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Dopo i due ritiri negli ultimi due tornei, i problemi al ginocchio sinistro non consentono a Elisabetta Cocciaretto di competere alla pari con Katerina Siniakova
01 settembre 2026
Ha fatto tutto il possibile, ha onorato l'impegno e il torneo. Ma non ha potuto fare molto altro, Elisabetta Cocciaretto. La marchigiana, numero 67 del mondo, con il ginocchio sinistro pesantemente fasciato, ha potuto opporre una limitata resistenza contro la ceca Katerina Siniakova, numero 42 WTA, che ha chiuso 63 62 e colto la prima vittoria in singolare in quattro anni allo US Open, l'ultimo Slam della stagione trasmesso in diretta e in chiaro su SuperTennis.
Cocciaretto ha fatto visibilmente fatica a spingere al servizio. Per di più non le è stato certo facile fronteggiare un'avversaria capace di accelerazioni improvvise e profonde e di spostarla rapidamente con il rovescio, tanto in diagonale quanto in lungolinea.
Non giudicabile la partita di Cocciaretto, sconfitta per la terza volta in quattro confronti diretti. L'azzurra ha fatto suo il primo, sulla terra di Budapest nel 2022, ma nel 2023 ha perso sia sul cemento di Merida che sull'erba di Bad Homburg. "Katerina una grandissima giocatrice, fortissima in singolare estraordinaria. Mi sono allenata molto spesso con lei, cercherò di godermela, di pensare più a come giocare che al risultato" diceva alla vigilia. Ci ha provato, ma la condizione fisica non le ha consentito di applicare fino in fondo questo suo proposito.
Siniakova, numero 1 del mondo in doppio, in questa specialità ha trionfato a New York nel 2022 insieme a Barbora Krejcikova: insieme sono diventate la seconda coppia a realizzare il Career Golden Slam, ovvero a vincere almeno una volta tutti i major e l'oro olimpico.
Oggi ha festeggiato il passaggio del turno come la sua attuale partner di doppio, Taylor Townsend, che si sta prendendo anche in singolare non poche rivincite anche contro la Federazione statunitense che nel 2012, quando era numero 1 junior, le negò la wild card per lo US Open a causa del suo peso, giudicato eccessivo.