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La USTA non ha dubbi: “Gli US Open si giocheranno”

La federtennis americana, dopo la cancellazione di Washington, conferma l’idea della "bolla" sanitaria per giocare a New York lo slam a stelle e strisce: “Creeremo un ambiente controllato e sicuro”. Ma le misure sanitarie si attenuano...

23 luglio 2020

Nonostante la curva epidemiologica dei contagi da Covid-19 negli Stati Uniti sia ancora preoccupante (il numero di persone infette ha superato i 4 milioni) l’USTA professa ottimismo e rilancia l’idea della "bolla" sanitaria per far disputare i due tornei in calendario a Flushing Meadows: il torneo combined che sostituisce Cincinnati dal 22 al 28 agosto e poi gli US Open collocato nelle sue date originali dal 31 agosto al 13 settembre. Dopo la cancellazione dell’Atp di Washington ufficializzato qualche giorno fa (sarebbe dovuto cominciare il 14 agosto) e che ritarda di una settimana la ripresa del circuito maschile fermo da marzo, la federtennis statunitense ha voluto rassicurare il mondo del tennis con un comunicato ufficiale, anche se restano da chiarire le restrizioni di viaggio per i giocatori provenienti dall’Europa che dovrebbero raggiungere gli Stati Uniti.

Seppur dispiaciuti - si legge nella nota - la USTA comprende le motivazioni della cancellazione del Citi Open in questo periodo. Vogliamo lodare Mark Ein (CEO del torneo ndr) e il suo team per la tenacia e la passione, ma rispettiamo la decisione conclusiva presa dal torneo. Vogliamo anche ringraziare i tanti sostenitori del torneo, dal pubblico agli sponsor, e sappiamo che Mark e la sua squadra saranno pronti per accoglierli nel 2021. Questa decisione non avrà alcun impatto sugli US Open o sul Western & Southern Open. La USTA creerà un ambiente controllato e sicuro, in accordo con quanto indicato dallo Stato di New York e conforme agli standard imposti dalla città di New York, per i giocatori e tutti i componenti degli staff che saranno coinvolti in entrambi i tornei per fronteggiare i rischi legati alla salute. Noi basiamo le nostre decisioni nell’organizzazione di questi tornei su principi invalicabili: la sicurezza e la salute per tutti quelli coinvolti, se questi eventi sono nel miglior interesse per lo sport, e se la decisione è finanziariamente percorribile. Siamo fiduciosi nel fatto di restare in linea con questi principi”.



Intanto a proposito di “bolla sanitaria” secondo alcune indiscrezioni pubblicate dai media americani i giocatori sono stati informati che non verranno ospitati nell’albergo dell’aeroporto JFK, come inizialmente sottolineato dalla federtennis statunitense. La USTA aveva pensato di mettere a disposizione dei giocatori tutto l’hotel vietando di alloggiare negli alberghi di Manhattan solitamente utilizzati. Sembrano dunque aver ottenuto effetto le perplessità dei giocatori più forti, impossibilitati dalle nuove misure ad avere per intero il proprio team. Si era quindi pensato alla possibilità di affittare appartamenti e di portare fino a tre membri dello staff. Adesso, però, sembra che ci possano essere ulteriori allentamenti delle norme sugli alloggi (al momento gli alberghi sono due) e del numero di accompagnatori, almeno tre per ciascuno. Chiaro l’intento di evitare che i tennisti più forti disertino l’evento.

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