partita un anno fa non l’avrei vinta, anche se già qui a Wimbledon stavo giocando un gran tennis: sono sicuro che questa specifica partita, un anno fa, non l’avrei portata a casa”.

Nei primi giorni Flavio aveva parlato di una prima fase di sopravvivenza in questo torneo… ora quella fase è terminata e per lui inizia un altro torneo: “Già da oggi mi sono trovato molto bene in campo. Quella fase è finita: ora inizia quella in cui, come dico io, bisogna “cafuddare”. Adesso devo esprimere ciò che so fare. Mi sento benissimo dal punto di vista tennistico; fisicamente te lo dirò domani, ma anche lì sono tranquillo. Quella fase è finita: non voglio dire che adesso inizi il “vero” torneo, perché non voglio sminuire gli altri giocatori, però per me comincia il torneo in cui ho bisogno di altre risposte”.

Al Roland Garros aveva raccontato dell'importanza della sua routine fuori dal campo; diversa, ma altrettanto preziosa, la routine di questo suo Wimbledon: “Sono molto vicino al circolo, quindi ceniamo quasi tutti i giorni a casa. Vengono degli amici, viene Edoardo a cena, viene gente con cui sto bene: ci divertiamo, facciamo dei giochi a casa - racconta - . Adesso siamo fissati con 'indovina la canzone', poi vediamo le partite del Mondiale e I match di Wimbledon se ce ne sono. L’unica costante della routine è che mi finisco sempre una vaschetta di gelato... sempre gli stessi gusti!”.

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