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Cobolli, ‘remuntada’ di cattiveria: “Tanta tensione. Sull’1-1 del 3° set il game della rinascita”

Per la prima volta in carriera il tennista romano ha recuperato uno svantaggio di due set: “Lo stadio è molto rumoroso, all’inizio mi sentivo frastornato. Sono contento della mia reazione”

| 01 settembre 2026

La gioia di Flavio Cobolli allo US Open 2026 (Getty Images)

La gioia di Flavio Cobolli allo US Open 2026 (Getty Images)

La ‘main conference room’, un onore riservato solo ai grandi protagonisti del torneo. Flavio Cobolli oramai è di casa in questi contesti; merito dei risultati del campo, ovviamente, del ranking, ma anche di una spiccata personalità e una simpatia contagiosa che ha conquistato anche gli appassionati (e una cronista... per dettagli leggere fino in fondo) newyorkesi. Per la prima volta in carriera il tennista romano ha recuperato uno svantaggio di due set, per la terza volta consecutiva ha staccato il pass per il secondo turno agli US Open.

Iniziare il torneo non è mai facile, c’è tanta pressione – ha dichiarato analizzando i cinque set giocati con Francisco Comesana -. Inoltre oggi ho giocato contro un avversario straordinario, sempre difficile da affrontare, con una mano incredibile che sa usare molto bene. Abbiamo avuto scambi lunghi, lui risponde e serve molto bene. Inizio partita è stato davvero complicato, anche perché abbiamo giocato sull’Armstrong, che è molto grande e molto rumoroso. Sono contento della prestazione, penso di aver fatto una grande partita. Una grande reazione”.I primi due game della partita descrivono perfettamente la forte tensione avvertita da Flavio: “Volevo scrollarmela di dosso – spiega - invece, avendo perso quei primi due game, mi è crollato un po’ tutto addosso. Sapevo che sarebbe stata una partita molto difficile contro Francesco, quindi sono contento di come sono riuscito a reagire”.

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A inizio terzo set il momento della svolta: “Ho giocato un grande game sull’1 pari – spiega - , in quel momento ho annullato due palle break, e un colpo in particolare mi ha fatto sentire più a mio agio. In quel momento non avevo nulla da perdere, ho dato tutto. Quel momento ha significato molto per la partita; più che nervoso, ero un po’ frastornato, scosso da quei due brutti set. Avevo tanti pensieri nella testa ma quel momento mi ha aiutato a cambiare le cose. Non so se, senza quel momento, sarei poi riuscito a vincere. Mi è andata molto bene in quella circostanza e credo che sia stata un po’ la chiave della mia rinascita oggi”.

Cobolli ha sottolineato spesso le difficoltà di giocare in uno stadio, il Louis Armstrong, particolarmente rumoroso: “Come ho detto anche al mio team – spiega - , ho giocato qui l’anno scorso con Musetti, ma non ricordavo questo chiasso durante la partita. Questa cosa non aiuta noi giocatori; siamo sempre abituati, tutto l’anno, ad avere un ambiente molto rispettoso... non che qui non lo sia, è proprio una loro cultura, e ci sono regole diverse. Essendo abituati al silenzio, qui ti trovi a giocare con un chiasso enorme. Non avevo buone sensazioni e facevo fatica anche nella percezione della palla”.

La settimana di musica ed esibizioni che apre i cancelli di Flushing Meadows, e lo spettacolo del doppio misto; Flavio è stato uno dei grandi protagonisti dell’immediata vigilia di questo primo turno di main draw. La popolarità e lo status del tennista azzurro hanno calamitato anche l’attenzione degli americani: “Mi piace stare su questo tipo di palcoscenico e giocare eventi con giocatori incredibili, leggende del nostro sport, come Serena e Carlos – ha spiegato - . È sempre una grande sensazione giocare nello stadio più grande del mondo, davanti a tutto questo pubblico, con lo stadio esaurito. Sento la pressione, ma è qualcosa che voglio usare come un’amica”.

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Una cronista americana è particolarmente generosa nei confronti di Flavio; prima complimentandosi per il suo inglese poi dispensando qualche consiglio turistico: “'Ti consiglio il Metropolitan Museum' - gli suggerisce - ; Credo che i musei non facciano per me - risponde lui sorridendo - . C’è la mia ragazza qui, cercheremo di vedere insieme cose che non abbiamo mai visto prima. È un anno speciale per me, c’era anche mia madre, c’è mio fratello, ho tutta la famiglia. Cercherò di ritagliarmi qualche momento con la mia ragazza per vedere un po’ di New York, che è una città che amiamo molto. L’inglese? Non è perfetto – ha concluso - , ma cerco di parlare con i giocatori, di chiacchierare di più con tutti, anche nello spogliatoio. Sascha, in questo, mi aiutando molto”.

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