Uscito fuori dalla Top 100, il semifinalista del 2024 al Foro Italico sfiderà Musetti in finale a Chengdu: nei mesi scorsi ha superato un problema familiare ed un infortunio e ora gioca di nuovo al suo meglio
di Samuele Diodato | 22 settembre 2025
Sarebbe facile tirare un sospiro di sollievo, pensando alle 103 posizioni di differenza in classifica. Eppure, a volte, la classifica non dice tutto, specialmente parlando di Alejandro Tabilo. Sarà lui ad affrontare Lorenzo Musetti nella finale dell’ATP 250 di Chengdu, dove lo scorso anno il toscano si fermò contro Juncheng Shang.
Oggi l’azzurro è n. 9 del ranking, con ambizioni concrete di qualificazione alle ATP Finals, ma il 28enne cileno, nato a Toronto, non è di quelli che si possono prendere sottogamba. Al grande pubblico, il tennista mancino oggi n. 112 si è rivelato d’altronde proprio al Foro Italico, raggiungendo la semifinale nel 2024 (e battendo, nel percorso, anche l’allora n. 1 Novak Djokovic).
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Rispetto al best ranking del luglio 2024 (n. 19), Tabilo ha perso 100 posizioni, ed è per questo che la finale in Cina suona come una dolce melodia per le sue orecchie. Un anno fa, la sua ascesa era cominciata col primo titolo in carriera vinto nell’ATP 250 di Auckland (su cemento), ed aveva raggiunto il suo culmine col secondo titolo, questa volta sull’erba, in quel Maiorca (altro “250”).
Quello che sembrava un calo fisiologico, sul finire del 2024, è però diventato qualcosa di più. Una spirale negativa cominciata con le cambiali pesanti da difendere, e a cui si sono aggiunti problemi personali con i propri genitori (con tanto di accuse ricevute dal padre via social). Il tutto mentre un edema al polso gli ha impedito di presentarsi nuovamente agli Internazionali BNL d’Italia.
Un momento così difficile da “neutralizzare” anche l’adrenalina del secondo successo in altrettante sfide contro Djokovic, arrivato al secondo turno del Masters 1000 di Monte-Carlo. Proprio nei giorni dell’infortunio la questione familiare è diventata di dominio pubblico, pur rimanendo privata nei dettagli, e le cose hanno preso una piega diversa.
“È stato un periodo piuttosto difficile della mia vita, ma è qualcosa che sto cercando di risolvere interiormente – ha raccontato a CLAY alla fine di maggio, dopo aver raggiunto il secondo turno al Roland Garros - Questo mi fa sentire sempre più calmo, quindi da un lato sono felice che tutti sappiano un po' cosa è successo, perché sono queste le ragioni per cui sono stato a un livello inferiore”.
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Il cambio di marcia nei risultati, in realtà, è comunque arrivato solo con l’inizio della tournée asiatica. Due settimane fa, Tabilo si è spinto silo alla finale nel Challenger di Guangzhou, perdendo in due set da Juan Manuel Cerundolo. Fino a Chengdu, e al momento spartiacque vissuto nel turno decisivo delle qualificazioni, con una vittoria al tie-break decisivo su Lloyd Harris.
A livello ATP, il suo bilancio stagionale prima di Chengdu era di 5-13, ma nel tabellone principale ha lasciato per strada solo un set in quattro partite, superando ad esempio brillantemente anche Luciano Darderi (n. 2 del seeding) nel match di secondo turno. “Ho avuto tanti alti e bassi, con qualche mese ai box, quindi sono felicissimo di potermi giocare un’altra finale”, ha detto dopo la vittoria in semifinale contro Brandon Nakashima, n. 4 del tabellone.
In finale, invece, se la vedrà col n. 1, nel primissimo confronto diretto tra i due, e la sua 12esima sfida in assoluto contro un Top 10. Le uniche due vittorie restano quelle contro Djokovic, mentre Musetti cerca di “vendicare” la sconfitta di un anno fa, arrivata proprio per mano di un mancino.