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Campioni nazionali

Il coach Santopadre: "A wimbledon ci divertiremo"

"Berrettini è più frizzante, sta bene in campo e fuori. E' più leggero anche nelle sconfitte" ci racconta il coach. Nasce così la sua prima finale sull'erba, a Stoccarda, raggiunta senza mai perdere il servizio. E salgono le ambizioni in vista di Wimbledon

di Alessandro Mastroluca | 15 giugno 2019

Qualcosa è cambiato. La quarta finale ATP in carriera, la prima su erba di Matteo Berrettini non arriva per caso. È il risultato di un percorso di maturazione. Già sicuro di ritoccare il best ranking e salire almeno al numero 26, con la possibilità di arrivare numero 21 o 22 in caso di titolo, Berrettini porta in campo il senso di una differente consapevolezza.

 

Ero sicuro che sull'erba potesse esprimersi bene. Non c'è da meravigliarsi” ci dice coach Vincenzo Santopadre, raggiunto al telefono a Stoccarda. “Nasce tutto dall'allenamento, dall'approccio che Matteo deve avere per superare le difficoltà. Il risultato conferma questo percorso e la sua determinazione a continuare a migliorare”.

Dentro l'ossimoro di un cognome che suona come un diminutivo e di una potenza che suggerisce robusta grandezza, Berrettini lavora da top player. A Stoccarda ha dominato Nick Kyrgios, Karen Khachanov e Denis Kudla: tre partite interpretate con l'identica forza tranquilla, la stessa feroce convinzione di portare a casa la vittoria. In 28 game complessivi di battuta, ha perso in totale undici punti con la prima e diciotto con la seconda. Ne ha ceduti nove, in totale, su 50 contro l'australiano, 10 su 47 contro il russo e lo statunitense che aveva eliminato Monfils a suon di rovesci lungolinea.

Contro il tedesco Jan-Lennard Struff, come lui in semifinale senza aver ancora mai perso il servizio, cerca la 22ma vittoria e la terza finale della stagione dopo il titolo a Budapest e la sconfitta a Monaco in due settimane consecutive.

 

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Da Matteo posso aspettarmi tutto” ha aggiunto Santopadre. “Sono contento che stia giocando bene qui. L'anno scorso aveva un approccio diverso all'erba, più tecnico e tattico. Ha investito tanto per migliorarsi e quest'anno gioca su questa superficie con una maggiore sicurezza. Ci si è dedicato molto la scorsa stagione, pur non avendo magari caratteristiche tipicamente da erbivoro. Ma il nostro non è un progetto che si limita alla singola partita o al singolo torneo, va visto su una scadenza più lunga”.

 

Berrettini, che non ha concesso palle break a Stoccarda prima della semifinale, si conferma maturo come le sue spalle larghe, come il tempo di raccogliere dopo aver ben seminato per il ragazzo che legge Dostojevskij e serve come i grandi americani. Lo splendido passante 'no look' che ha aperto il quarto game del secondo set del quarto di finale contro Kudla è il manifesto di un Berrettini più sciolto, più leggero. Più frizzante, sottolinea Santopadre (che segue l'azzurro insieme al tecnico federale Umberto Rianna).
Ai miglioramenti tecnici, notevole la tenuta mostrata dalla parte del rovescio nel corso del torneo, che resteranno e si porterà dietro anche sul duro o sulla terra, si aggiunge un significativo progresso mentale, dal punto di vista del comportamento in campo. “Quando manca qualcosa in risposta, per esempio, era più facile che cadesse in frustrazione. Il lavoro tecnico per rendere il suo gioco efficace anche sull'erba gli portano benefici anche sul piano della gestione delle energie. Ora tutto gli scorre più velocemente”.

 

Un segno di continuità rispetto a quanto lo stesso Berrettini aveva sottolineato al Foro Italico dopo la vittoria contro Alexander Zverev, la sua prima contro un top 10. Tra i suoi punti di riferimento, oltre allo stesso Santopadre e a Flavio Cipolla che gli ha insegnato a non parlarsi troppo addosso, aveva indicato il fratello Jacopo. “Anche se è più giovane fa alcune cose meglio di me. Quando sono nelle giornate negative, in cui penso troppo, mi ispiro a lui che riesce ad essere più leggero, a farsi scivolare le cose addosso” spiegava.

 

Per questo processo di apprendimento sono servite anche le sconfitte più brucianti. “Spesso sono quelle da cui ha imparato di più” ha detto Santopadre. In queste, però, non rientra quella con Ruud al Roland Garros. “Berrettini comunque sta imparando a essere più leggero nelle sconfitte” ha aggiunto il tecnico. “Non che perdere faccia piacere, nessuna sconfitta è piacevole. Ma quella con Ruud l'ha vissuta meglio di altre, anche se non significa che non abbia ricavato una lezione anche da quella partita”.

 

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Anche gli “hot shots” i colpi di particolare effetto di questa settimana, vedere per credere il dritto fulminante contro l'avversario circense per eccellenza, Nick Kyrgios, rientrano in questa serena fiducia, in questo equilibrio. Anche il modo di accogliere queste giocate all'apparenza estemporanee, le esultanze in realtà moderate per quanto compiaciute, raccontano la matura e sicura convinzione dell'azzurro nei suoi mezzi. “Berrettini sta bene in campo e sta bene fuori” sottolinea Santopadre. “Quei colpi non nascono a caso, si mette nelle condizioni di giocare un vincente spettacolare”.

 

Le sue possibilità sull'erba si erano intuite anche a febbraio, dopo il debutto in Coppa Davis in India. Nella vittoria contro il mancino Gunneswaran a Calcutta che ha dato all'Italia il secondo punto nel preliminare di qualificazione alla fase a gironi, aveva perso sette punti con la prima e due con la seconda. “Solo qualche anno fa seguivo i miei compagni di squadra in tv e facevo il tifo per loro. Ora sono qui e sono felicissimo, vestire la maglia azzurra è un grande onore" diceva.

 

Mi piace il suo modo di stare in campo” ha detto Santopadre, “sta affrontando le situazioni con grande apertura mentale. Si dedica con attenzione alle sue prestazioni, poi certo può vincere o perdere, ma non sono casuali. Sta facendo bene. È un esempio di energia pulita e positiva”. Ha fatto sembrare semplici partite non banali, contro tre avversari dalle caratteristiche diverse, che hanno richieste risposte differenti per produrre punteggi simili e così netti.

 

Inevitabile, a questo punto, guardare anche a Wimbledon, alla possibilità di essere testa di serie. Oggi il numero 2 azzurro sarebbe numero 26 nel seeding dei Championships, che ai primi 32 in tabellone nel singolare maschile applica un particolare algoritmo: raddoppia i punti sull'erba negli ultimi dodici mesi e aggiunge il 75% del miglior risultato su questa superficie nei 12 mesi ancora precedenti. 

 

E' chiaro che il torneo ha un fascino enorme e un peso notevole” ha concluso Santopadre. “Matteo dovrà viverlo bene. Sono certo che ha i mezzi per divertirsi”. E per divertirci.