Stefano Cobolli è intervenuto in collegamento a Tennis Talk per commentare la vittoria del figlio Flavio ad Acapulco e il suo conseguente ingresso in Top 15
03 marzo 2026
"Flavio è sempre stato uno freddo, ha sempre saputo vincere partite e tornei. Campione per me non lo è ancora, lo potrà diventare. Un campione per me è un giocatore che riesce ad avere una continuità nei risultati superiore alla sua". Stefano Cobolli, padre e coach del nuovo numero 15 del mondo, ha parlato così del figlio in collegamento a Tennis Talk, il programma di approfondimento settimanale del lunedì sera condotto da Giorgio Spalluto su SuperTennis.
"Flavio ha fatto un anno solare, se ci rifletto, incredibile: ha vinto a Amburgo, ha vinto a Bucharest, quarti a Wimbledon, ha vinto una Coppa Davis e ha vinto ora un 500 sul cemento ad Acapulco. Però secondo me manca ancora molto sulla parte della continuità di risultati. I campioni quelle sconfitte non le hanno. Ora bisogna capire perché arrivano quel tipo di sconfitte e dare continuità a questi risultati nel modo migliore" ha sottolineato Stefano Cobolli, nel giorno del suo compleanno, dialogando con la capitana di Fed Cup Tathiana Garbin, il coach di Lorenzo Sonego e suo grande amico Vincenzo Santopadre e il direttore degli Internazionali BNL d'Italia Paolo Lorenzi, ospiti in studio.
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Cobolli senior ha raccontato anche la svolta del figlio prima del torneo di Acapulco e il suo percorso in Messico dove ha conquistato il secondo titolo in un ATP 500, il terzo complessivo in carriera nel circuito maggiore. "A Dallas ha iniziato a allenarsi in modo autonomo, chiedevo a lui di stare più in campo, io non c'ero però mi è stato detto da Alberto Cammarata che stava con lui, che aveva iniziato a fare degli allenamenti di qualità, stava oltre il tempo per ricercare buone sensazioni. Quando Flavio fa così, ottiene subito dei risultati dal punto di vista del gioco" ha detto.
"Ad Acapulco il suo percorso è iniziato con due partite, diciamo, un po' sporche, con due giocatori con classifica un pochino più bassa. Ma giocare con il caldo e l'umidità di qui non è mai facile. Flavio ha giocato bene i punti importanti e quello mi ha fatto ben sperare per le partite successive. Avevo capito che il livello tennistico l'aveva ritrovato, poi è stato un crescendo. Ha giocato un'ottima partita nei quarti con Wu, semifinale e finale credo siano state tra le sue migliori partite in carriera sul veloce outdoor".
L'INCURSIONE DI FLAVIO COBOLLI A TENNIS TALK

In finale contro Frances Tiafoe, ha concluso Stefano, si è visto tutto lo spirito da competitor di Flavio Cobolli.
"Sul 4-2 nel secondo set pensavo che ce l'avesse fatta. Ma quando ha avuto quelle due palle break sul 4-2 e non le ha concretizzate, anche per merito dell'avversario, mi sono ricordato cosa vuol dire il tennis - ha detto - Quando non fai il secondo break e poi perdi il servizio, il game dopo è veramente difficile. E così è andata. In quel momento ha tirato quel killer instinct che è in lui. In questo devo dire che è migliorato tanto. Ha accettato un contro-break di quel tipo in una finale e si è rimesso subito a giocare come stavo facendo prima. Questo gli farà vincere tante partite".