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Grinta Dimitrov: “Obiettivi? Quando hai una racchetta in mano tutto è possibile…”

Alla vigilia dello Slam british il bulgaro era anche pronto a giocare le qualificazioni se non avessero accolto la sua richiesta di wild card: ora, dopo il successo al quinto set su Berrettini, è di nuovo negli ottavi. Ed è di nuovo innamorato del tennis

di | 05 luglio 2026

Tutta la soddisfazione di Grigor Dimitrov (foto Getty Images)

Tutta la soddisfazione di Grigor Dimitrov (foto Getty Images)

Wimbledon sta restituendo a Grigor Dimitrov, semifinalista su questi prati nell’edizione del 2014, quanto gli aveva tolto dodici mesi fa con il brutto infortunio negli ottavi contro Sinner (quando era avanti due set a zero). Dopo la grande battaglia vinta in cinque set contro Matteo Berrettini, al 35enne di Haskovo si è aperta un’interessante prospettiva visto che stavolta negli ottavi dall’altra parte della rete non ci sarà il numero uno nel mondo (il re-match sarebbe possibile solo in finale) bensì il britannico Arthur Fery, n.114 del ranking, anche lui wild card come il bulgaro (Grisha è n.146, ma è arrivato fino al n.2 nel 2017).

Alla vigilia dello Slam british non aveva nemmeno la certezza di partecipare al main draw. Fuori dalla top 100, ha avuto bisogno di un invito dall’All England Club e si era persino preparato all’eventualità di disputare le qualificazioni. Ora il suo orizzonte è radicalmente cambiato. “Credo nel destino: nelle ultime tre partite hanno chiuso il tetto…. Insomma, sì, credo sempre nel destino, ma in questo momento cerco solo di vivere l’attimo - ha detto Dimitrov in conferenza stampa -. È l’unica cosa che cerco di fare ogni giorno che scendo in campo. Il risultato, anche se può sembrare un luogo comune, passa in secondo piano: l’importante per me è che mi sto innamorando di nuovo del tennis e di tutto ciò che ruota attorno a questo sport, dopo tutto quello che ho vissuto negli ultimi dodici mesi. Ora vado semplicemente avanti giorno per giorno. Sono soddisfatto per come sto gestendo tutta questa situazione. Anche se oggi avessi perso, mi sarei sentito comunque orgoglioso perché consapevole di aver dato tutto quello che avevo. C’è una linea molto sottile tra la vittoria e la sconfitta. Quando vinci analizzi i piccoli dettagli che hai fatto bene; quando perdi vedi solo i grandi errori. Bisogna trovare un equilibrio tra le due cose”.

Con Berrettini è stata un’autentica battaglia, decisa da pochi punti: “E’ stata una serata pazzesca, con un’atmosfera incredibile. Pensavo che la partita sarebbe filata un po’ più liscia dopo i primi due set - spiega -. Ma devo dare molto merito a Matteo. Non ha smesso di lottare, non ha perso la fiducia e non ha perso il servizio per un bel po’. Quello era un grosso problema. Nel terzo e nel quarto set non potevo fare granché perché lui stava giocando meglio, ma c’era sempre una vocina nella mia testa che mi diceva che forse avrei avuto un’occasione nel quinto: un let, una risposta, un suo servizio sbagliato… A poco a poco costruisci quella forza mentale e, quando sono arrivati quei momenti decisivi, sono riuscito a sfruttarla. È questo ha fatto la differenza”.

Nel 2001 a vincere Wimbledon è stato Goran Ivanisevic, che aveva ottenuto una wild card da n.125 del ranking, Dimitrov è n.146…: “Quando hai una racchetta in mano, tutto è possibile - si sbilancia -. È una storia fantastica, vero? Non voglio correre troppo con le conclusioni. Ma davvero... sono semplicemente orgoglioso di riuscire a gestire la situazione proprio come sto facendo in questo momento”.

Un recupero di diritto in allungo di Grigor Dimitrov (foto Getty Images)

Un recupero di diritto in allungo di Grigor Dimitrov (foto Getty Images)

Intanto al prossimo turno c’è la sfida tra wild card con Fery che vale un posto nei quarti: “Non sarà una partita facile - sottolinea -. L’ho visto giocare: è un grande competitore, gioca in casa. Insomma, seconda settimana, Wimbledon, campo importante. Lo capisco perfettamente. Affronterò questa partita come tutte le altre. Da parte mia non è cambiato nulla. Mi concentrerò semplicemente sulla mia parte della rete e su ciò che voglio fare. Cercherò di trovare un modo per superare la partita. Per me sarà così. Sono sicuro che saremo entrambi pronti per il match”.

A 35 anni la gran parte della carriera tennistica è oramai alle spalle, ma la voglia di togliersi qualche altra soddisfazione c’è ancora: “Jamie [Delgado] mi semplifica sempre molto le cose. Penso che sia bravissimo a gestire l’intera squadra, me compreso. Abbiamo un'idea molto chiara di ciò che vogliamo fare - spiega -. Non so per quanti anni ancora giocherò, nessuno lo sa, ma era ora o mai più di dare quell'ultimo grande slancio alla mia carriera. Lui mi aiuta a gestire questi momenti e io continuo a credere in me stesso. La mia carriera è stata un po’ folle, con molti alti e bassi, ma ho anche vissuto momenti incredibili che ricorderò per sempre. Finché continuerò a giocare, voglio continuare a regalarmi quei momenti. Gioco per amore del tennis, per la mia famiglia, per i miei tifosi, per tutte le persone che mi sono state vicine, specialmente durante i mesi più difficili. È in quei momenti che scopri chi ti sta davvero accanto ed è per questo che ne sarò sempre grato”.

Grigor Dimitrov festeggia saltando la rete (foto Getty Images)

Grigor Dimitrov festeggia saltando la rete (foto Getty Images)

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