Chiudi
"Penso di essere un giocatore abbastanza costante su tutte le superfici, e di questo mi va dato da credito. Però è vero che sto lavorando per aumentare questa costanza per tutto l'anno" ha detto Cobolli che punta al primo ottavo di finale in carriera al Roland Garros
22 maggio 2026
"Sono migliorato molto, i risultati stanno andando bene, ci sono ancora alti e bassi, è vero, ma credo più alti. Penso di essere un giocatore abbastanza costante su tutte le superfici, e di questo mi va dato da credito. Però è vero che sto lavorando per aumentare questa costanza per tutto l'anno, ed è molto difficile a questo livello" ha spiegato in conferenza stampa Flavio Cobolli prima dell'esordio al Roland Garros 2026.
A questo Roland Garros arriva da testa di serie numero 10, e dalla parte di tabellone di Jannik Sinner, favorito d'obbligo, ancor di più per via dell'assenza di Carlos Alcaraz. "Jannik e Carlos stanno facendo un percorso magnifico e eccezionale, però mi sembra che partiamo un po' troppo prevenuti nel giocare contro loro due: l'unico errore che puoi fare contro giocatori del genere è partire già sconfitto prima di entrare in campo. Perdere perché hai già perso prima di iniziare una partita non mi piace, non è una cosa che mi rispecchia, quindi è vero che adesso senza Carlos il tabellone magari si può aprire un po' di più e ci sono più possibilità di arrivare in fondo, se è quello che vuoi sapere, però avere Jannik dalla stessa parte non deve togliere il sogno di poter arrivare in fondo".
Flavio Cobolli ringrazia i tifosi agli Internazionali BNL d'Italia 2026 (Foto FITP)
"Sono contento di come vivo il circuito, perché io sono sempre un po' fatica a stare lontano da casa e degli affetti di amici, un po' come altri giocatori che necessitano di vivere l'adolescenza come una persona normale, e questo credo che sia migliorato molto. Adesso quando sto al torneo, anche se perdo, mi va di stare lì: credo di vivere questo circuito nella maniera più professionale possibile. Sempre con il sorriso, perché alla fine è quello che conta. Vorrei però avere più risultati nei tornei maggiore, con un po' più di spessore" ha aggiunto il romano che torna a Parigi per la quinta volta complessiva, la quarta in tabellone principale, con l'obiettivo di raggiungere per la prima volta gli ottavi di finale.
Dal punto di vista del gioco, ha spiegato, "credo che nei tornei dove sono andato in fondo sia andato molto bene il servizio, il colpo che ho migliorato di più, ma è anche quello meno costante ed è il motivo per cui sono poco continuo poi per tutto l'anno, perché il servizio ancora manca per più settimane consecutive: è il colpo che ho migliorato di più, ma anche quello che poi perdo quando magari serve davvero" ha ammesso.
L'azzurro, protagonista insieme a Matteo Berrettini del trionfo in Coppa Davis a Bologna dell'anno scorso, Cobolli ha fatto i complimenti ad Andrea Pellegrino e Federico Cinà che hanno superato le qualificazioni e giocheranno per la prima volta in main draw in uno Slam.
"Con Andrea ho parlato in privato, Federico non l'ho ancora visto ma appena lo incontro due pacche sulle spalle gliele do". Cinà, ha sottolineato, "è un giocatore giovane, in fase di lancio: è un grande prospetto per il nostro tennis, me lo aspettavo che arrivasse così in fretta, è un giocatore fortissimo che avrà le sue soddisfazioni".
Sarà proprio il pugliese il suo avversario al primo turno. "Sono cresciuto nei Challenger. L'ho sempre stimato come atleta e come persona, quindi sono contentissimo e felicissimo per lui, per la famiglia, per il team, sono tutte brave persone. Speravo di non giocare contro di lui, mi tocca sudare per provare a batterlo".
Cobolli ha parlato anche dell'omaggio alla targa sul Philippe Chatrier per Rafa Nadal, il campione più titolato di sempre al Roland Garros. "Era la prima volta che giocavo sul Centrale, dove avevo fatto al massimo riscaldamento, quindi ho avuto il tempo per guardare anche le cose con un po' più di calma, e quella volevo particolarmente vederla. Dare il giusto tributo a Rafa penso sia stato più che dovuto".