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Berrettini, giornata storta: “Non vedevo la palla, non la sentivo. È una sconfitta che brucia”

Il tennista romano lotta e soffre per quasi 3 ore e mezza e cede in 4 set ad un solido Navone. A fine match 77 errori gratuiti e oltre 50 di dritto

| 03 settembre 2026

US Open 2026, il rovescio di Matteo Berrettini (Foto USTA)

US Open 2026, il rovescio di Matteo Berrettini (Foto USTA)

Una sofferenza lunga 209 minuti. Matteo Berrettini è uscito dal campo con il capo basso, la sconfitta nel secondo turno degli US Open 2026 è dolorosa. E quando entra nella sala conferenze numero 2 del BJK National Tennis Center la delusione è ancora stampata sul suo volto. Troppi errori e un livello troppo basso di energia per piegare un ottimo Mariano Navone che, dopo lo scalpo di Novak Djokovic, si è ripetuto centrando per la prima volta in carriera il terzo turno a New York.

Sicuramente l’atteggiamento non è stato buono e purtroppo giornate così capitano – ha dichiarato l’azzurro - . Con i se e con i ma sarebbe facile ma semplicemente è stata una partita storta, in una giornata storta. Devo fare ovviamente i complimenti a lui: ha giocato, soprattutto dal secondo set in poi, molto bene, molto solido, ha mosso la palla molto bene. Io non sono riuscito a esprimermi né di gioco, né di punti, né di atteggiamento. Mi dispiace, ma bisogna accettarlo”.

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Nel corso del match Matteo ha lamentato più volte una scarsa visibilità della palla: “Io non vedevo bene, ma non mi piace attaccarmi a scuse o cose del genere. Giocavo con fatica e mi sentivo sempre un pochino in ritardo – ha spiegato - . Sicuramente oggi le condizioni erano diverse: la palla andava meno rispetto all’altro giorno, c’era più umidità. Però sappiamo che il tennis e il tennista in generale devono sapersi adattare a tutte le condizioni, e io oggi non l’ho fatto bene quanto lui: e infatti ho perso”.

77 errori non forzati, 54 con il dritto contro 44 vincenti; troppo poco per scardinare il solido muro alzato sul campo numero 12 dal tennista argentino: “Immaginavo fossero davvero tanti – ha detto - ; non vedevo la palla, vorrei dirvi un altro motivo, ma sentivo proprio che mi mancava la distanza: ero sempre sfasato. Alcune volte mi sentivo troppo attaccato, altre troppo lontano; non riuscivo a spingere bene. Ma quello è il mio gioco, alcune volte ha funzionato, altre meno. Soprattutto contro un giocatore come lui, quell’arma nello scambio, con cui riesco a cambiare ritmo e a prendere campo, è fondamentale, e non sono riuscito a farlo”. 

“Sarà difficile da digerire questa sconfitta – aggiunge - , però l’ho fatto altre volte: non è il mio primo torneo e non è la mia prima sconfitta che brucia. La verità è che non mi sentivo tanto bene neanche quando ero sopra, a inizio match. Sentivo che il feeling non era buonissimo. Poi, quando mi sono ritrovato sotto nel punteggio, si è scatenato un po’ tutto. Non sono riuscito a tenere botta. Ci sono giornate in cui è veramente più difficile fare tutto e giornate in cui è difficile reagire. Ci ho provato: ho provato a stare zitto, ad arrabbiarmi, a parlare, però non ha funzionato. Devo dire che è stato bravo anche lui a non concedermi tantissimo. Un paio di cose sicuramente le potevo fare meglio, ho giocato un paio di palle break in maniera inguardabile, però lo sport, purtroppo o per fortuna, si decide sugli episodi e su come uno affronta le difficoltà. Oggi lui è stato più bravo di me”.

Matteo Berrettini in azione allo US Open (Getty Images)

Matteo Berrettini in azione allo US Open (Getty Images)

Pur in una giornata storta, il match contro un ottimo Navone si è deciso su pochissimi punti: “Questo me lo devo concedere - ha concluso - . Sono riuscito a tirare fuori tutto quello che c’era oggi, che evidentemente non era abbastanza per vincere. Però, alla fine, in qualche modo riesco sempre a lottare fino alla fine. Mi sarebbe piaciuto godermi questa partita in maniera diversa, stare in campo in maniera diversa. Però devo guardare al percorso di quest’anno, da dove sono partito, ai mesi difficili che ho passato. Adesso mi prenderò qualche giorno per smaltire e recuperare, poi penseremo al prossimo torneo”.

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