Le vittorie di De Minaur e Fritz, e il buon momento di forma vissuto da Dimitrov, continuano a complicare la rincorsa per un posto a Torino del serbo
di Ronald Giammò | 03 settembre 2024
Se ne è tornato a Belgrado su un volo della compagnia di linea serba, decorato per l'occasione da sedili griffati col numero 24, tanti quanti sono i titoli Slam da lui vinti in carriera. Ma non sarà un soggiorno di riposo, quello che attende Novak Djokovic, eliminato al terzo turno degli US Open dall'australiano Alexi Popyrin e, per la seconda volta in carriera, destinato a chiudere la stagione senza nessuno Slam in bacheca.
Stagione complessa, quella vissuta dall'ex numero uno del mondo. Avvitatasi in Australia con quella sconfitta in semifinale contro Jannik Sinner, da cui aveva già perso due mesi prima nella fase finale di Coppa Davis dopo essersi fatto cancellare tre match point - cosa mai accaduta in tutta la sua carriera - il 2024 di Djokovic è proseguito scandito da sconfitte a sorpresa che mese dopo mese ne hanno decretato l'eliminazione da tornei che un tempo era solito frequentare come ideali territori di caccia: cominciò Luca Nardi al secondo turno di Indian Wells, a Roma - ancora un secondo turno - fu Alejandro Tabilo a festeggiare la vittoria più importante della sua carriera, e a Ginevra il banco saltò per mano di Tomas Machac, vincitore in semifinale in tre set.
Stagioni così includono anche una buona quota di sfortuna. Quota scontata da Djokovic in primavera con la lesione procuratasi al menisco del ginocchio destro nel corso del match poi vinto al Roland Garros contro l'argentino Cerundolo. Uno stop inatteso al quale il serbo reagì da campione: dapprima recuperando in tempi record e raggiungendo la finale di Wimbledon poi persa in tre set contro Carlos Alcaraz; e infine presentandosi a Parigi per il torneo olimpico, unico vero obiettivo ancora rimasto lui nonché unico alloro che ancora mancava alla sua collezione, riuscendo a imporsi in due set contro Alcaraz in quello che è stato anche il match più bello della sua stagione.
Ogni cosa però ha un prezzo. E lo sforzo prodotto per la rincorsa all'oro olimpico ha impiegato poco tempo a presentar lui il conto. Non solo a lui. La prima confessione, lanciata proprio da New York durante la prima settimana degli US Open, l'aveva fatta Sara Errani, descrivendosi "svuotata sia mentalmente che fisicamente" dopo il successo parigino in doppio ottenuto con Jasmine Paolini: "Una cosa del genere ti riempie talmente tanto che dopo Parigi sia fisicamente sia mentalmente mi sentivo ko, svuotata - disse Sara dopo la vittoria all'esordio contro Bucsa - Quando raggiungi un tuo sogno e provi emozioni così forti, ritrovare poi delle motivazioni e le energie non è semplice". E seppur meno preciso nel rintracciarne le cause, anche Carlos Alcaraz disse di "non sentirsi a posto mentalmente" dopo la sconfitta in tre set rimediata da Van De Zandschulp al suo secondo match newyorkese. Un precedente è un caso, due possono indicare una coincidenza, il terzo, quello di Nole, fa pensare a un indizio.
Alexei Popyrin just claimed the biggest win of his career! pic.twitter.com/iYcCxnWmfX
— US Open Tennis (@usopen) August 31, 2024
A stunning storyline. pic.twitter.com/v83MmADDfh
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"La vita va avanti", chiosò Djokovic nel corso della sua ultima conferenza stampa. Così come il circuito, e i due ranking che vanno ora cristallizzandosi quando mancano tre turni alla fine dell'ultimo Slam stagionale. Se la sconfitta del serbo aveva già avuto come conseguenza quella di far perdere lui 1.900 punti in classifica, il percorso maturato durante il torneo da rivali quali Alex De Minaur, Taylor Fritz e Grigor Dimitrov, pone ora la qualificazione del serbo alle prossime Nitto ATP Finals in serio dubbio. La vittoria agli ottavi di De Minaur contro Jordan Thompson è infatti valsa a Demon il sorpasso nei confronti di Nole, ora sceso in ottava posizione, l'ultima disponibile per un posto alla Inalpi Arena di Torino.
Non solo: qualora Taylor Fritz dovesse imporsi ai quarti contro Alexander Zverev, riuscirebbe a mettersi Nole alle spalle mentre Dimitrov, in caso di approdo in semifinale, ridurrebbe lo svantaggio a soli 25 punti. Come se non bastasse, nel calendario di Djokovic fino a fine stagione figurano solo altri due tornei, i due Masters1000 di Shanghai e Bercy, entrambi sul cemento, in cui l'ormai trentasettenne non potrà permettersi alcun passo falso. Pena l'esclusione da un torneo che lo ha visto assente solo una volta (2017) negli ultimi sedici anni. E che in otto edizioni lo ha visto festeggiare anche la chiusura dell'anno da numero uno in classifica. Un traguardo, quest'ultimo, già preclusogli da tempo e che quest'anno sembrerebbe aver trovato in Jannik Sinner il suo legittimo pretendente.