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Il romano ha ceduto in 4 set al belga Blockx: “Sono arrivato un po’ al limite. Forse giocherò un po’ di meno, ma nei 1000 e negli Slam la mia presenza sarà sempre garantita”.
F.P. da New York | 06 settembre 2026
Solo un filo di voce. Flavio Cobolli è comprensibilmente molto triste e deluso quando varca la porta della ‘main conference room’ del BJK National Tennis Centre. Raccoglie le ultime energie per raccontare la sconfitta con il belga Blockx nel terzo turno degli US Open 2026: “Sono davvero triste, in particolare per la mia prestazione – dice nella conferenza stampa post match - . È davvero difficile giocare contro di lui e penso che oggi la mia energia fosse un po’ più bassa rispetto agli altri giorni. Mi sono sentito più contratto e forse più stanco. Ho giocato senza l’energia che meritava questa partita. E questo è il risultato. Ora tornerò a casa, mi prenderò qualche giorno libero per recuperare un po’ mentalmente e fisicamente, poi tornerò in campo. Il prossimo appuntamento è la Laver Cup”.
Flavio analizza il match: “Fino al 3-2 del secondo set mi sentivo abbastanza bene – spiega - ; nel primo set avevo la partita sotto controllo, poi con il break si è un po’ complicata e mi sono innervosito. Alla fine, però, credo di aver giocato un gran tie-break. Ho iniziato bene il secondo set, salvando alcune palle break; quindi, anche lì ero abbastanza in fiducia. Poi lui ha alzato il livello, io ho giocato un po’ male due o tre game, fino ad arrivare al terzo set, in cui mi è un po’ scesa l’adrenalina accumulata nei giorni”.
Il crollo nel terzo set: “Non so cosa sia accaduto – ha spiegato - , non sentivo di avere quasi più niente da dare in campo. So che è abbastanza incredibile, però ho avuto tre settimane molto dispendiose e forse, come ha detto mio padre, sono arrivato un po’ al limite. Ho provato a prendere una pausa, sono andato di nuovo in bagno, ma non ha funzionato. Sono andato un po’ avanti con l’orgoglio, perché ovviamente non voglio mai perdere e ci ho provato fino alla fine, ma era già troppo tardi. Meriti all’avversario e demeriti un po’ miei”.
Anche alla vigilia del match Cobolli aveva evidenziato le qualità del tennista belga e ne aveva tessuto le lodi: “Alex è un bravo ragazzo, anche fuori dal campo – ha detto - . Si è meritato di vincere e ha vinto. È un giocatore straordinario, non abbiamo ancora capito fino in fondo quale sia il suo livello. A fine match a rete gli ho fatto i complimenti e gli ho detto che farò il tifo per lui nel prossimo turno…. Ma non ditelo a Francisco!”
Nei giorni scorsi Carlos Alcaraz ha dichiarato di volersi prendere, in futuro, delle lunghe pause nel corso della stagione per gestire al meglio i livelli di energia ed eventuali problemi fisici; per Flavio, con lo status da Top 10 raggiunto in questa stagione, ora la priorità è analizzare le necessità del suo corpo e discutere con il team su cosa è meglio fare in un circuito sempre più impegnativo.
“L’obiettivo è giocare nei tornei più importanti – ha concluso - Ogni giocatore è diverso e ognuno conosce il limite oltre il quale non può spingersi. Sono sempre stato un giocatore abituato a soffrire, e a giocare tante settimane consecutive; fino a poco tempo fa non mi sono mai visto come uno dei migliori al mondo, forse ora devo cambiare anche il modo di approcciarmi a tutto questo. Analizzeremo attentamente con il team cosa sia meglio fare, sia a livello di programmazione sia a livello di partite e allenamenti. Devo ancora abituarmi a tutto questo, magari piano piano giocherò un po’ di meno, ma non credo che rinuncerò ai tornei più importanti: forse giocherò meno 250 e 500, ma nei 1000 e negli Slam, la mia presenza è sempre garantita”.