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AO, Rybakina ferma Swiatek: “Sono ancora nel mood positivo di fine 2025”

La kazaka (n.5) supera in due set Swiatek (n.2) e torna in semifinale a Melbourne dopo tre anni. Giovedì affronterà Pegula (n.6), che ha vinto il derby con Anisimova (n.4)

di | 28 gennaio 2026

Elena Rybakina ringrazia il pubblico (foto Getty Images)

Elena Rybakina ringrazia il pubblico (foto Getty Images)

A tre anni dalla finale Down Under rieccola di nuovo al penultimo atto, confermando quanto di buono fatto vedere nel finale di 2025. Elena Rybakina torna in semifinale all’Australian Open (montepremi complessivo record di 111,5 milioni di dollari australiani) che si sta avviando alle battute conclusive sui campi in cemento di Melbourne Park, che ospita il torneo dal 1988. Nei quarti la kazaka, n.5 del ranking e del seeding, ha eliminato per 75 61, in un’ora e 35 minuti, la polacca Iga Swiatek, n.2 WTA e seconda testa di serie, vincendo otto degli ultimi nove game e pareggiando il computo dei precedenti con la ex numero uno del mondo.

“Sono davvero contenta della vittoria - ha detto Rybakina nell'intervista in campo -. Ci conosciamo abbastanza bene e ho cercato di rimanere aggressiva. Nel primo set, la prima di servizio non funzionava per nessuna delle due, quindi abbiamo cercato di entrare in campo sulla seconda dell’altra e di metterci sotto pressione a vicenda. Nel secondo set ho iniziato a giocare più liberamente, a servire meglio e sono davvero soddisfatta di essere in semifinale”.

II saluto a fine match tra Swiatek e Rybakina (foto Getty Images)

II saluto a fine match tra Swiatek e Rybakina (foto Getty Images)

“Penso che nella scorsa stagione, negli ultimi tornei che ho giocato, ho acquisito un bel po' di fiducia grazie a partite difficili - ha poi aggiunto la kazaka in conferenza stampa -. Naturalmente, questo è qualcosa che ho cercato di portare con me anche quest'anno. Ci sono ancora molte cose da migliorare, su cui lavorare, ma la cosa più importante è che cerco di rimanere aggressiva ogni volta che ho la possibilità di farlo, magari anche rischiando un po'. Come oggi, un paio di colpi erano molto ma molto vicini alla linea, quindi sono contenta che sia andata a mio favore, ma sicuramente la cosa più importante per il mio gioco è rimanere aggressiva”.

Dopo aver perso il primo game della partita, Elena ha ritrovato smalto al servizio in modo sorprendente, nonostante abbia piazzato solo il 49% delle prime: ha cancellato altre tre palle-break consecutive nel terzo gioco ma poi ha perso solo 12 punti negli otto turni di battuta successivi.

Per Rybakina 11 dei suoi 26 vincenti sono stati ace - compreso quello sul match-point - e ha commesso solo 19 errori non forzati, ma 14 di questi sono arrivati nel primo set, dove nove dei dodici game si sono decisi ai vantaggi. Swiatek, al contrario, ha faticato a trovare la stessa costanza: ha realizzato solo 10 vincenti e il numero di gratuiti a fine match è arrivato a 25.

Rybakina ha ottenuto così la sua diciottesima vittoria nelle ultime 19 partite, a partire dallo scorso ottobre, e l'ottava vittoria consecutiva su una giocatrice top ten.

Giovedì la campionessa di Wimbledon 2022 si giocherà un posto in finale con Jessica Pegula, n.6 del ranking e del seeding, che si è aggiudicata per 64 76(1), in un’ora e 35 minuti, il derby a stelle e strisce con Amanda Anisimova, n.4 WTA e quarta testa di serie. In parità, 3-3, il bilancio dei confronti diretti ma la kazaka ha vinto gli ultimi due, il più recente al penultimo atto delle WTA Finals a Riyadh lo scorso novembre.

Da parte sua Swiatek in conferenza stampa ha ammesso che il primo set ha deciso la partita: “Penso che la differenza sia stata di un paio di punti. Penso anche che lei mi abbia dato alcune occasioni con il suo servizio, e a volte le ho sfruttate. A volte era, tipo, 30 pari e, per esempio, ho sbagliato una risposta. Volevo essere aggressiva sulla seconda quindi a volte, sì, ho commesso degli errori. Ma se vuoi fare break, devi approfittare di momenti come quelli. Poi nel secondo set mi è sembrato che il suo ritmo fosse aumentato ancora di più, che fosse più precisa, ed io ho perso un po' di intensità. So cosa devo migliorare, ed è più o meno la stessa cosa che avevo in mente prima del torneo. Quindi non c'è nessuna lezione da imparare - ha continuato -. Continuerò a fare il mio lavoro e spero che nel prossimo torneo riuscirò a sistemare alcune cose, in termini di ciò che voglio fare con il mio gioco”.

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