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Atmane, alto QI e carte Pokemon: cosa è cambiato dallo scontro a Cincinnati con Sinner

Terence Atmane ha regolato una carta dei Pokemon a Jannik Sinner prima della semifinale a Cincinnati. A Pechino si ritroveranno, con nuove certezze e chiari obiettivi

di | 26 settembre 2025

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Nel sottopassaggio che porta al Centrale di Cincinnati, a pochi minuti dalla partita più importante della sua carriera, Terence Atmane regala al suo avversario, Jannik Sinner, che quel giorno festeggia il 24mo compleanno, una carta Pokemon. Il francese, che ne possiede una collezione decisamente vasta, aveva fatto molto parlare di sé anche per la sua intelligenza (avrebbe un quoziente intellettivo di 158, nettamente sopra la media). Ma da quel torneo, che ha sbloccato la sua carriera, si è fatto notare ancor per il servizio e il diritto mancino. "Ha un potenziale enorme" ha detto Sinner, che a Cincinnati l'ha battuto e se lo ritroverà di fronte negli ottavi all'ATP 500 di Pechino.

Oggi Atmane è numero 68 del mondo, ha migliorato proprio questa settimana il best ranking di numero 69 toccato proprio dopo il Masters 1000 in Ohio in cui ha sconfitto  il nº 17 del mondo Cobolli, l'emergente Fonseca, il nº 4 Fritz e il nº 9 Rune

"Cerco di dare il meglio ogni giorno, di migliorarmi come giocatore e come persona" ha detto dopo la vittoria al primo turno contro il cinese Zhizhen Zhang. Un approccio molto sinneriano, verrebbe da dire, alla vita da professionista.

L'abbraccio tra Jannik Sinner e Terence Atmane a Cincinnati (Getty Images)

L'abbraccio tra Jannik Sinner e Terence Atmane a Cincinnati (Getty Images)

"Non ho troppe aspettative, cerco di sfruttare ogni partita Adoro la Cina e qui cercherò di fare il massimo" ha aggiunto Atmane, allenato da meno di un anno da Guillaume Peyre che allenava in un'accademia a Pechino quando l'ha visto giocare una serie di Challenger in Asia a fine 2024. Convinto da un intermediario del suo ex allenatore, Robin Boule, ha cominciato a seguirlo di fatto dall'Australian Open 2025.

"Terence è un impulsivo che detesta perdere, ma se non sente quel fuoco dentro non gioca bene" diceva ad agosto all'Equipe Peyre, che ha lasciato il suo lavoro a Pechino per diventar eil suo coach a tempo pieno. "Gli dico sempre che deve puntare a diventare un mix tra Rafa Nadal e Henri Leconte, deve avere forza e un pizzico di follia". Ambizione non proprio da poco, che però dimostra quanto il potenziale da molti intravisto nel suo tennis sia superiori ai risultati che ha ottenuto finora.

Mancino nato a Boulogne-sur-Mer, ex numero 20 juniores, Atmane infatti aveva  vinto quattro partite nel circuito maggiore prima di quest'anno, e a Pechino ha ottenuto il settimo successo del 2025 in tredici incontri giocati.

A inizio anno ha trovato continuità a livello Challenger: ha vinto il 125 di Busan in finale su Adam Walton e il 75 di Canton battendo in finale Tristan Schoolkate.

Il fatto è che un giocatore così, dotato di tante opzioni nel repertorio, che gioca un tennis non conservativo ma offensivo e non semplice da mantenere a lungo, fatto di fiammate improvvise e accelerazioni sulla riga, di pensiero veloce e volontà di precisione, cangiante come il suo carattere, ha bisogno di tempo per mettere assieme i pezzi. Ma quando ci riesce, il mosaico si può rivelare indecifrabile, incontrastabile per gli avversari.

Le due settimane di Cincinnati, ha detto, lo hanno mentalmente sbloccato. "C'è una nuova dimensione nel mio tennis che finora non riuscivo a sfruttare. Forse è per questo che ci arrivo adesso e non prima. Ho più maturità. Adesso sarà necessario riuscire a ripetere questi sforzi nel tempo per restare a questo livello, ed è questa la cosa più difficile". Ma oggi non si pone limiti.

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