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Musetti extralusso, primo quarto di finale agli AO: “Orgoglioso di me stesso”

Il carrarino domina Taylor Fritz e per la prima volta raggiunge i last 8 a Melbourne, completando così il suo personale Slam. Ora Djokovic: “Ad Atene siamo stati vicinissimi, spero di prendermi una rivincita"

di | 26 gennaio 2026

Un primo piano di Lorenzo Musetti (foto Getty Images)

Un primo piano di Lorenzo Musetti (foto Getty Images)

Jim Courier, che pure di tennis qualcosa ne sa, e di tennisti forti in carriera ne ha visti da ogni angolazione, si congratula con il talento azzurro e lo fa con grande trasporto. Il grande ex numero uno statunitense, che ha condotto l’intervista a caldo a fine match, parla della prestazione di Lorenzo Musetti, contro Taylor Fritz, con lucidità e ammirazione. Il gioco dell’azzurro è stato al tempo stesso brillante, solido, cinico… totale: “Sono molto orgoglioso di me stesso e sono davvero felice di essere nei quarti qui per la prima volta - spiega Musetti nel corso della conferenza stampa post match -. È stata una prestazione solida, avevamo preparato bene la partita; credo di aver fatto tutto quello che dovevo fare per battere Taylor e di averlo fatto nel migliore dei modi. Sono arrivato qui con una mentalità diversa, inoltre oggi il mio servizio ha funzionato benissimo; credo di poter dire che sia stata una delle migliori performance a livello di ace della mia carriera (13, ndr). Ho preso consapevolezza dei miei mezzi, la partita vinta contro Machac, in modo particolare, è la dimostrazione del salto di qualità fatto. Forse proprio quella vittoria mi ha portato a giocare in questo modo oggi: con tanta sicurezza e tanto coraggio”.

Lo dicono i numeri e il body language: Musetti sta affrontando questo Australian Open con un piglio diverso. “C’è stato un cambio di mentalità - spiega - ; lo scorso anno prima dello US Open non mi sentivo molto bene, ma sono riuscito a gestire tre sconfitte al primo turno di Washington, Toronto e Cincinnati e ho trovato una strada a New York. Ho provato a essere più aggressivo a partire dal servizio e da quel momento mi sono sentito più fiducioso su questo tipo di superficie e in queste condizioni. Il punto di svolta credo sia stato più o meno lì".

I miglioramenti mentali sono stati accompagnati anche da un evidente miglioramento fisico e di resistenza: “Sicuramente è stato fatto un passo avanti anche in quello - conferma - , grazie alle esperienze fatte, nel gestire certe situazioni al di fuori del campo, cercando di sprecare meno energie possibili. Uno Slam è molto lungo, specialmente se si va in fondo, e più energie si sprecano e meno energie si avranno quando poi si va in campo. Il fatto di aver già giocato due semifinali e un quarto agli US Open mi ha portato ad avere una mia routine che mi aiuta a sentirmi meglio fisicamente e mentalmente. Magari nel corpo c’è stanchezza, ma la consapevolezza di aver fatto tutte le cose nel modo che reputo giusto, mi dà una certa sicurezza anche a livello fisico”.

IL RACCONTO DEL MATCH

Lorenzo Musetti intervistato da Jim Courier all'Australian Open (Getty Images)

Lorenzo Musetti intervistato da Jim Courier all'Australian Open (Getty Images)

Nel suo primo quarto di finale australiano affronterà proprio il giocatore che, più di ogni altro, questo torneo lo ha dominato, Novak Djokovic: “Giocare contro Nole è sempre una sfida, soprattutto qui, dove ha vinto tantissime volte - spiega l'azzurro - . Conosce molto bene queste condizioni, e conosce alla perfezione tutte le situazioni possibili. Ci conosciamo bene, abbiamo giocato molte partite, spero di prendermi la rivincita perché l’ultima volta siamo stati davvero, davvero vicini. Sento di avere un’altra possibilità ora".

Lorenzo e Nole si sono già affrontati in 10 occasioni (9 a 1 il bilancio in favore del serbo), l’ultima volta è stata pochi mesi fa nella finale di Atene: “E' stata una partita davvero combattuta - ricorda - . Credo di aver avuto le mie chance, ma non sono stato cinico, non sono stato abbastanza freddo per batterlo.  Il pensiero che ho e la mentalità che devo portare in campo nel prossimo match contro Nole sono probabilmente questi: provare ad andare in campo per vincere la partita e non solo per giocarla". 

Le due difficoltà maggiori nell’affrontare una leggenda del nostro sport? “Una, sicuramente, è affrontare il suo carattere, il suo status di giocatore e di campione, così com’è. La seconda è il modo in cui a volte riesce a girare le situazioni difficili, alzando il suo livello e non uscendo mai dalla partita". 

Il tennista azzurro, alla prima apparizione da pro sulla ‘Rod Laver Arena’, ricorda le dolci giornate che gli hanno regalato il successo del torneo junior nel 2019: “Penso che oggi sia stata una prestazione davvero speciale anche perché era la prima partita su questo palcoscenico - conclude -. Ho grandi ricordi perché qui ho alzato il trofeo: ieri, per esempio, mi sono allenato indoor all’NTC e, passando dalla palestra, ho rivisto la galleria dei campioni junior e ho rivisto la mia foto. È bello guardarsi indietro, perché si vede quanta strada e quanti sacrifici sono stati fatti e, soprattutto, si vede la faccia di un Lorenzo bambino, ragazzo, con degli occhi che sognano di stare dove sono adesso. Questo è sicuramente il bello: infatti, ogni volta che vedo quella foto mi dà una spinta maggiore per cercare di sollevare anche l'altro trofeo, quello dei pro. Speriamo che un giorno possa accadere”.

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