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Berrettini: “Orgoglioso del lavoro che sto facendo. Appassionato di questo sport come mai prima d’ora”

"Nella moia testa c'è sempre la convizione che a Wimbledon posso far bene", ha detto Matteo, al rientro dopo l'infortunio rimediato nei quarti a Parigi

di | 28 giugno 2026

Un bel primo piano di Matteo Berrettini (foto Getty Images)

Un bel primo piano di Matteo Berrettini (foto Getty Images)

E' pronto per il suo Slam preferito Matteo Berrettini, che a Wimbledon ha giocato una storica finale nel 2021, persa in quattro set contro Djokovic. Il 30enne romano è al rientro nel circuito dopo il problema agli addominali che lo aveva costretto al ritiro a metà del secondo set nella sfida dei quarti al Roland Garros contro Arnaldi. "Gli infortuni sono sempre stati parte della mia carriera - ha detto Matteo nell'intervista pre-torneo -. Quello che è successo a Parigi mi ha ovviamente rattristato perché non ho potuto finire il match, i quarti di finale, ma allo stesso tempo è stato positivo il fatto che l’infortunio sia arrivato dopo cinque partite giocate al massimo livello, dopo tante ore passate in campo, e questo non succedeva da tanto. Questo tipo di infortunio è stato più facile da digerire, per fortuna non è stato niente di troppo serio ed è per questo che sono qui. Ci sono diversi tipi di infortuni e diversi modi di affrontarli; nel tour tanti giocatori si fanno male e hanno bisogno di tempo per tornare, fa parte di quello che facciamo. È uno sport individuale, quindi è davvero importante tornare quando sei al 100%, altrimenti rischi di avere altri problemi".

Berrettini - che debutterà martedì contro l'elvetico Stan Wawrinka, al suo ultimo anno sul tour - non si nasconde: "L’ambizione non cesserà mai - ha aggiunto parlando degli obiettivi nel torneo - anche nelle situazioni più complesse. E mi viene da pensare a Wimbledon 2023, in cui praticamente non mi ero allenato ed ero riuscito ad arrivare non so come al quarto turno. Nella mia testa c’è sempre il pensiero che io possa far bene.  Come successo anche a Parigi, arrivavo da un momento complicato e poi sono riuscito a tirar fuori un torneo importante. Da quel punto di vista ci credo sempre, però so anche che questo sport ci ha dimostrato negli ultimi mesi, negli ultimi anni, che ogni partita è una lotta furibonda. Quello che posso dire è che sono veramente felice di come sto, di come mi sto allenando, di come sto approcciando il torneo. Sono anche contento del primo turno che mi aspetta; è emozionante, su un campo molto importante per me e per il tennis in generale, ne sono felice. E’ una cosa bella, sono anche carico per provare a fare bene. Ovvio, mi sarebbe piaciuto giocare un paio di tornei, un paio di partite di avvicinamento, ma allo stesso tempo ho la fortuna che sull’erba riesco ad adattarmi velocemente. Mi adatto abbastanza bene alle condizioni e poi ci sono i ricordi buoni del passato. Ho sempre detto che il mio gioco si incastra bene con il tennis sull’erba".

Matteo Berrettini in allenamento a Wimbledon (foto Getty Images)

Matteo Berrettini in allenamento a Wimbledon (foto Getty Images)

Matteo ha parlato anche del momento della sua carriera che sta vivendo: "Sono in uno stage in cui dal punto di vista tennistico mi sento molto maturo: riesco a riconoscermi, a immergermi molto bene in quello che succede durante le partite e durante gli allenamenti. Diciamo, sono meno sorpreso da quello che sta succedendo anche nel tour, dai risultati e da alcune cose che avevo in qualche modo previsto, e questo non perché io sia bravo ma proprio per il fatto che sono da tanti anni nel circuito. Allo stesso tempo mi sto allenando, mi sto divertendo e mi sono appassionato allo sport come mai prima d’ora. Prima c’era la passione ovviamente, però era più voglia di arrivare, di farcela e di essere il meglio possibile. Invece ora ho capito che farlo in un certo modo mi rende pieno e mi rende vivo. È proprio per questo che, secondo me, riesco a uscire da alcune difficoltà perché mi attacco proprio all’amore dello sport e non solo al singolo risultato".

Alla base della versione ultima di Berrettini c'è l'aspetto mentale: "Lavoro con uno psicologo dello sport da quattro anni. Prima di quello, da quando avevo 17 anni, lavoravo con un mental coach. Ho sempre creduto che la parte mentale nel tennis fosse molto importante anche se ovviamente dipende dalla fase della vita in cui ti trovi. All’inizio era più come avere un amico con cui parlare, qualcuno che mi aiutasse a superare gli esami di scuola, il rapporto con i miei genitori e a cercare di avere un programma che mi permettesse anche di divertirmi ed essere il ragazzo che ero. Non credo che a 17 anni si debba avere qualcuno che ti fa sentire che questo è tutto quello che hai nella vita, perché siamo molto di più che semplici tennisti. È stato davvero importante per me lavorare con persone di questo tipo. Allo stesso tempo, devo dire che le persone che ho attorno nella mia squadra, gli allenatori, i preparatori atletici, mio fratello, la mia famiglia… sono fondamentali. È importante che tutti cerchino di creare il miglior ambiente possibile, soprattutto in tornei come questo e nelle settimane precedenti".

Infine il romano ha tracciato un bilancio sulla prima parte della stagione: "È stata un po’ un ottovolante, ma non mi sorprende perché è così che funziona il tennis. Ci sono tanti alti e bassi e momenti in cui ti chiedi se stai facendo le cose giuste; ho fatto una grande preparazione e non giocare in Australia è stato un duro colpo, perché mi ero preparato bene, stavo giocando bene, ero felice di essere lì, e mentalmente non è stato facile. Trovare un modo per superare tutto questo è stato molto importante e penso che il lavoro fatto nei mesi precedenti, insieme ai buoni risultati di Parigi, sia stato fondamentale. Sono molto orgoglioso del lavoro che sto facendo e molto orgoglioso del lavoro che il mio team sta facendo per me e dell’aiuto che mi danno ogni giorno. Nei giorni in cui mi sento così così, gestiscono il fatto che a volte avere sempre la stessa energia magari non è la cosa giusta, perché alcuni giorni sono pronto a dare il 20%, altri giorni voglio dare il 200%. Mi conoscono e questo è davvero molto importante".

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