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"Non vedo l'ora di misurarmi in questa nuova sfida", ha detto il britannico dopo la sconfitta in semifinale contro Zverev. "Sarà tutto nuovo e devo abituarmi, ma ricaricherò le pile per tornare a giocare ancora al massimo"
di Samuele Diodato | 10 luglio 2026
La chiamavano la “Fery-tale”, la favola di Arthur Fery. Che tale rimane, anche con la sconfitta patita in semifinale per mano di Alexander Zverev, vittorioso in tre set. “Queste due settimane restano fantastiche, ma la sconfitta fa comunque male”, ha raccontato l’inglese, che ha frequentato la scuola superiore proprio nel quartiere di Wimbledon.
“Mi sentivo bene questa mattina, ma non mi sono sentito a mio agio durante il match, in parte per come giocava Zverev. Non ero preciso, né con i piedi né mentalmente, e la palla tornava indietro più veloce rispetto agli altri giorni. Non ho giocato un buon tie-break – ha chiarito, tornando con la mente al 7-0 subito nel gioco finale del set d’apertura -. Non sono riuscito a trovare ritmo”.
A remarkable run comes to an end.
— Wimbledon (@Wimbledon) July 10, 2026
Congratulations on a wonderful Championships, Arthur Fery. #Wimbledon pic.twitter.com/7Ah4NxLAy5
“Il suo rovescio è super solido, col servizio altrettanto, e oggi sentivo che colpiva davvero forte anche col dritto. Di solito, con quel colpo ha anche giornate storte, ma oggi è stato incredibile. Magari, se lo avessi messo maggiormente sotto pressione, avrebbe sbagliato di più e servito meno bene – ha puntualizzato, avendo vinto appena cinque punti in risposta negli ultimi due parziali – ma non ce l’ho fatta”.
Ad ogni modo, Wimbledon 2026 resta per lui il torneo che “cambierà le cose”, e che da n.114 al mondo lo porterà a diventare n.1 di Gran Bretagna, n.38 del ranking ATP precedendo di due posizioni il connazionale Cameron Norrie, che una semifinale ai Championships l’aveva giocata nel 2022.
“Potrò giocare i tornei del circuito per almeno un anno intero, spero anche di più. Sarà interessante vedere come, sì, importante vedere come gestirò questo cambiamento e tutto ciò che comporta in termini di aspettative da parte mia, del pubblico, di tutti. Non vedo l’ora di affrontare questa sfida”, ha aggiunto.
“Non so dire che classifica valga il mio tennis, ma dopo rientro dall’infortunio, nell’ultimo anno sto giocando benissimo. Ricaricherò le pile e poi tornerò a dare il massimo in ogni partita. Devo ancora digerire tutto”, ha ammesso Fery, che proprio in questa settimana aveva prenotato la propria vacanza in Grecia con alcuni amici.
L'esultanza di Arthur Fery (Getty Images)
“Tutto è stato una novità per me. Un mio amico era partito ed è tornato due giorni per sostenermi, poi ho avuto un sostegno enorme, dai tifosi, sull’Henman Hill o Murray’s Mount o sui social. È una sensazione fantastica e devo abituarmici se continuerò a giocare bene. Sono orgoglioso di come ho lottato in questo torneo, anche contro Bergs (nel match di terzo turno), senza lasciarmi andare nonostante due break di svantaggio nel quarto set”-
Ora, come detto, tante cose cambieranno, e nel concreto soprattutto la programmazione, regalandogli anche la possibilità di debuttare per la prima volta allo US Open, senza dover passare dalle qualificazioni. “Non so se giocherò a Montreal, dove ero iscritto, ma sicuramente sarò a Cincinnati, a Winston Salem e allo US Open. Poi non vedo l’ora di giocare in Asia, sicuramente al Masters 1000 di Shanghai. Non vedo l’ora di tornare anche all’Australian Open, e di giocare anche per la prima volta a Monte-Carlo”.