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Anche il tennis grida: "Que viva Espana!"

Il trionfo della Roja celebrato dalle stelle del tennis spagnolo: chi da casa, chi dagli spalti del MetLife Stadium

di | 20 luglio 2026

Carlos Alcaraz presenta la Coppa del Mondo FIFA prima del via della finale mondiale (Getty)

Carlos Alcaraz presenta la Coppa del Mondo FIFA prima del via della finale mondiale (Getty)

L'America, almeno per lui, si conferma terra di conquista. E chissà che alla luce del successo spagnolo nella Coppa del Mondo di calcio non possa rivelarsi anche un talismano felice. Dopo i due successi agli US Open, Carlos Alcaraz, assente dai campi dalla primavera e dato ormai prossimo al rientro alle competizioni proprio al via dello swing che porterà il circuito ATP al grande showdown dello Slam newyorkese, ha fatto ieri bella mostra di sé nel corso della cerimonia di apertura della finale al MetLife Stadium di East Rutherford nel New Jersey. L'ex n.1 del mondo ha infatti portato in campo l'ambita coppa per poi prendere posto in tribuna e lasciarsi infine andare ai festeggiamenti per la Roja.

Non è stato il solo, Carlitos, tra i tennisti di ieri e quelli ancora in attività, ad esser coinvolto nell'ultimo atto del Mondiale. Sugli spalti era infatti presente anche il giovane Rafa Jodar: sorriso largo e camiseta d'ordinanza, anche lui a confondersi tra i tanti tifosi spagnoli inebriati dal trionfo.

Non poteva mancare però Rafa Nadal. Il maiorchino non ha mai nascosto la sua passione per il futbol, né il tifo per la casa blanca del Real Madrid, e - dicono gli addetti ai lavori - con l'ostinazione che lo contraddistingue se avesse voluto sarebbe riuscito a costruirsi una carriera più che egregia vista la quota di talento ereditata dai geni paterni (lo zio, Miguel Angel, è stato a lungo un difensore tra le fila del Barcellona e della Nazionale). Al fischio finale di ieri su Twitter è infatti atterrato un video che lo ritrae in casa circondato da familiari e amici festeggiare il secondo titolo vinto dagli uomini di Luis de la Fuente con tanto di "VAMOOOOS!" a corredo di abbracci e salti d'ordinanza. 

La vittoria della Spagna se la ricorderà bene anche Alejandro Davidovich-Fokina. Non tanto per avervi assistito, ma perché giunta a meno di un mese dalla conquista del suo primo titolo in carriera più volte sfiorato e infine afferrato sull'erba di Maiorca. "I sogni si realizzano", ha twittato il n.25 del mondo. E non poteva scegliere didascalia migliore per fissare la sua gioia. 

Puntuale è arrivato anche il messaggio di felicitazione della Real Federacion Espanola di Tennis: "Di nuovo campioni del mondo", twittano felici, mettendo in fila stelle e in un sovrapporsi di immagini in cui la Coppa del Mondo FIFA si staglia sulla sagoma della Coppa Davis, trofeo che però da tre anni risiede in Italia: un peccato di chauvinismo che se da un lato ci vediam costretti ad incassare - vista l'assenza degli Azzurri dalla competizione per la terza edizione consecutiva - dall'altro ci impone però di ricordar loro un'astinenza che in Davis dura da sei anni (2019) e che l'anno scorso proprio l'Italia in quel di Bologna si premurò di prolungare. 

E' lo sport, d'altronde. E allo sfottò è sempre giusto che segua la cavalleria. E allora è doveroso anche rivolgere un pensiero a Paula Badosa, finalista a Iasi in un match rinviato ieri per la pioggia e concluso oggi con l'ennesimo ritiro della ex top10 spagnola. Un dispiacere che speriamo possa essere in parte mitigato dal successo della Roja, alla vigilia di uno swing americano che speriamo possa riportarla in campo integra e pronta a raccogliere soddisfazioni da troppo tempo dimenticate. 

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