Il danese è tornato a parlare a Sports Illustrated del percorso di recupero dopo la rottura del tendine d'Achille: "Devo prendermi il mio tempo, ma facendo le cose giuste guarirò più rapidamente. Posso ancora essere il migliore del mondo, tornare mi darà sensazioni fantastiche e renderò orgogliosi i miei fan"
di Samuele Diodato | 19 dicembre 2025
Holger Rune è sempre stato un tipo risoluto. Sin da junior, quando diceva di poter superare il record di Roland Garros vinti da Rafael Nadal. Un misto di presunzione ed incoscienza che nel 2023 l’avevano issato sino al n.4 del mondo. Un carico di autostima che non sembra evaporare, il suo, neanche in quello che è il momento più duro della sua carriera.
“Voglio tornare portando in campo la miglior versione di me stesso. Una versione che non si rompa, che sia inarrestabile, in grado di battere i migliori durante tutte le settimane”, ha detto nell’intervista rilasciata a Sports Illustrated. Sono passati quasi due mesi da quando in semifinale a Stoccolma, contro Ugo Humbert, ha sentito il suo tendine d’Achille fare “crac”, mentre intorno sul suo futuro appassionati e addetti ai lavori addensavano nubi nerissime.
Un “mood” dal quale, però, il danese non si è fatto contagiare, mostrando un particolare ottimismo sin da subito: “Ora ho il tempo di costruire quella versione di me dal punto di vista fisico, – ha detto – e poi tornerò sul campo. Quando ero ragazzino, il mio sogno era quello di essere il n.1 al mondo: sono sicuro che se oggi chiedessi un bilancio a quella versione di me, lui non sarebbe soddisfatto di quanto fatto finora. Sto dando tutto per tornare, costi quel che costi, penso di poter essere il miglior giocatore al mondo e renderò orgogliosi i miei fan”.
“Il mio piano”, ha chiarito senza nascondersi, “è quello di spezzare il dominio di Alcaraz e Sinner”. Prima, però, c’è da lavorare, rispettando il proprio tendine in via di guarigione e la necessità di riposare: “Quello che devo evitare è di torturarmi – ha proseguito –. Il miglior consiglio che ho ricevuto è quello di dovermi prendere il mio tempo”.
Presto, dice, tornerà a camminare - cosa che già da una settimana con un tutore - con una scarpa normale, anche se leggermente rialzata nel tacco. Intanto, però, non si è fermato col resto del corpo e sta continuando a lavorare – come mostra spesso sui social – insieme al preparatore atletico Marco Panichi: “Sarò molto più in forma al rientro: sin dal primo giorno sto lavorando molto sulla parte superiore del corpo e sto tenendo sotto controllo l’alimentazione, perché ora ho un consumo calorico differente rispetto a quando gioco”.
If you love it , you love it ?? Enjoying my days with the team, on and off court ???? phase 2 is going very well. Spirit is high. Building strength in fitness and keeping my left leg alive with various exercises ?? #comebackloading pic.twitter.com/wweUHnojwt
— Holger Rune (@holgerrune2003) November 21, 2025
Di distrazioni, però, non sembra volerne affatto, il giocatore classe 2003: “Non ho tempo per i nuovi hobby, sono concentrato sulla fisioterapia, sul recupero, e mi godo il tempo con la mia famiglia”. Una presenza fondamentale, quest’ultima, più di qualsiasi mental coach, figura alla quale non sembra credere molto: “Sono giovane, penso che dipenda tutto dal mio stato d’animo. Restando positivo, curando tutto – compresa l’alimentazione – guarirò più rapidamente”.
Ha definito “devastanti” i momenti successivi all’infortunio e all’operazione chirurgica, dalla quale sono passate sette settimane. Eppure, col senno di poi non rimpiange nulla: “Il calendario è pesante, ma avevo la chance di qualificarmi alle Nitto ATP Finals – ha ricordato – e stavo giocando davvero bene”.
Non è mancata, però, la “stilettata” all’ATP, che a suo dire dovrebbe adattarsi di più alle esigenze dei giocatori: “Non credo alla sfortuna”, ha puntualizzato. “Le cose accadono per una ragione, e la causa principale per gli infortuni è spesso la fatica. Il calendario completo richiede un dispendio troppo grande – ha spiegato -. Non parlo solo del mio infortunio, ma anche dei problemi di tanti altri tennisti. Inoltre, se prima si parlava di grandi atleti solo nella Top 50, oggi tutta la Top 250 è ‘super fit’, e il gioco diventa più dispendioso”.
E di stare lontano da quel gioco, per uno come Rune, non se ne parla. Mentre è ai box, si comporta e si comporterà come il più classico dei fan, spinto da una motivazione ulteriore: “Ho guardato un po’ del Masters 1000 di Parigi e delle Nitto ATP Finals a Torino, perché mi dà ancora più fame per tornare. Guarderò anche l’Australian Open, perché sono un fan del tennis e non sarò in grado di non guardare le partite”, ha ammesso. “Tornare in campo mi darà sensazioni fantastiche, e quando ci sarà un momento difficile, ricorderò per sempre cosa significa un momento davvero difficile”.