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US Open: Cobolli sfida Blockx con nuove certezze. Ora live su SuperTennis

Flavio Cobolli giocherà per la terza volta contro il 21enne, il più giovane belga al terzo turno di uno Slam dal 2001. Tenuta atletica e livello di gioco gli permettono di guardare al prossimo match con ottimismo. Anche se la pressione aumenta. "Deve diventare mia amica" ha detto

| 05 settembre 2026

Flavio Cobolli in azione col dritto allo US Open (Getty Images)

Flavio Cobolli in azione col dritto allo US Open (Getty Images)

Ogni passo avanti è un passo in meno. Ogni vittoria un traguardo che avvicina al grande obiettivo fissato a inizio anno, ovvero la qualificazione alle Nitto ATP Finals. Con il cartello dell'arrivo sempre più vicino, con la matematica che gli garantirebbe la matematica certezza dopo la finale dello US Open se dovesse conquistare il suo primo titolo Slam, il numero 6 del mondo Flavio Cobolli deve convivere con la pressione.

 "In campo non la sento, lì mi sento più Flavio. Mi piace competere, mi piace fare questa guerra in campo. Ma a volte sento un po’ di pressione fuori dal campo, per quello che ho fatto quest’anno e che voglio ottenere in futuro. So che c'è, ma non deve portarmi via energie: deve essere come un’amica" ha detto dopo la vittoria contro l'australiano Tristan Schoolkate.

Il prossimo passo lo vedrà di fronte per la terza volta in pochi mesi Alexander Blockx (34 ATP), il più giovane belga al terzo turno di uno Slam dallo US Open 2001 quando ci arrivò Xavier Malisse, 21enne allora come lui oggi. Blockx l'ha battuto a Monte-Carlo, il romano si è preso la rivincita poche settimane fa, a Cincinnati.

Arrivato al terzo turno per la terza volta nelle prime tre partecipazioni allo US Open, come riuscito solo a Djokovic (2005-07), Wawrinka (2005-07), Shapovalov (2017-19) Alcaraz (2021-23) e Draper (2022-24) tra i giocatori in attività, Cobolli insegue il primo ottavo di finale a New York.

A questa sfida arriva forte delle certezze sulla sua tenuta atletica, dopo la prima rimonta in carriera da sotto di due set, e sul suo tennis. Vedere per credere il pallonetto con la palla colpita in mezzo alle gambe, con la fronte alla rete, atterrato sulla riga nel turno precedente. "Penso di non averlo mai provato in partita prima. L'avrò giocato un paio di volte in allenamento, ma è meglio che non vi dica come era andata" ha scherzato con i giornalisti.

I numeri da prestigiatore della racchetta restano il ricamo vezzoso su un tennis consistente ed efficiente. Lo alimentano colpi profondi e un servizio che esegue con sempre maggiore fluidità anche in kick.

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La profondità dei colpi gli sarà particolarmente utile, anche alla luce dei due precedenti, contro Blockx. Come Cobolli, figlio dell'ex numero 236 ATP Stefano che lo allena da sempre, anche il belga è cresciuto in una famiglia di sportivi. Suo padre Oleg era un ostacolista professionista, sua madre Natalia una nuotatrice.

Se però il romano al tennis è arrivato per matura consapevolezza dopo i primi anni da calciatore nelle giovanili della Roma, periodo in cui si è formata la fraterna amicizia con il centrocampista Edoardo Bove, quello di Blockx è un feeling più casuale. Il 21enne di Anversa si avvicina al tennis a quattro anni, un giorno in cui suo padre lo porta con sé insieme al figlio maggiore, Maxime, che doveva allenarsi con il coach Philippe Cassiers. Nessuno avrebbe  potuto pensare che Cassiers sarebbe poi diventato l'allenatore di Alexander Blockx per 16 anni.

Molto promettente fin dalle manifestazioni Under 21, Blockx ha avuto un'ottima carriera da junior. Nel 2023 è diventato numero 1 del mondo nella classifica ITF Under 18 anche grazie al titolo all'Australian Open, primo successo per un belga in uno Slam Under 18 dal 2012, in finale su Learner Tien. Lo stesso Tien l'ha battuto nel match per il titolo alle Next Gen ATP Finals 2025.

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Vincitore di quattro titoli Challenger, nel 2025 ha vinto la sua prima partita nel circuito ATP, al primo turno del Masters 1000 di Cincinnati. Negli ultimi 12 mesi, poi, è cambiato tutto. Spiccano la prima finale ATP a Estoril, che l'ha spinto verso il best ranking di numero 34, e l'exploit a Madrid, dove ha raggiunto il primo quarto di finale e la prima semifinale in un Masters 1000

In campo mantiene un atteggiamento all'apparenza sempre molto composto, calmo. Nelle rare occasioni in cui sente la tensione, la fa scivolare via cantando qualche canzone nella mente, magari semplicemente quella che ascoltava prima di entrare in campo. E' questa la più grande differenza rispetto a Cobolli. Passerà anche da qui, dalla sfida della mente, la strada per la vittoria.

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