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Il padel cambia le priorità: così Emily ha fatto cent(r)o

Dopo anni e anni di tennis, Emily Stellato non aveva intenzione di dedicare troppo tempo al padel, ma ha cambiato idea in fretta. Ha capito di avere grandi potenzialità e ci ha visto lungo: oggi è fra le prime 100 del ranking mondiale, e per il padel ha lasciato il lavoro di insegnante di tennis. “Non sono più giovanissima – dice –, ma ci proverò con tutto ciò che ho”

di | 12 luglio 2021

“All’inizio del padel non ne volevo sapere: dopo anni e anni di tennis non mi andava di riprendere a impegnarmi anche nel week-end, senza mai avere un giorno libero”. Un proposito che per Emily Stellato è durato il tempo di una volèe vincente, come le tante che nelle ultime stagioni l’hanno resa in fretta una delle migliori giocatrici italiane. Tanto che di quei fine settimana che puntava a salvaguardare, oggi la 39enne di Sezze (provincia di Latina) ne passa la gran parte sui campi oppure in viaggio, spesso per la Spagna coi tornei del World Padel Tour come destinazione.

“Se ripenso a quel discorso – spiega –, mi accorgo di come nel giro di soli tre anni sia cambiato tutto (ride, ndr). L’impegno nel padel non era previsto, ma il mio lato agonista è venuto fuori: non mi bastava divertirmi giocando con degli amici, avevo sempre più voglia di scoprire fino a dove potessi arrivare”. La risposta? Fra le otto della nazionale che ha appena giocato i Campionati Europei a Marbella, e nelle prime 100 della classifica mondiale del World Padel Tour, al n.95. Tanto da aver appena deciso di lasciare il lavoro di maestra di tennis in un importante club di Milano per accettare una proposta nel mondo del padel, sempre nel capoluogo lombardo.

“Non è stata una decisione facile – spiega l’ex tennista laziale –, perché il tennis è il mio primo amore e rimane lo sport più bello del mondo, insostituibile. Un po’ l’idea di cambiare mi spaventa, ma mi dà anche nuovi stimoli”. Lo slancio per dire sì al nuovo progetto è arrivato dalla possibilità di avere più tempo da dedicare alla sua attività, diventata sempre più fitta da quando si è accorta di avere i mezzi per fare grandi cose. “Sono stata fortunata – precisa – perché anche al Tc Lombardo (dove ha lavorato fino a pochi giorni fa, ndr) fra maestri ci aiutavamo tanto, coprendoci a vicenda. E anche il club mi è sempre venuto incontro. Ma ora questa nuova opportunità lavorativa mi agevolerà ancora di più”.

Avrà più tempo per allenarsi con coach Gustavo Spector, e anche maggiore libertà di programmare un calendario sempre più orientato verso la Spagna, dove insieme alla sua compagna Valentina Tommasi ha trovato una continuità di risultati invidiabile. Negli ultimi tre mesi hanno disputato quattro tappe del World Padel Tour, riuscendo sempre a superare la Pre-Previa e lottando nella Previa con avversarie di alto livello. E a fine maggio nel FIP Rise di Riccione hanno festeggiato il loro primo titolo internazionale. “Abbiamo deciso di puntare forte sull’attività internazionale, dando priorità ai tornei WPT e FIP. Il calendario è davvero fitto: da qui a fine novembre avremo probabilmente una sola settimana libera”.

Ad allenarsi tanto e giocare ancora di più Emily è sempre stata abituata: da giovanissima era una grande promessa, poi è stata numero 364 al mondo in singolare, mentre in doppio ha anche vinto un titolo WTA, nel 2004 a Palermo insieme ad Adriana Serra Zanetti. “Il doppio mi è sempre piaciuto molto – spiega –, per l’aspetto della condivisione. Il singolare è più stressante a livello mentale, mentre nel doppio si è in due, e insieme trova sempre un modo per divertirsi”. Una filosofia trasferita nel padel: lo scorso settembre (dopo la separazione con Erika Zanchetta) Emily ha iniziato a giocare con Valentina Tommasi, trovando un’affinità umana e sportiva che è fra le ragioni dei loro successi.

“Abbiamo sempre creduto nelle nostre possibilità – dice –, e i risultati ci stanno dando ragione. In ogni match giocato, indipendentemente dal risultato, riusciamo sempre a trovare qualcosa di positivo, e questo ci fa crescere. Pensare di vincere con le prime 30 giocatrici del mondo è ancora esagerato, anche se in campo si va sempre per vincere. Ma sicuramente con tutte le altre ce la possiamo giocare”.

Emily Stellato e Valentina Tommasi durante un match dei Campionati Europei di Marbella

I risultati lo confermano: a Marbella hanno sfiorato la semifinale del Campionato europeo a coppie, mancando un match-point dopo una battaglia di tre ore sotto un sole cocente contro le promettenti spagnole Velasco/Canovas, e la scorsa settimana nell’Open di Valencia hanno fatto un mezzo miracolo, vincendo due partite malgrado Emily faticasse a reggersi in piedi.

“Non sono stata bene a causa di una forte gastroenterite – spiega –, e non riuscivo a mangiare. Sono scesa in campo al primo turno con l’idea di ritrarmi dopo pochi game, invece abbiamo combattuto con tutto ciò che avevamo ed è venuto fuori un altro grande torneo. Hanno superato la Pre-Previa, poi hanno lottato per oltre due ore con Sandra Hernández e Alicia Blanco, rispettivamente numero 48 e 52 al mondo. Segno che il livello ormai è quello giusto per ambire alla prima qualificazione per un Cuadro Final. “Dipende da tanti fattori – dice ancora –, ma sentiamo che il nostro momento stia per arrivare. Aspettateci”.

Magari l’occasione buona capiterà a Las Rozas de Madrid, sede del prossimo torneo del World Padel Tour (dal 19 luglio), oppure a Malaga, ai primi di agosto. L’importante è provarci sempre. “Puntavamo a entrare fra le prime 100 del mondo, e ci siamo riuscite grazie alla vittoria a Riccione. Ora il prossimo obiettivo sono le prime 70, che vorremmo raggiungere entro fine anno. In questo momento i risultati dicono che valiamo quel livello, e per noi è già un risultato importantissimo. Ma non ci accontentiamo. Mi spiace solo aver iniziato questo percorso da poco, visto che non sono più giovanissima. Se avessi qualche anno in meno potrei fare le cose ancora più seriamente, magari dedicandomi esclusivamente al padel. A quasi 40 anni, invece, ci sono esigenze e progetti di vita diversi. Ma questo non mi impedirà provarci con tutto ciò che ho”. Fa bene, anche perché fino a qui è andata egregiamente. E il meglio deve ancora venire.


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